Sono passati ormai 10 mesi dal lancio di questo discusso lavoro Ubisoft e, in attesa dell’ultimo Dlc previsto per questo Year One (con annessa patch 1.6) in uscita presumibilmente a Febbraio, abbiamo deciso di fare il punto della situazione sullo stato del gioco e la sua community.

Per chi si approccia per la prima volta all’opera di Massive e non ne conosce precisamente le caratteristiche, The Division è uno “sparatutto” in terza persona con meccaniche da MMO-RPG;
un ibrido, quindi, che ha inizialmente l’intenzione di minare il monopolio del genere su Console di Destiny, seppur quest’ultimo sia uno shooter in prima persona e non in terza come il titolo Ubisoft.

Approdato sugli scaffali lo scorso Marzo, il gioco ha spaccato critica e pubblico fin da subito.
Una parte dell’utenza lo ha bollato come un Open World vuoto e privo di una trama soddisfacente con quest secondarie ripetitive e carenti in quanto ad originalità.
Altri, invece, sono rimasti affascinati dall’atmosfera desolata di una New York devastata dal virus “verde” e ne ha apprezzato soprattutto la ormai celebre Dark Zone, area del gioco PVE-PVP e vero fulcro del lavoro di Massive specialmente nei suoi primi mesi di vita.

The Division

Ascesa e declino
Come tutti i giochi che vedono la ricerca sfrenata del loot e dell’equipaggiamento migliore, anche The Division dà il meglio di sé nell’End Game.
Gli sviluppatori hanno dato costante supporto al titolo, offrendo gratuitamente le prime due incursioni e introducendo progressivamente i Set Equipaggiamento, il Gear Score, i bersagli Vip ed infine Underground (primo Dlc a pagamento), in modo da arricchire l’esperienza dell’opera.

Cosa è andato storto allora?
Sono molteplici e disparate le motivazioni che hanno portato a un esodo in massa da parte di una consistente mole di giocatori.
Il PVP sbilanciato è stato sicuramente un fattore determinante.
Infatti, prima della patch “salvavita” 1.4, che ha portato una vera e propria rivoluzione, si era obbligati ad utilizzare il solo Set “Chiamata della Sentinella” a seguito di un fucile a pompa che permetteva di essere competitivi e portare a casa la pelle contro gli altri giocatori.

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Altro motivo di abbandono sono state le attività al di fuori delle Incursioni diventate inutili in termini di remunerazioni e Drop.
Infine una fetta di giocatori “solitari”, senza un team dedicato e con poche ore da dedicare al gioco, hanno deciso di abbandonare il titolo a causa della proibitiva difficoltà nel compiere qualsiasi attività da singolo.
In definitiva ad Agosto 2016, a soli 5 mesi dal lancio, il progetto The Division sembrava spacciato nonostante ancora 2 Dlc da lanciare.

Sopravvivenza
Ma contro ogni pronostico Massive si è rimboccata le maniche e ha avuto il merito e la costanza di risollevare le sorti della sua creazione.
Sospendendo ogni lavoro sui contenuti aggiuntivi, la Società di sviluppo svedese ha praticamente rivoltato come un calzino la struttura di gioco precedente apportando una serie di modifiche idonee a bilanciare il gioco (soprattutto per quanto riguarda la parte PVE) e donare pertanto nuova linfa al suo titolo.
Riconquistare la fiducia di un pubblico ferito non è mai semplice e infatti solo una piccola parte dell’utenza ha rimesso mano al gioco dopo l’uscita della suddetta patch 1.4.

Ed ecco allora l’asso nella manica: la svolta capace in un colpo solo di riconquistare una enorme fetta della propria utenza e attirare molti nuovi giocatori.
A fine Novembre su PC e X Box One, e dal 20 Dicembre su PS4, Ubisoft ha rilasciato Survival secondo Dlc a pagamento nel quale si deve sopravvivere a freddo, fame, sete e nemici.

Partendo solo con una pistola e con un equipaggiamento scarno, il nostro agente è stato chiamato a sopravvivere per entrare in Zona Nera, recuperare gli antivirali e farsi estrarre.
Senza entrare nei minimi dettagli, sappiate che con questo nuovo contenuto gli sviluppatori sono riusciti a colmare diverse lacune del gioco base.
In primis, un PVP dove tutti partono dallo stesso livello e con le stesse armi; dove non conta l’equipaggiamento che hai, almeno nelle parti iniziali dell’espansione, ma dove conta la rapidità e la tattica per portare a casa il risultato, senza dimenticarsi dei Cacciatori, nuova fazione introdotta in questo Dlc, i quali vantano un’ottima intelligenza artificiale e le skill possedute dai nostri Agenti.
In secondo luogo, quel senso di sopravvivenza reale che traspariva fin dai primi trailer mostrati agli eventi, dove ogni momento può essere quello buono per morire o per svoltare una partita.

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Il futuro della Divisione
Cosa aspettarsi quindi ora da The Division?
In attesa della patch 1.6, che apporterà notevoli cambiamenti al PVP della Zona Nera, i primi rumor emersi parlano di un allargamento della mappa con l’inclusione di Central Park e altre attività legate proprio al PVP.
Chiaramente ora ci aspettiamo che Massive prosegua su questa strada continuando ad espandere l’esperienza del suo titolo con nuovi contenuti, nuovi Set e magari l’implementazione dei Cacciatori in nuove missioni di storia.

In conclusione, dopo una burrascosa estate, il gioco vive forse il suo miglior momento dal lancio con una community attiva e presente, tante attività da svolgere, tutte utili in termini di drop e crescita del personaggio.
Se avete voglia di immergervi in un mondo crudele e spietato che vi terrà impegnati per molte ore, e magari avete degli amici con cui giocare, questo è il momento giusto per diventare Agenti della Divisione.

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