Sviluppato da Media Vision, è arrivato finalmente anche in Europa il buon Valkyria Revolution, uscito precedentemente in Giappone durante il mese di Gennaio con il nome di Valkyria Azure Revolution, titolo che unisce le meccaniche JRPG a quelle Hack and Slash, discostandosi notevolmente sia come gameplay, che come universo, dal filone principale di Valkyria Chronicles, risultando a tutti gli effetti uno Spin-Off.

Il fuoco della rivoluzione ed i cambiamenti sostanziali al sistema di gioco, saranno riusciti a rendere onore alla saga?

Tra rivoluzione e vendetta

Siamo sempre in Europa, ma non quella che conosciamo bene nel mondo reale o di Chronicles, ma bensì un’alternativa, dove l’Impero di Ruz tenta di prevaricare su ogni altro stato limitrofo per il controllo totale del continente. Tra questi vi è il regno di Jutland, piccolo staterello in cui arde la fiamma della rivoluzione, per ribaltare l’embargo ed i soprusi che hanno dovuto sopportare per anni da parte dell’impero, ma è veramente questo il fulcro della storia? No, tutto ruota sia attorno al regno di Jutland ed il suo tentativo di ribellione, ma i veri protagonisti sono cinque persone di spicco che vengono ricordati nella storia come: I Traditori. Amleth, Violette, Basil, Solomon e Fritte sono cinque persone che hanno conquistato posizioni di rilievo nel corso degli anni, dal giornalista all’ambasciatore, con un unico piano in mente: la vendetta verso l’Impero di Ruz; colpevole di aver distrutto il loro orfanotrofio, sterminato i loro amici e rapito la loro insegnante Lady Maria. Da lì vi è la nascita di un piano tanto laborioso, quanto geniale e carico d’ira, per far passare il desiderio di rivoluzione del popolo come maschera della loro vendetta; finendo per coinvolgere tutti gli abitanti di Jutland, in primis la principessa Ophelia ed i suoi fidati collaboratori Godot e Miranda.

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Niente è più affascinante di un racconto del passato

Quello che rende particolare l’andamento della storia, oltre ad un Plot realmente molto interessante, è il fatto che essa venga raccontata da una discendente dell’epoca, l’insegnante Richelle che viene intervistata da un giornalista, per cui riesce a trasmettere il fascino delle vecchie store che ci venivano raccontate da ragazzini, comprese anche le classiche pause per “prendere fiato”, che qua rappresentano la possibilità di rivivere avvenimenti già vissuti tramite il diario, che presenta la stessa struttura di Chronicles.

Come già accennato, la storia narra le vicende attorno alla rivoluzione del regno di Jutland contro l’Impero di Ruz, copertura per la vendetta dei cinque traditori contro l’imperatore. Questa è giocabile soltanto offline in modalità single player e si struttura in una serie di capitoli (dieci più prologo ed epilogo), composti da svariati avvenimenti e battaglie da affrontare. Una volta all’interno di essa, ci troveremo nella via principale della capitale, in cui potremo parlare con gli abitanti e visitare i vari negozi presenti, per acquistare vestiario, farcelo creare su misura dando materiali, Ragnite e via discorrendo, tutto quello che ci può servire per potenziare la squadra anti-valkyrie, che ha come capitano Amleth, il traditore. Non è l’unica zona che possiamo visitare, infatti oltre al quartier generale, che funge come punto di raccolta delle unità per vedere che missione svolgere oltre alla gestione delle risorse (oggetti consumabili in battaglia), abbiamo: la Fabbrica di Basil, nella quale avremo la possibilità di potenziale le nostre armi, comprarne di nuove, potenziare lo skill tree di tutti i personaggi consumando la Ragnite trovata in battaglia e scegliere nello specifico l’equipaggiamento (dalle armi ai poteri utilizzabili), il Bar, in cui poter dialogare con il plotone ed infine il Cimitero, per ricordare i soldati caduti durante il corso della sanguinosa guerra.

Come accennato, il Quartier Generale ci permette di affrontare le missioni e proseguire nella storia; ovviamente non sono solo presenti le battaglie principali, ma anche secondarie, per continuare a potenziare i nostri soldati, cosa fondamentale visto la struttura del gioco, oltre a recuperare oggetti utili al loro sviluppo.

