Dopo aver goduto di un ottimo titolo ben tre anni fa, quest’oggi tra le mani ci ritroviamo il seguito di quel che fu L’Ombra di Mordor. Ai tempi i dubbi furono molti, ma alla fine questi si assopirono non appena la critica emise il suo verdetto ritenendolo un gran gioco e lodando l’operato degli sviluppatori di Monolith Productions. Come già abbiamo detto, L’ombra della guerra è il diretto sequel e riprende le vicende da dove le avevamo lasciate alla conclusione del capitolo precedente. Inutile dire che attorno alla produzione si è creato un gran hype, specialmente da chi – come noi – ama le opere targate J. R. R. Tolkien e delle trasposizioni come il Silmarillion, curate dal figlio Christopher Tolkien. Con tanta fiducia verso gli sviluppatori ci siamo fiondati nuovamente in questa avventura insieme a Talion e Celebrimbor.

Il potere attorno all’anello

Il titolo si apre con una cut-scene totalmente cinematografica, dove il Ramingo Talion sta per forgiare un anello insieme a Celebrimbor. Purtroppo il tutto non va per il verso giusto, visto che il ragno Shelob – che qui assume pure fattezze umane – se ne impossessa, ma allo stesso tempo donando al nostro protagonista delle visioni di quello che accadrà a Minas Ithil se lui non interverrà. La visione che ci viene mostrata è quella di una totale catastrofe, dove Minas Ithil diventerà Minas Morgul, essendo stata conquistata dagli Orchi e dai Nazgul. Il primo capitolo del gioco è quello più “ricco” di dettagli, visto che ha il compito di introdurre una narrazione d’impatto in modo da non sbiancare al confronto delle opere originali.

Oltrepassato il primo capitolo del gioco ci accorgeremo come la struttura sia totalmente diversa, grazie alla possibilità di radunare un nostro esercito per poter affrontare in un epico scontro il perfido Sauron. Narrativamente parlando offre degli ottimi spunti interessanti che riescono a intrinsecare con alcuni personaggi che conosciamo dalle opere di Tolkien, ma tenendo sempre una personalità propria nello stile del racconto. La storia è tutta da scoprire grazie alle sub-quest dedicate a determinati personaggi o a degli item che bisognerà trovare come i ricordi di Shelob o di Celebrimbor, i quali ci narrano del loro oscuro passato. Tornando alla linea principale della narrazione, possiamo sicuramente lodare il fatto che siano presenti elementi chiave per quel che sarà la terza era. Nonostante il finale sia d’impatto – quello dell’Atto III – purtroppo la curiosità di completare il quarto atto è tanta, ma vi è un impossibilità di farlo nell’immediato, visto che il giocatore sarà obbligatoriamente costretto a reclutare e farmare l’esercito.

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Movenze da Ramingo!

Il sistema di combattimento rimane nella struttura simile a quello che abbiamo visto tre anni fa, ma presenta delle rifiniture non indifferenti. Le animazioni risultato più fluide e riesce a discostarsi leggermente dall’ormai stile che ha tramandato dai titoli di Batman dei Rocksteady, donando anche qualche chicca come lo scocco di una freccia sul cranio di un nemico alternando qualche colpo d’ombra per rendere l’azione più vivace, ma sopratutto divertente. A questa va aggiunto un sistema di scalata ed esplorazione fluido, facilmente domabile nelle prime ore di gioco, rendendo così il protagonista veloce durante l’esplorazione di queste terre martoriate. Per poter potenziare Talion avremo un albero delle abilità che si differenzia in diverse ramificazioni, i quali ci permetteranno di apprendere nuove tecniche e possibilità come quello di cavalcare le bestie selvagge che si annidano per Mordor. L’avanzamento con i punti non è l’unica cosa presente a potenziare il protagonista, ma in questo capitolo avremo a disposizione l’equipaggiamento e le armi da poter trovare ed equipaggiare. L’uso di un buon arsenale è importante, specialmente nelle fasi più avanzate se ne sentirà il bisogno.

