La magica penna di Min-seo Park ha dato vita a questo bellissimo manwha chiamato: Dark Air; uno shonen classico con quel tocco particolare che possiamo notare sin dalle prime pagine. Un mondo in cui prima la magia dominava incontrastata, con la conseguente lotta al potere ed il suo utilizzo per puro scopo bellico, ma che un giorno scomparve misteriosamente generando caos ed una rivoluzione sociale, con soltanto una persona ancora in grado di usarla: Vincent Zappa; ma come vedremo in questa storia, non sarà l’unico utilizzatore rimasto. Star Comics ha portato nel nostro bel paese quest’opera nel 2014 con una pubblicazione prima bimestrale, poi trimestrale, fino ad arrivare nel mese di Gennaio in cui è stato rilasciato il decimo volume.

Un ringraziamento speciale all’editore Star Comics per averci fornito i volumi per questa anteprima.

DarkAir1Titolo: Dark Air
Editore IT: Star Comics
Autore: Min-seo Park
Volumi: 10 (in corso)
Prezzo: 5,50€ (Cad.uno)

 

 

 

La fine della magia

In un mondo dove la magia regna sovrana grazie alla Blue Air, l’energia che permette a questi straordinari individui di utilizzarla per generare poteri magici, i maghi ricoprono una posizione di prestigio incutendo terrore sugli altri “normali”, grazie anche ad un potere bellico decisamente superiore sotto ogni punto di vista. Un giorno però tutto mutò, la Blue Air sparì lasciando spazio all’epoca della Dark Air, rendendo impossibile agli ormai ex maghi di usare i propri poteri, tutti tranne uno: Vincent Zappa; l’unico individuo rimasto in grado di usare la magia con il titolo di Grand Master, uno degli essere più forti al mondo, ma ben presto faremo una scoperta interessante: non è l’unico in grado di usare ancora il potere magico. Stiamo parlando di Melrose, giovane ragazzo dai tratti facciali molto delicati tanto da potersi spacciare spesso per una ragazza, ex allievo di Vincent ed ora ricercato strenuamente da quest’ultimo per eliminarlo dalla faccia della terra.

Per sopravvivere e compiere la sua missione di affrontare il suo vecchio maestro per ripristinare la Blue Air, Melrose si appoggerà ai suoi compagni di party che incontrerà durante la sua avventura, per affrontare prima di tutto i team avversari in epiche battaglie e poi il temibile Vincent.

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Tra ironia e crudeltà

Tutta la vicenda gira attorno alle vicende del giovane Melrose e della sua compagnia, formata sin dai primi volumi dal musicista-buffer Mustaine e dall’abile guerriera Shenandoah, per poi vedere aggiunti altri due membri a questa allegra compagnia di cui non sto al momento a parlarvi per evitare un qualsiasi tipo di spoiler; questi protagonisti vengono trattatati in maniera approfondita dall’autore, facendone vedere il passato ed analizzandone il carattere, oltre che il loro modo di pensare. Nello specifico Melrose, dopo un passato tormentato che lo vede perdere i genitori per essere allevato dallo stesso uomo che ora lo vuole uccidere, pare un ragazzo dolce e gracile, con tratti molto femminili per quanto concerne i lineamenti facciali; questo viene sfruttato dalla compagnia per passare in sordina di villaggio in villaggio, travestendolo da donna in modo da impedirne il riconoscimento a malintenzionati. L’autore utilizza tutto ciò per la creazione di siparietti comici oltre che allo sfruttare lo stereotipo dei “trap”, anche se questo nello specifico viene approfondito poco o nulla; nel corso del suo lungo viaggio lo vedremo maturare, sia per quanto riguarda i suoi poteri magici, all’inizio molto difficili da gestire, sia caratterialmente, vedendolo molto più sicuro di se e pronto ad assumersi responsabilità molto gravose sulle proprie spalle.

