Falcom, fin dagli anni ’80, è stata sempre in prima linea nel portare avanti una tradizione ruolistica affermata e capace di attirare a se nuovi proseliti ad ogni uscita. La saga di Ys, nelle sue numerose iterazioni, ha appassionato generazioni di giocatori grazie ad un sistema di combattimento action agile e ricco di variabili, ad una esplorazione stimolante ed una colonna sonora da mozzare il fiato la quale specie nei primi episodi si avvaleva di tecnologie ancora inesplorate nel mondo videoludico (vedasi le OST direttamente suonate da CD su PC Engine CD).

Se in Giappone gli appassionati hanno potuto godere delle meraviglie della saga fin dal principio, qui in occidente solo dall’uscita su PlayStation 2 di Ys The Ark Of Napishtim nel 2006 abbiamo potuto saggiare con mano la qualità della creatura Falcom. A catena sono poi stati tradotti quasi tutti gli altri episodi usciti negli anni arrivando quindi a Ys VIII: Lacrimosa of Dana, con alle spalle una fanbase occidentale magari non numerosissima, ma compatta e vogliosa di continuare a vivere le avventure di Adol e dell’inseparabile compagno Dogi.

La prima cosa che ci preme sottolineare è la possibilità di godere di questo ottavo capitolo senza aver giocato gli episodi precedenti, non ci sono collegamenti diretti tra i giochi della serie e per quanto idealmente Ys VIII inizi dopo il finale di Ys V, non vi sarà alcun problema di fruizione. Anche volendo Ys V è uno di quegli episodi mai usciti ufficialmente in occidente in lingua comprensibile, nè nella sua versione Super Nintendo, nè nel remake per PlayStation 2, quindi giocate tranquilli!
L’introduzione mostra Adol Christin e Dogi in viaggio sulla nave Lombardia, i due si sono proposti come mozzi poichè la destinazione della nave è Eresia. Quella stessa sera tuttavia, una creatura gigante degli abissi attaccherà la Lombardia affondandola e la mattina dopo Adol si ritroverà su di un’isola deserta. Quest’ultima è l’isola di Seiren, definita “isola maledetta” per l’impossibilità di essere raggiunta e perchè, trovandosi in prossimità di questa terra, i marinai e le loro navi non hanno fatto più ritorno. Il nostro eroe inizierà subito a cercare superstiti e risorse in modo da sopravvivere il più possibile e trovare una via di fuga, nello stesso tempo le sue notti saranno tormentate da sogni riguardanti una ragazza di nome Dana. Rispetto al passato è notevole la volontà della software house giapponese di proporre una storia più ricca (vedasi i due archi narrativi citati) ed una narrazione più fitta, il numero di linee di dialogo e di filmati è esponenzialmente maggiore rispetto alla media della serie, in modo da coinvolgere maggiormente il giocatore.
Il tema della sopravvivenza e della ricerca è centrale tanto nella storia quanto nel gameplay, già dopo pochi minuti dall’inizio faremo la conoscenza di Laxia, discendente di una nobile famiglia e come Adol sfortunata passeggera della Lombardia. I due decideranno di unire le proprie forze e di stabilire un quartier generale da cui iniziare le proprie ricerche.
Prima di continuare la recensione riteniamo d’obbligo avvisare che Ys VIII: Lacrimosa of Dana sia totalmente in inglese, per quanto l’inglese parlato e scritto usato sia agevole da comprendere chi è poco pratico con la lingua d’Albione potrebbe trovare lo stesso qualche problema.

