Il titolo della raccolta racchiude in sé il concetto principale su cui gli sviluppatori si sono incentrati, o meglio un numero: nove. L’affermazione che potrebbe sembrare semplicistica, nasconde una connessione nella serie.  Il nove potrebbe essere una connessione permanente in Zero Escape che implica situazioni e personaggi.

Partendo da “999: 9 hours 9 persons 9 doors”, troveremo nove personaggi ad attenderci nella zona del risveglio. Infatti, il protagonista, Junpei riprenderà coscienza in una nave che si scoprirà essere da crociera, rinchiuso da subito in una cabina letto. Dopo un’introduzione e le domande del personaggio riguardo la nuova situazione, il giocatore subirà una sorta di simbiosi inevitabile con il protagonista, sia perché potrebbe essere preso dalla storia che già mette alle strette, sia per l’ansia data dalla necessità di trovare una via di fuga prima che il livello dell’acqua aumenti all’interno e di conseguenza la nave affondi.

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Zero, che prima di tutti si mostrerà quando il personaggio è solo, poi voce nemica ma anche guida all’interno di tutto il gioco, spiegherà la situazione con distacco e freddezza come se tutti i personaggi attorno stessero partecipando ad un gioco di loro spontanea volontà o come un “grande fratello” dall’occhio vigile sui movimenti delle sue pedine. I giochi sono chiari: trovare scappatoie o prendere tempo potrebbe portare alla morte. La via di fuga che non c’è, la via di fuga nascosta, le porte, nove. Come aprirle? Zero è chiaro: calcolando i numeri di ogni personaggio, la loro somma dovrà dare il numero esatto con cui è contraddistinta la porta. Le porte così come i numeri  dei partecipanti sono nove. Sommando fino ad avere un’unità si può arrivare ad aprire anche più porte in una volta ed è in questo momento che si creano più linee di storia, tipiche della visual novel.

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Infatti il gioco, si sviluppa su due aspetti: una parte visual novel e l’altra “the escape”, la parte puzzle non indifferente del gioco. “Seek a way out” darà l’inizio al gioco puzzle che non ha nulla da invidiare ad altri puzzle game-punta e clicca tipici, mettendo a volte a dura prova l’intuito, la ricerca e il ragionamento del giocare. La parte visual novel si espande al di là della storia, dando ottimi riferimenti riguardanti materie di psicologia, scienze e fatti realmente successi. Questo accadrà per dare una connessione logica alla condizione umana che sembra testabile nel piccolo nella stessa condizione dei partecipanti.

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Essi, sono contraddistinti da personalità particolari, molto misteriose all’inizio, poiché nessuno sa i nomi reali e nessuno vuole davvero fidarsi dell’altro. D’altra parte si trovano lì per un caso, piuttosto malsano e chi potrebbe dire che qualcuno non sia complice o ideatore di tutto? Infatti per quanto l’aspetto della fiducia e tradimento sia più evidente sul secondo capitolo, Virtue’s Last Reward, anche in 999 non mancheranno occasioni di ambiguità come una porta che si chiude improvvisamente lasciando qualcuno dentro e altri fuori. Sarà interessante scoprire ognuno , chi è realmente, dalla ragazza dai capelli rosa, all’uomo che sembra avere un’amnesia (sarà vero?), la “danzatrice”, il “serpente”, fino ad arrivare alla ragazza di cui solo Junpei conosce il nome: Akane, compagna delle elementari e amica di infanzia del protagonista, che decide di proteggerla e chiamarla “June”.

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Il pericolo è duplice: sarà maggiormente un problema Zero o gli altri personaggi? Infatti, probabilmente il gioco si basa sullo sviluppo della mente umana messa in condizioni di estremo pericolo. In quel caso, anche la persona più pacifica potrebbe pensare cose terribili, come arrivare ad uccidere.  La situazione di pericolo di base è data da Zero: ogni personaggio ha un braccialetto contrassegnato con un numero, ma questo è collegato ad una bomba che si trova nell’intestino di ognuno, immessa quando essi si trovavano senza coscienza. Se  il gruppo, appena entrato in una stanza con il numero, non trova un pulsante per far terminare la conta a rovescio di circa 80 secondi, imploderanno. Se il gruppo entra in una stanza in meno di cinque persone e in più di otto, implode. Se il gruppo, non trova una via di fuga, rimarrà per sempre nella stanza.

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Ogni stanza oltre ad avere enigmi, contiene della carte che daranno la possibilità di fuggire. Bisognerà dunque accettare i giochi di Zero, portarli a termine e riuscire. All’interno non troveremo solo enigmi come minigiochi, combinazioni di oggetti necessari per altro, ma anche aguzzare l’ingegno per improvvisare bombe o far funzionare congegni. Inoltre in queste fasi, seppur puzzle, non mancheranno discorsi profondi tra i personaggi, che dimostreranno di essere ben informati su molti aspetti che solitamente incuriosiscono l’uomo.