Anche L’Ombra della Guerra fa uso del sistema Nemesis, un generatore casuale di orchi tra le fila del malvagio Sauron. Il sistema che abbiamo citato ci propone davanti una serie di varianti di orchi che ostacoleranno la nostra via, questi oltre ad avere un rango, possono aumentare quest’ultimo uccidendo altri orchi o sconfiggendo noi ed il nostro esercito qualora tentassimo di approcciare un assalto a una roccaforte fallendo. Come abbiamo già anticipato in prefazione, abbiamo la possibilità di poter arruolare gli orchi e farli combattere al nostro fianco per annientare Sauron. Oltre all’arruolamento possiamo assaltare i forti già conquistati da altri orchi in modo da tenere questi sotto la nostra ala e guadagnare vantaggio preparandoci poi così per la battaglia finale. Gli assalti sono una delle parti più riuscite della produzione, avremo la possibilità di schierare i comandati che noi riteniamo più degni ed accompagnarli con una serie di potenziamenti; in base ai personaggi selezionati avremo un livello che sarà indicato in alto sullo schermo, che indica quanto forza ha il nostro esercito. Questa nuova funzione dona un aspetto “tattico” e “gestionale”, specialmente nella preparazione e nella ricerca di orchi forzuti. Se prima di un assalto riteniamo che le forze nemiche sono troppo forti, possiamo benissimo sabotare diverse funzioni della roccaforte attraverso alcune missioni o compiendo degli assassini tra le linee nemiche.

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Tu ora servi il Lucente Signore

Ogni Orco ha dei pro e dei contro, alcuni sono soggetti a determinate paure ed altri a determinate immunità, ma questi due elementi non influiscono solo l’arruolamento, ma anche lo scontro con questi ultimi. Arrivati ad un certo punto del gioco potremo scegliere addirittura di usare uno dei capitani arruolati come nostra guardia del corpo, il quale avrà il compito di difenderci ogni qualvolta che lo chiameremo, oltre che avremo anche la possibilità di convocare una schiera di orchi per aiutarci negli scontri più impegnativi.

L’obiettivo primario degli sviluppatori rimane quello di spingere il giocatore ad esplorare ed a scoprire passo per passo quello che si cela dietro la produzione, rendendo così la longevità molto duratura grazie alla varietà che offre. Anche le attività secondarie non mancano, tra le sotto trame e gli oggetti collezionabili, le cose da fare all’interno di Mordor sono tante, specialmente dopo aver concluso la narrazione principale dell’Atto III nel quale ci ritroveremo addossati di moltissimi altri compiti importanti da svolgere. Ad ornare al meglio il comparto tecnico vi è un ambientazione che lascia quasi sempre senza fiato, durante il nostro viaggio possiamo confermarvi che non è manca occasione dove ci soffermassimo per ammirare il mondo dell’ombra della guerra nella sua ammaliante semplicità fantasy.

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Le vaste lande di Mordor

In questo capitolo torna il doppiaggio in Italiano, anche questa volta di altissima fattura con molte voci note del settore italiano. Ma la vera protagonista del comparto audio è sicuramente la colonna sonora, degna della saga al quale appartiene, proponendo dei pezzi veramente toccanti ed entusiasmanti. Purtroppo non possiamo dire lo stesso per il comparto grafico, che vediamo carico di incertezze in ogni sua parte; certe texture sembrano essere curate solo marginalmente, mentre altre – per lo più delle zone primarie e dei personaggi più importanti – risultano più definite.

Ritornando alla longevità possiamo confermarvi che è promosso, noi abbiamo impiegato a completare la narrazione principale insieme alle sotto-trame ben quaranta ore di gioco effettivo. Se poi a tutto ciò mettiamo il farming per raggiungere l’Atto IV, nonché vero finale della produzione, si raggiunge un quantitativo di ore che supera gli standard odierni. Quindi sì, il titolo è promosso in quanto durabilità.

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Commento Finale

Tirando le somme questa Terra di Mezzo: L’ombra della Guerra c’ha convinti appieno, nonostante qualche piccola sbavatura di troppo nel comparto grafico, ma riesce a farsi perdonare grazie ad una longevità ottima ed una varietà straordinaria di missioni. Anche questa volta i ragazzi di Monolith Productions sono riusciti a rendere omaggio ad una dei maggiori esponenti del mondo fantasy donatoci dal buon J. R. R. Tolkien. Assolutamente consigliato l’acquisto.

La Terra di Mezzo: L'Ombra della Guerra
La storia è ammaliante ma..Mordor è più viva che maiTantissime missioni e storie secondarie che aumentano la longevitàGli assalti alle fortezze sono gestiti in maniera maniacaleColonna Sonora da brivido!
...alcuni personaggi non vengono approfonditi beneQualche sbavatura dal motore grafico che sente il peso degli anni
9.2Voto
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