C’era un tempo in cui le Software House Giapponesi erano il fiore all’occhiello di ciò che l’industria videoludica poteva offrire ai consumatori: da Nintendo a SEGA, passando per Konami, Capcom e la compianta SquareSoft, tutte hanno regalato ai Giocatori di tutto il Mondo delle Pietre Miliari che hanno segnato la Storia di questo Settore di Intrattenimento.

Negli ultimi 10 anni le cose sono profondamente mutate e gli Sviluppatori Occidentali sono riusciti, grazie ad una visione sempre più cinematografica del Medium e all’ausilio di Budget colossali, a conquistare il mercato.
In questo modo hanno reso, agli occhi dei videogiocatori, i Prodotti provenienti dalla terra del Sol Levante e i suoi Autori , obsoleti e ancorati al loro glorioso passato senza riuscire a scrollarselo di dosso.

Il mercato Asiatico ha vissuto e in parte sta ancora vivendo, un periodo buio, fatto di ridimensionamenti delle Software House e di scarse vendite (anche dei Franchise più importanti), sebbene i titoli di spessore qualitativo, in questi ultimi anni, non siano di certo mancati.

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Un Faro nella Notte
Molto probabilmente il calo di Appeal nei confronti delle Opere Giapponesi risiede in due fattori principali: la mancata capacità di rinnovare i propri prodotti da parte degli Sviluppatori e il divario tecnico che si è pian piano sempre più allargato tra questi ed i loro colleghi Americani ed Europei.

Per anni i Creatori Nipponici hanno riproposto sempre la stessa formula per i loro Jrpg, non riuscendo ad innovare sia dal lato del Combat System, sia dal punto di vista narrativo, propinando delle Trame focalizzate sui classici clichè della cultura Giapponese, con personaggi caratterizzati male o addirittura, a volte, di una piattezza disarmante.
Tutto ciò condito da una inadeguatezza tecnica ed una impietosa disparità di poligoni e rifiniture in ambito grafico nei confronti dei lavori di Sviluppatori come Naughty Dog, Crytek o Santa Monica.
Dall’altra parte, invece, abbiamo visto crescere sempre più i Giochi di Ruolo Occidentali, con i titoli Bethesda e Bioware (ma non solo), che hanno proposto dei mondi sconfinati, dei sistemi di combattimento più al passo con i tempi (e con ciò che il mercato richiedeva) e delle storie mature che in alcuni casi sono risultate anche avvincenti.

Le eccezioni ovviamente non sono mancate.
Infatti, Hideo Kojima ha consolidato il suo Status di “Rockstar” dell’industria lanciando prima un eccellente Metal Gear Solid 4 e poi riuscendo a mettere tutti d’accordo su quanto Konami sia da considerare il “Diavolo” dopo la separazione da essa.
Nintendo da parte sua fa storia a sè e nonostante abbia vissuto un periodo negativo in concomitanza con la disfatta di WiiU, ha continuato comunque a sfornare prodotti di qualità.

Ma chi in realtà è uscito Vincitore da questo caotico marasma di fallimenti è sicuramente Hidetaka Miyazaki e la sua From Software, che con Demon’s Souls prima e soprattutto con Dark Souls poi, ha dato “il là” alla lenta ma netta ripresa dell’industria videoludica Giapponese.
I “Souls” hanno rinvigorito il mercato, riportato i giocatori ad assaporare il gusto della Sfida e proposto un genere nuovo (che poi tanto nuovo non è) che in molti stanno provando a riproporre.

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I Magnifici Sette
Che i “SoulsLike” di From Software abbiano influito o meno nel rinnovato interesse del pubblico verso il mercato Asiatico, non è possibile dimostrarlo con dati certi; sicuramente, però, hanno cambiato la percezione di qualcuno nei confronti di ciò che viene fuori dall’Oriente.

Negli ultimi sei mesi abbiamo assistito a una vera e propria invasione di titoli provenienti dagli Sviluppatori Giapponesi e, chi più chi meno, ha convinto o la Critica o il Pubblico, e, in alcuni casi, addirittura entrambi.

Analizziamo, quindi, in ordine Cronologico, le Sette Opere che hanno ridato lustro alle Software House provenienti dalla terra del Sol Levante.

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Final Fantasy XV
Probabilmente il titolo più controverso di quelli proposti in questo Speciale è l’Opera di Hajime Tabata che è riuscita, comunque, nell’intento di riportare grande interesse nei confronti di un Franchise storico, nonostante le ultime iterazioni della Serie (escluso Final Fantasy XIV che comunque è un MMO) avessero deluso moltissimi appassionati.
Il risultato è un lavoro pregno di amore e dedizione, con degli evidenti difetti dovuti quasi certamente ai diversi cambi al timone della Produzione e che ne hanno inficiato la qualità generale del gioco.
Un buon punto di partenza per il futuro di questa Leggendaria Saga.