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Ogni battaglia ha bisogno di una lunga preparazione

La difficoltà del titolo ci impone un’accurata preparazione prima di ogni battaglia, nello specifico ci è concesso di modificare a piacimento un vasto numero di dettagli come: l’armamentario di ogni singolo personaggio, le skill che possono utilizzare, il loro vestiario (non a livello estetico), verificare le sue attitudini ed abilità passive, potenziare le armi ed i personaggi in se grazie al loro skill tree, che ricorda per certi versi quello già visto in Final Fantasy.

La maggior parte di queste operazioni possono essere controllate alla fabbrica di Basil, nella quale appunto possiamo vedere l’armamentario che ogni volta riuscirà a concederci; la particolarità della cosa è che ogni categoria d’arma, presenta più tipologie di armi, ognuna diverso dall’altra, per esempio: nei fucili, adatti per gli scout, possiamo scegliere tra una raffica da tre colpi, quindi una maggior precisione a lungo raggio, una da sei colpi ed infine uno che va ad intaccare il morale dell’unità nemica. Insomma, tra queste e la scelta delle skill divise per elemento, abbiamo la possibilità di personalizzare al meglio la nostra squadra, per renderla ideale al nostro modo di approcciare ogni singola battaglia, in puro stile strategico.

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Uno spin-off che si distacca dal passato

La particolarità più grande del gioco la vediamo sul campo di battaglia, ossia il suo gameplay. Un mix tra JRPG strategico e hack and slash; il primo per via della possibilità di fermare il tempo in qualsiasi momento, in modo da poter effettuare un’azione con il personaggio selezionato, oppure impartire un ordine agli altri, per colpire dalla distanza, usare una skill, un oggetto e via discorrendo. Mentre di hack and slash abbiamo il combattimento corpo a corpo con i nemici, tramite la pressione ripetuta del tasto d’attacco, oltre al poter parare, correre e rotolare, per dare vita ad un’azione nel complesso molto dinamica. Queste però non possono essere ripetute incessantemente, infatti tramite l’Action Gauge, potremo effettuare solo un comando (attacco fisico oppure comando strategico), dovendo poi attendere che la barra si ricarichi nuovamente, per cui è d’obbligo sfruttare al meglio ogni singola azione per garantirci la vittoria.

In battaglia è possibile utilizzare diversi approcci, sia da parte nostra, che per gli alleati, cambiando velocemente i loro ordini d’ingaggio, da offensivo a quello di supporto, tanto per citarne alcuni, in modo da compensare un IA non sempre all’altezza. Inoltre ci è concessa la possibilità di scambiare il personaggio in uso istantaneamente mediante il D-Pad, per gestire al meglio tutte le strategie pensate prima della battaglia, assieme allo sfruttare al meglio l’Action Gauge di ognuno di essi. Questi ovviamente possono cadere in battaglia e starà a noi cercare di rianimarli prime che il timer scada, oppure terminando la missione, per evitare di perderli definitivamente.

Infine vi sono altri due aspetti molto importanti del sistema di gioco: il morale e la possibilità di sfruttare l’ambientazione circostante. Partiamo dal primo, un fatto decisamente fondamentale per l’esito dello scontro, visto che ogni nostra azione o skill può portare ad un mutamento del morale avversario, indebolendolo in una miriade di modi differenti, in modo tale da renderlo più mansueto da abbattere.  Allo stesso tempo questi effetti potremo subirli anche noi stessi, valutando di conseguenza, a seconda della situazione, una possibile ritirata momentanea, dato che affrontare scontri in quelle circostante può essere ritenuto pari ad un suicidio. Il morale può intaccarci però anche positivamente, infatti con la Rage, diminuiremo la nostra difesa incassando più danni, ma incrementeremo notevolmente sia il danno inferto, sia la velocità di caricamento delle azioni, rendendoci delle vere e proprie macchine da guerra.

L’ultimo aspetto strategico è per l’appunto la possibilità di sfruttare l’ambientazione circostante, in modo da avere notevoli vantaggi in battaglia, come tipo nascondersi o prendere copertura, assalti furtivi nell’erba alta, salire scale per attacchi sopra elevati e via discorrendo; tanti piccoli particolari che rendono ogni scontro interessante da essere vissuto.