Come accennato prima, i combattimenti vengono effettuati in team, molto affini a quello che accade negli RPG con i party, strutturati nel seguente modo: un Ranger, che funge da persona a distanza per controllare la situazione e colpire al momento opportuno, Buffer, ossia colui che punta prontamente a potenziare difensivamente o offensivamente il gruppo, Guaritore, Guerriero ed in questo caso specifico anche Mago. Tutto questo rende le battaglie molto ordinate e cariche d’azione, senza un eccessiva confusione nelle vignette in modo tale da consentire una facile comprensione; come però già detto non tutti i team sono strutturati nella stessa maniera, molti hanno più di un guerriero, mentre altri si strutturano completamente a disposizione di un’unica persona che viene potenziata all’invero simile, proprio in questo caso vediamo chiaramente quello a cui l’autore si è ispirato maggiormente per la realizzazione dei personaggi, ossia: i gruppi Rock e Metal. Anche Mustaine, a detta dell’autore nel primo volume, è una trasposizione cartacea di Dave Mustaine, fondatore dei Megadeth, come anche vedremo un team chiamato Nightwish, quindi una forte presenza di questa influenza musicale arricchisce l’opera, in modo sicuramente positivo per gli amanti del genere, vedere personaggi conosciuti nelle letture fa sempre piacere.

Infine, andando a discutere della trama in se, non possiamo dire di essere davanti ad un qualcosa di innovativo o particolarmente originale, infatti è un classico shonen in tutto e per tutto, ma riesce a rapire il lettore con vicende semplici e lineari, oltre alla presenza di un mondo molto crudo e sicuramente non buonista, dove la morte dei personaggi non manca e tutto rimane quasi completamente imprevedibile.

Disegni sublimi

DarkAir10Come da buona tradizione koreana, i Manhwa risultano essere sempre molto ben disegnati, con un tratto che si va a differenziare rispetto alla controparte giapponese, con uno stile che tende molto di più al realismo dei volti e delle movenze, a dispetto dei manga che tendono ad essere molto più “morbidi”. Oltre a questo cambia anche l’impaginazione ed il modo di leggere il volume, mentre i manga come ben sappiamo vengono letti al “contrario” da destra a sinistra, i manhwa hanno una lettura che si avvicina molto di più ai fumetti italiani, ossia da sinistra verso destra. Questo all’inizio potrebbe disorientare chi è più affine allo stile giapponese, ma è questione di qualche volume prima di prenderci dimestichezza e farsi trasportare dalla magia di questo mondo.

Passiamo ora invece a discutere la qualità della stampa di Star Comics, visto il nero tanto marcato dall’autore eravamo abbastanza intimoriti per un eventuale eccessiva presenza d’inchiostro sulle dita; preoccupazione che è stata immediatamente eliminata dopo la lettura del primo volume, con nostra somma sorpresa le pagine trattengono molto bene l’inchiostro ed oltre a questo anche la traduzione è di assoluta fedeltà, oltre ad una sovra copertina non ingombrante, insomma una produzione a cinque stelle.

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In conclusione possiamo affermare che Dark Air rappresenta un manhwa di altissima elevatura, seppure non possiamo dare un voto definitivo all’opera, dato che mancano gli ultimi volumi conclusivi del decisivo arco narrativo e quindi ci è impossibile giudicare appieno il tutto, non sapendo come l’avventura del giovane Melrose e del suo team andrà a finire dopo lo scontro con il potentissimo Vincent Zappa. Nonostante ciò, tutto quello che accade dal primo volume al decimo, rilasciato lo scorso mese, è una continua scoperta, con combattimenti di alto livello ed un ironia sempre presente, che più volte ci strapperà un sorriso, oltre ad essere una lettura scorrevole e leggera, in grado di catturare il lettore senza possibilità di staccarsi. Per questi motivi mi sento di consigliare l’opera a tutti gli amanti degli shonen, per quanto sia semplice nella narrazione e lineare, vi soddisferà senza alcun dubbio.

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