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The Last Guardian
Secondo titolo dallo sviluppo travagliato e decennale dopo il sopracitato Final Fantasy XV.
Risorto dalle ceneri, in apertura della Storica Conferenza Sony dell’E3 2015 (dove furono annunciati il Remake di Final Fantasy VII e la Campagna Kickstarter di Shenmue 3, tra le altre cose), la poetica storia di amicizia di Fumito Ueda trascende il concetto di Videogioco.
Emozionante, imprevedibile e dotato di una sensibilità fuori dagli Standard moderni, il lavoro del Team Ico ha subito riscontri altalenanti da parte di Critica e Pubblico.
I problemi tecnici riguardanti il sistema di controllo e della telecamera hanno impedito a The Last Guardian di elevarsi a Status di Capolavoro, anche se rimarrà impresso a lungo nei cuori di chi è riuscito a divincolarsi dai difetti inopinabili di cui purtroppo soffre.

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Resident Evil 7: Biohazard
Accolto in maniera decisamente tiepida al momento del suo annuncio, Resident Evil 7 è riuscito col passare dei mesi a riconquistare sia gli esperti del settore che i Videogiocatori.
Un ritorno alle Origini, seppur con un nuovo sistema di telecamera che porta direttamente l’azione in Prima Persona, condito da tanto Fan-Service e da alcuni ottimi spunti.
Un nuovo inizio sorprendentemente positivo per la Saga di Survival Horror più amata del Pianeta.

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Nioh
Il ritorno in grande stile del Team Ninja.
I Creatori di Dead or Alive hanno proposto un “Soulslike” nell’epoca del Giappone Feudale, distaccandosi dai lavori di From Software e riuscendo a dare una forte Personalità al proprio prodotto.
Non è un titolo che ha inciso particolarmente, ma ha rafforzato ulteriormente il momento positivo per gli Sviluppatori Nipponici con un gioco solido, impegnativo e impacchettato con grande cura.

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The Legend of Zelda: Breath of the Wild
Un’opera che non necessita presentazioni; se ne è parlato in lungo e in largo e talvolta anche a sproposito, come hanno dimostrato purtroppo i nostri Media.
Quello che, con ogni probabilità, sarà il Gioco dell’Anno 2017, è l’ennesima dimostrazione da parte di Nintendo che non c’è bisogno di meraviglie tecniche o di un Hardware potentissimo per confezionare uno dei migliori titoli di sempre.
Per la prima volta le Avventure di Link si svolgono in un Mondo completamente Aperto, con possibilità di Gameplay enormi e scelte di Game Design da scroscianti applausi.
Una fisica ambientale davvero innovativa completa questo vero e proprio Monumento Videoludico.

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Nier Automata
Yoko Taro ce l’ha fatta.
L’eccentrico Autore è riuscito finalmente, coadiuvato da un “Pezzo da Novanta” come Platinum Games, a creare un’Opera completa, un mix perfetto di scelte di Game e Level Design geniali e un Combat System stimolante e complesso.
Era dai tempi di Metal Gear Solid, sulla prima Playstation, che non mi sentivo così disorientato e al contempo entusiasta, durante alcune sezioni in un Videogioco.
Nier Automata è un titolo Eccezionale, con una componente narrativa che tocca Vette Altissime e dei Personaggi tratteggiati in maniera impeccabile.
Speriamo che questa stramba accoppiata Taro-Platinum continui su questa strada e ci doni almeno un altro lavoro di questa caratura, magari limando le magagne tecniche che continuano ad essere il punto debole degli Sviluppatori Orientali.

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Persona 5
Chiudiamo questa rassegna col prodotto più conservativo dei 7, oltre al fatto che è quello rilasciato cronologicamente per ultimo.
Atlus ha realizzato un Jrpg che racchiude tutto il meglio che la Serie e il Genere hanno da offrire.
Una Trama articolata, un Combat System a turni solido e le tantissime attività extra disponibili, rendono Persona 5 uno dei migliori Jrpg degli ultimi 15 anni.

 

In definitiva, il Mercato Giapponese sembra aver intrapreso una nuova strada verso la gloria.
Gli Autori Nipponici hanno bisogno del Pubblico Occidentale per riuscire ad innovarsi senza snaturare le loro peculiarità, così come il Pubblico ha bisogno dei vari Kojima, Yoko Taro, Miyazaki, Fumito Ueda per evitare un appiattimento di Generi e Settings che purtroppo le Software House Americane ed Europe stanno proponendo in fotocopia onde evitare rischi e poter così, senza troppi sforzi, monetizzare in scioltezza.

Una nuova Alba potrebbe esser sorta ed il Sol Levante nuovamente pronto a brillare.

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