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Figlio di un budget non elevato

Uno degli aspetti più contraddittori del titolo è il comparto tecnico in se, non per la sua qualità grafica, sicuramente non eccelsa, pari al precedente capitolo uscito in versione rimasterizzata su PlayStation 4, ma più che altro per l’assenza quasi totale di cut-scene animate in post produzione, finendo per utilizzare sempre il motore di gioco. Questo genera sequenze lente e macchinose, risultando per cui assai pesanti da seguire per il videogiocatore, dato che altro il resto del gioco non prosegue a gran velocità.

È un vero peccato, visto la presenza nel Chronicles di filmati in stile Anime, capaci di tirare su notevolmente la tensione e la voglia nel giocatore di scoprire cosa sta per accadere, smorzando in maniera netta e decisa il ritmo blando del titolo. Un qualcosa di questo tipo sarebbe servita come il pane a Valkyria Revolution, che invece così facendo, diventa assai difficile da essere seguito per più di qualche ora consecutiva.

Oltre a questo è giusto soffermarsi anche sulla qualità del cell shading e dei modelli poligonali, che non sono di pregevole fattura, anche se nel loro insieme regalano un effetto tutto sommato piacevole, ma che visto le potenzialità della console, potevano essere notevolmente migliori e questo ci lascia un po’ l’amaro in bocca, facendoci inoltre pensare che il budget utilizzato per il titolo non sia stato effettivamente così elevato.

Un ultimo peccato riguarda la localizzazione, per quanto era intuibile che da noi non ci sarebbe stata la lingua italiana, sorbirsi un titolo in sola lingua inglese, con un numero di dialoghi così elevato data l’assenza quasi totale di intermezzi d’azione, può risultare assai ledente per catturare nuovi potenziali fan, essendo per cui quasi un muro invalicabile per molti.

Il lato sonoro invece conferma la sua straordinaria qualità, sia per le musiche presenti in battaglia e nelle “cut-scene”, sia per l’interpretazione del personaggi, capace di trasmettere le sensazioni che potevano vivere in quel momento, in preda all’ira ed alla voglia di cambiare un qualcosa che per loro era diventato insostenibile.

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In conclusione

Valkyria Revolution è un titolo assai particolare, che unisce la trama classica del filone dei Valkyria (citando nella fattispecie il Chronicles, uscito sia su PlayStation 3 che PlayStation 4) ad un gameplay che strizza maggiormente l’occhio al Hack and Slash, oltre ad avere un numero considerevole di dialoghi, tale da approfondire abbondantemente ogni aspetto del mondo. Questo però ha dei pesanti malus per molti giocatori, in primis il fatto che, come gli altri titoli della saga, sia interamente in lingua Inglese può rappresentare un muro invalicabile, dato che il registro linguistico utilizzato può non essere sempre chiaro a tutti; oltre al fatto che questi intermezzi, non realizzati in post produzione stile Anime come accaduto in passato, sono decisamente lunghi e pesanti da seguire, per cui rende il titolo, per quanto bello e particolare, decisamente di nicchia. In conclusione, ci sentiamo di consigliarne l’acquisto? Si e no, nei pro abbiamo un prezzo budget (39,99€) per un’avventura di qualità che supera tranquillamente le 30 ore di gioco, assieme ad un gameplay profondo e divertente da giocare; d’altro canto non è adatto a tutti, per una pesantezza non indifferente, tale da scoraggiare molti all’acquisto. Rimane un po’ l’amaro in bocca dopo quanto Valkyria Chronicles era riuscito nel complesso a regalare, nonostante sia rimasto nell’ombra per il suo genere, tutti i fan erano in attesa di un bis qualitativo, che però è stato in parte disatteso. Per cui se avete pazienza e voglia di studiarvi le dinamiche che si sviluppano su schermo, compratelo e rimarrete complessivamente molto soddisfatti, alternativamente meglio passare oltre.

Valkyria Revolution
Gameplay divertenteTrama di qualitàBella l’idea del racconto di una storia passatoComponenti RPG curate nel dettaglioImpegnativoSonoro di grande qualità
La mancata localizzazione in italiano, visto la grande presenza di dialoghi, potrebbe risultare un ostacoloAndamento decisamente lentoPoche cut-scene animate con curaIA non sempre all’altezzaIl comparto grafico ogni tanto lascia a desiderare
7.5Voto
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