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“Army Of Two” recitava il titolo di una serie di sparatutto targata EA, l’isola di Seiren è tuttavia talmente estesa e piena di insidie che soccorrere naufraghi (anche e soprattutto per esigenze narrative) sarà necessario; quello che più colpisce del processo è il fatto che Falcom abbia dotato ogni NPC di un proprio background narrativo e di una propria personalità al fine di rendere il tutto più credibile e, perchè no, coinvolgere ancora più l’utente facendolo sentire il centro di una compagnia sempre più grande.
L’ambiente di gioco non sarà fin da subito esplorabile in toto, in alcuni casi saranno necessari particolari equipaggiamenti o sbloccare siffatte strade proseguendo con l’esplorazione alla stregua di un metroidvania, mentre nel caso di massi giganteschi o ostacoli di grandi dimensioni sarà richiesto l’aiuto di un numero di alleati man mano sempre più alto. Salvare quanti più NPC possibile è inoltre propedeutico allo sbloccare missioni secondarie da accettare al quartier generale, per accumulare risorse o fornire il piccolo villaggio con nuovi strumenti e strutture. Completare i compiti secondari il più delle volte verrà automatico, ma questi ultimi peccano spesso di varietà riducendosi il più delle volte all’essere semplici missioni di raccolta, le cosiddette “Fetch Quest”.
Non sempre tornare al rifugio sarà una buona scelta in termini di tempo, per questo la mappa è sufficientemente dotata di punti di interesse che ci consentiranno di arrivare immediatamente al rifugio o altra destinazione; alcune zone saranno poi predisposte al campeggio notturno durante il quale potremo riposarci per recuperare le forze.
Lato sistema di combattimento YS VIII non tradisce le radici action della saga proponendo un gameplay in cui varietà e dinamismo sono le parole chiave: oltre ad Adol potremo portare altri due personaggi in battaglia (sei, compreso Adol, i protagonisti giocabili) e premendo quadrato potremo controllare a turno questi ultimi, insistere con l’usare un unico combattente non paga essendo quasi ogni tipologia di nemico debole ad un particolare tipo di arma per cui c’è un minimo di strategia nella scelta del party. Accanto alle classiche combo, la presenza del salto aggiunge pepe ad ogni scontro consentendo l’uso di combo aeree e di grande importanza la schivata, effettuandola con tempismo perfetto avremo l’occasione di infliggere molti più danni al nemico mentre la Flash Guard, attivata parando un attacco con tempismo perfetto, garantirà un breve periodo di invincibilità e di attacchi critici. Salendo di livello sbloccheremo nuove mosse e nuove abilità, queste ultime saranno equipaggiabili fino ad un massimo di quattro e usandole per infliggere un colpo mortale al nemico di turno otterremo maggiore esperienza.

L’unico difetto riscontrabile lato gameplay è la telecamera, nonostante la possibilità di agganciare il nemico la visuale qualche volta farà le bizze rendendo le situazioni concitate più problematiche del dovuto. Falcom ha lavorato a dovere anche sul livello di difficoltà, che sia Easy o Nightmare non si avrà mai la sensazione di essere troppo forti rispetto agli ostili grazie ad una progressione giusta e che sa sempre mettere alla prova il giocatore.
A corredo di tanta esplorazione e combattimento è presente una galassia di attività collaterali tra cui la pesca, la possibilità di cucinare cibi, la possibilità di sintetizzare medicine, il miglioramento delle armi. Lacrimosa of Dana è un esperienza ruolistica al 100%, nulla è lasciato al caso.

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Il comparto tecnico di YS VIII tira fuori il massimo dall’hardware di PlayStation Vita, per limiti intrinsechi il framerate è bloccato a 30 FPS contro i 60 della versione PlayStation 4 ed il livello di dettaglio è ovviamente minore, ma non ci si può lamentare. L’impatto generale è di ottimo livello ed il gioco è godibile quanto la versione ammiraglia, con in più le possibilità offerte dalla portabilità, scelta che invece non condivido è una certa invadenza dei muri invisibili in posizioni inaspettate (un fiume o una roccia). Non servono invece troppe parole per la colonna sonora, non è tanto la qualità delle composizioni quanto la varietà di quest’ultime a stupire. Pezzi melodici si alternano a pezzi più energici per poi tornare a tracce dal tono solenne e così via, le OST della serie sono da sempre una garanzia e l’ottimo doppiaggio inglese è la ciliegina sulla torta.
35-40 ore è il minimo per completare la storia principale, volendo scoprire al 100% l’isola e finire tutte le missioni secondarie si toccano tranquillamente le 50 ore.

 

Pur essendo uscito in un mese critico in quanto ad uscite, Ys VIII: Lacrimosa of Dana non è passato inosservato agli occhi degli appassionati e non deve nemmeno al resto del popolo videoludico, la classe non è acqua e Falcom ha sfornato l’ennesimo grande esponente di una delle migliori saghe action RPG di sempre. L’ultima fatica della software house giapponese è l’esempio più limpido di quanto non sempre la ricerca dell’innovazione o del graficone sia chiesta ad un gioco di ruolo, Ys VIII non tradisce le proprie origini, ma amplia, migliora, raffina, si mette in gioco con una ambientazione accattivante, non rivoluziona, ma vince eccellendo. Il gioco è godibilissimo in versione fissa e portatile, per chi possiede il titolo su PlayStation 4 può aggiungere mezzo voto in più in quanto la fluidità dei 60 FPS rende il gameplay ancora più eccitante.

YS VIII: Lacrimosa of Dana - Recensione
Trama e ambientazioni accattivantiEsplorare è un piacere unicoSistema di combattimento brillanteEsperienza ruolistica varia e completa
Muri invisibili fin troppo invadenti delle volteTelecamera migliorabileSottomissioni ripetitive alla lunga
8.5Voto
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