Qualche tempo fa abbiamo già discusso di Dark Air, opera di Min-seo Park decisamente interessante e con tinte particolari. Ricordiamo si tratta di un classico shonen dove vediamo un mix tra azione e gioco di ruolo, in cui si susseguono battaglie a colpi di spada e magia. Un mondo in cui prima questa dominava incontrastata, con la conseguente lotta al potere ed il suo utilizzo, ma che un giorno scomparve misteriosamente, generando caos ed una rivoluzione sociale, con soltanto una persona ancora in grado di usarla: Vincent Zappa, o così all’inizio pare. Dell’edizione italiana se ne è occupata Star Comics, portandocela nel 2014 con un’uscita inizialmente bimestrale, che è andata via via a dilatarsi.

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La fine dell’era della magia

Lo strapotere dato dalla magia ha concesso alle persone capaci di utilizzarla, di fare un passo avanti sulla scala sociale, imponendo la propria posizione sul prossimo. Un giorno però, la magia svanì e questi si ritrovarono senza alcun potere, vedendo la rivalsa dei guerrieri, divenuti fondamentali sul campo di battaglia, assieme alla presenza dei party.  La storia gira attorno alla figura di Melrose, giovane ragazzo dai tratti molto delicati tanto da potersi spacciare spesso per una ragazza, ex allievo di Vincent Zappa ed ora ricercato strenuamente dallo stesso per eliminarlo.

Per sopravvivere e fermare il suo vecchio maestro per ripristinare la Blue Air, Melrose verrà aiutato dal suo party, un gruppo di persone conosciute durante la sua avventura, per abbattere ogni avversario in epiche battaglie ed infine il temibile Vincent.

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Un mix di ironia e crudeltà

La vicenda gira attorno alle vicende del giovane Melrose e la sua compagnia, formata dal musicista-buffer Mustaine e dall’abile guerriera Shenandoah, per poi vedere aggiunti altri due membri a questa allegra compagni, un ranger ed una guaritrice, in tipico stile RPG. Gli aspetti comportamentali dei personaggi sono stati curati profondamente, nello specifico per i protagonisti e meno per le comparse, nello specifico Melrose, dopo un passato tormentato che lo vede perdere i genitori, per essere allevato dallo stesso uomo che ora lo vuole uccidere, pare un ragazzo dolce e gracile, con tratti molto femminili per quanto concerne i lineamenti facciali, con la possibilità di passare quasi inosservato travestito da donna durante i suoi viaggi. Questo viene spesso usato per creare siparietti comici, oltre allo sfruttare lo stereotipo dei “trap”, ma per fortuna non è il focus della sua personalità, vedendolo maturare, sia per quanto riguarda i suoi poteri magici, all’inizio molto difficili da gestire, sia caratterialmente,  arrivando ad essere molto più sicuro di se e pronto ad assumersi responsabilità gravose sulle proprie spalle.

Come accennato prima, i combattimenti vengono effettuati in team, molto affini a quello che accade negli RPG con i party, strutturati nel seguente modo: un Ranger, che funge da persona a distanza per controllare la situazione e colpire al momento opportuno, Buffer, ossia colui che punta prontamente a potenziare difensivamente o offensivamente il gruppo, Guaritore, Guerriero ed in questo caso specifico anche Mago. È affascinante guardare le battaglie tra squadre, molto ordinate ed avvincenti, proprio come se stessimo osservando uno scontro in un gioco di ruolo, con anche le differenze del caso, non creando cloni, ma ogni team ha le sue caratteristiche ben delineate e diversificate, ispirandosi molto alle figure dei gruppi Rock e Metal. Anche Mustaine, a detta dell’autore nel primo volume, è una trasposizione cartacea di Dave Mustaine, fondatore dei Megadeth, come anche vedremo un team chiamato Nightwish, quindi una forte presenza di questa influenza musicale arricchisce l’opera, in modo sicuramente positivo per gli amanti del genere, vedere personaggi conosciuti nelle letture fa sempre piacere.

Infine, andando a discutere della trama in se, non possiamo dire di essere davanti ad un qualcosa di innovativo o particolarmente originale, infatti è un classico shonen in tutto e per tutto, ma riesce a rapire il lettore con vicende semplici e lineari, oltre alla presenza di un mondo molto crudo e sicuramente non buonista, dove la morte dei personaggi non manca e tutto rimane quasi completamente imprevedibile.

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Uno stile sempre di livello

Come da buona tradizione koreana, i Manhwa risultano essere sempre molto ben disegnati, con un tratto che si va a differenziare rispetto alla controparte giapponese, con uno stile che tende molto di più al realismo dei volti e delle movenze, a dispetto dei manga che tendono ad essere molto più “morbidi”. Oltre a questo cambia anche l’impaginazione ed il modo di leggere il volume, mentre i manga come ben sappiamo vengono letti al “contrario” da destra a sinistra, i manhwa hanno una lettura che si avvicina molto di più ai fumetti italiani, ossia da sinistra verso destra.

Riguardo il lavoro di Star Comics possiamo essere soddisfatti, sia per la stampa, che la traduzione, con pagine resistenti ed una stampa pulita, senza la presenza di inchiostro sulle dita post lettura, il che ci ha colpito particolarmente visto il tanto nero utilizzato.

 

Dark Air rappresenta un manhwa di buonissima qualità, capace di intrattenere ed a tratti appassionare, anche se la parte finale tentenna, facendoci preferire abbondantemente le vicende narrate precedentemente. Nonostante questo rimane decisamente ben fatto, soprattutto per i  combattimenti di alto livello ed un ironia sempre presente, che più volte ci strapperà un sorriso, oltre al suo essere molto scorrevole e leggero da sfogliare, capace di catturare il lettore senza possibilità di staccarsi. Per questi motivi mi sento di consigliare l’opera a tutti gli amanti degli shonen, per quanto sia semplice nella narrazione e lineare, vi soddisferà senza alcun dubbio.

Dark Air
Ottimo disegnoIdea interessanteBattaglie divertentiDivertente e lineare.
A tratti fin troppo lineareLe fasi finali non sono particolarmente ispirateI personaggi secondari non lasciano il segno
7.5Voto
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