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Una linea sottile che collega il secondo capitolo, è sempre la figura misteriosa di Zero. In Virtue’s Last Reward, infatti, verranno dati maggiori dettagli sulla complessità di questi strani giochi e sulla sua figura. La situazione che mette al limite la condizione umana ma che la sforza comunque di ragionare, riflettere, mantenere la lucidità, è data anche nel secondo capitolo. Qui però non ci saranno solo “nove porte”, ma ci saranno sempre nove personaggi, alcuni ben noti, tra quelli che si riveleranno solo dopo o alcuni intuibili. Il protagonista questa volta è Sigma che si ritrova già dall’inizio in una stanza ancora più stretta, apparentemente solo, scopre poi di avere accanto un’altra figura: Phi. Phi sembra mostrarsi per tutto l’arco narrativo come una ragazza forte, quasi la voce della coscienza, eppure rimane anche lei misteriosa ed anche lei potrebbe conoscere qualcosa in più. Tipici i momenti in cui non ricorda avvenimenti, ciò porterà il gruppo ad isolarla spesso, anche se potrebbe essere solo un meccanismo perverso dei colpevoli. Un uomo rivestito di metallo sarà un altro costante sospettato, forse una macchina, o forse no. Chi può davvero credere che non possa liberarsi dal suo rivestimento? Ogni personaggio sarà sospettato in alcune occasioni per il distacco o per il troppo sapere. Di chi ci si potrà fidare?

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In ogni caso, ad eccezione dei braccialetti che questa volta contengono una sostanza che viene immessa direttamente all’interno del corpo che può semplicemente far addormentare o provocare la morte, le regole sono cambiate e questa volta Zero parla attraverso un insolito coniglio, non più da altoparlanti di una nave, ma da veri e propri monitor. Zero spiega che, ogni qual volta verrà trovata la via di fuga, bisognerà dire se rispetto ad un altro gruppo si intende tradire o continuare a fidarsi. Questa scelta sarà una di quelle in game, oltre ai tipici puzzle che come al solito non faranno solo da contorno all’intero arco narrativo. Questa volta sarà il giocatore stesso ad essere messo con le spalle al muro. In base alla fiducia o al tradimento verranno dati dei punteggi, a volte di convenienza per il gruppo che tradisce, a volte no, a volte il contrario. Sarebbe molto semplice se tutti seguissero lo schema dato, ma capita l’inconveniente cioè: alcuni potrebbero avere anche punteggi maggiori a discapito di altri ed arrivare sicuramente con questi ad aprire il portone centrale per uscire da un luogo sconosciuto. Questo rimane un enigma fino a quasi la fine, nove persone che- forse- non si conosco tra loro vengono inserite in una struttura che sembra un bunker, che però dentro ha tutte le comodità di sorta con altre stanze malsane, squallide.

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Per quanto il gioco sia progettato da qualcuno con cattive intenzioni, il pericolo maggiore si dimostrerà essere ogni personaggio e il suo pensiero. Perché, infondo, fidarsi di sconosciuti e perché non avere la certezza di sopravvivere? Il portone resterà aperto per pochi secondi e non è certo che tutti riusciranno ad uscirne vivi. Molti, nonostante tutto, svilupperanno più rapporti tra loro rispetto ad altri, Junpei e il ragazzino, Sigma e Luna e molti altri. Le alleanze non faranno che creare altri sospetti e qualcuno potrebbe arrivare ad uccidere, perché non ha più nulla da perdere. Le morti, seguendo il filone della visual novel saranno innumerevoli, ma concludendo tutti i finali si arriverà a quello vero, scoprendo che questo bunker non è altro che una base costruita sulla luna e la terra apparirà così piccola che i restanti partecipanti potrebbero scoprire di essere essi stessi complici inaspettati dello strano progetto.

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Il gioco, non farà altro che giocare con le molteplici emozioni provate da ogni personaggio per trasmetterlo allo stesso giocatore, situazioni di spaesamento, sospetto, tenerezza, amore.  I colpi di scena, mischiando con una certa logica personaggi e situazioni del primo e secondo capitolo, non saranno pochi. Inoltre nel secondo capitolo saranno ancora maggiori e daranno le basi a quello che poi è stato il capitolo conclusivo della saga.  Si potrebbe scoprire come Akane sia collegata a Sigma e come lui lo sia indissolubilmente a Luna, come questo gioco, il ripetersi del gioco, forse non sia il male principale di quello che accade fuori. Nei due titoli ci accompagneranno ottimi doppiaggi dei personaggi e le ost che si adatteranno al momento nei migliori dei modi, in tutte le occasioni. Sul comparto grafico nulla da dire, in questa revisione dei titoli, anche 999 assume una nuova veste più dettagliata negli ambienti e più colorata negli sprite dei personaggi che avranno ancora le sagome da “anime” ma senza un dettaglio fuori posto neanche nei piccoli momenti. In Virtue’s Last Reward i personaggi assumevano già ai tempi aspetti 3D che si può dire solo ulteriormente migliorati.

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“Il gioco nonario” basato su bugie, che scherza con la vita e la morte, per quanto si sviluppi su filoni separati, mantiene sempre la sua linea di collegamento, per lo svolgersi del puzzle game (mai uguale né all’interno dei capitoli né tra i due diversi capitoli), sia per situazioni umane di base simili, eppure sempre diverse che intratterranno per molte ore il giocatore anche grazie a riferimenti reali che creeranno diversi spunti di riflessione.

Zero Escape: The Nonary Games

Zero Escape: The Nonary Games
9

Voto

9/10

    Pros

    • Storia mai noiosa o altelenante
    • Buoni intermezzi tra puzzle e visual novel
    • Ottima cura della parte puzzle e della storia
    • Puzzle game non semplicistici
    • Ottimo lavoro grafico

    Cons

    • Potrebbe risultare lento solo se non si ha voglia di leggere molto
    • Mancata localizzazione
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