Dopo quasi 10 anni torna con un nuova veste scintillante il capolavoro di Epic Games: Gears of War. Rivisto in ogni suo aspetto dai ragazzi di The Coalition, con l’intento di regalarci nuovamente grandi emozioni come ai tempi del primo rilascio. Ci saranno riusciti?

Emergence Day

Sono trascorsi dieci anni dall’Emergence Day, tragico giorno per il pianeta di nome Sera, in cui le Locuste emersero dal terreno ponendo fine alle Pendulum Wars e mettendo a rischio l’esistenza dell’intera specie umana; detenuto in una buia e sudicia cella c’è un criminale di guerra: Marcus Fenix. Graziato dagli alti ranghi della COG, viene salvato dall’amico Dominic Santiago ed è qui che parte la storia, l’inizio di una epica trilogia che ha lasciato il segno nel cuore di tantissimi videogiocatori marchiati Xbox, imponendosi nel panorama video ludico come uno dei migliori sparatutto usciti negli ultimi anni, portando ai tempi una serie d’innovazioni che vennero poi riprese in tantissimi titoli negli anni a venire.

Questo effetto nostalgico viene subito a galla non appena il menù di gioco apparirà davanti ai nostri occhi, grazie anche a quella particolare musica che contraddistingue la saga. In questa rimasterizzazione non tutto è stato mantenuto pari al titolo originale ed è lampante una volta avviamo la campagna, notiamo la presenza sin da subito della modalità “Folle” sbloccata, livello di difficoltà che fu fedele al suo nome, il passare degli anni avrà addolcito questa leggenda? No, anzi, si presenta più forte ed incazzata che mai!, con nemici pronti a farci sudare sette camicie infliggendoci ingenti danni ad ogni colpo sparato.

Qualche altra novità viene fuori spulciando un po’ il menù principale: la presenza d’una sezione extra, nel quale balza agli occhi la voce fumetti; ogni qualvolta verranno raccolte delle medagliette dei soldati caduti, sbloccheremo pagine del fumetto scritto da Karen Traviss (autrice anche dei romanzi successivi all’uscita del gioco), dove troveremo curiose storie riguardanti i nostri eroi durante le sanguinose Pendulum Wars (per chi non lo sapesse, furono le grandi guerre tra gli umani per la conquista dei pozzi d’imulsion).

Altre presenze interessanti riguardano i bozzetti degli sviluppatori, i filmati di gioco ed i riconoscimenti, sia per i primi sviluppatori di Epic Games, sia per il nuovo team di sviluppo.

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Nuove e vecchie modalità

Il cuore del gioco è sempre stato il comparto multiplayer (sia cooperativo che competitivo), anche se con i suoi limiti tecnici (ai tempi non aveva i server dedicati) era riuscito a far divertire milioni di giocatori per anni; questa volta li avremo, assieme ad una serie di modalità prese dall’intera saga, come per esempio: Esecuzione, Blitz, Re della Collina, Deathmatch a Squadre, Esecuzione Gnasher 2 vs 2, Zona di guerra (chi al leggere il nome di questa modalità non ha sentito un minimo di nostalgia?), Annex ed Assassinio; tutte giocabili nelle 19 mappe originali del primo capitolo, comprese tra la prima uscita, i dlc e la versione rilasciata successivamente su PC.

Ed è proprio di mappe che ora parliamo, non sono soltanto state modernizzate graficamente; ora ognuna di loro potrà essere giocata randomicamente con un orario del giorno differente, provate per esempio a pensare alla sensazione di giocare Canali al tramonto, oppure Tetti in piena notte; tutto questo cambia enormemente l’approccio e l’esperienza di gioco di qualsiasi mappa affronteremo.

Torniamo a parlare di multiplayer, la curiosità di molti verterà sul funzionamento effettivo dei server dedicati, visto il loro precario funzionamento nel corso dei vari capitoli; possiamo rassicurare anche i più scettici a riguardo. Il multiplayer funziona benissimo a livello di server, con latenza praticamente assente, proiettili che arrivano tranquillamente al bersaglio (chi ha giocato i primi ne sa qualcosa in merito) ed un ottima stabilità come contorno, garantendoci un divertimento senza pari. Però la perfezione non esiste e questo non fa certamente eccezione, con la totale mancanza d’un bilanciamento dei team nel matchmaking, insieme all’impossibilità durante la sessione di scambiare eventualmente le fazioni o di riequilibrare le squadre, rendendo obbligatorio uscire e ricercare un’altra partita per trovare le condizioni ideali; proprio un gran peccato essendo una pesante scocciatura in certi casi.

Altra nota negativa è la mancanza della modalità orda, magari potrà essere aggiunta in seguito, ma è un peccato che una delle attrattive di maggior importanza della saga non sia presente.

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Tempo di motosegare un po’ di locuste!

Come discusso precedentemente, siamo di fronte al gameplay che ha segnato l’esplosione del genere TPS all’interno della vecchia generazione, con la nascita repentina da quel giorno d’una serie infinita di giochi che ne riprendevano le meccaniche (un esempio lampante fu Dark Sector); il potersi attaccare e staccare velocemente dalle pareti e sporgersi per sparare sembra essere una cosa quasi da niente al giorno d’oggi, ma in quel periodo fu un avvenimento eccezionale e quelle stesse meccaniche sono state tutte mantenute fedelmente, anche troppo. Capita di vedere degli errori ed imprecisioni che caratterizzavano un po’ la prima versione, come una hitbox non completamente precisa, causando problemi sia con armi da fuoco, sia in particolare con la motosega nel combattimento ravvicinato; anche se è da fare un appunto riguardo questo ultimo caso, l’effetto “risucchio” della motosega è stato completamente eliminato, quindi non si può dire che nulla sia stato fatto anzi, la maggior parte dei bug che affliggevano questo sistema (anche a causa dell’Unreal Engine 3) sono stati risolti, ma si poteva azzardare qualcosina in più per regalare una nuova sensazionale emozione pad alla mano.

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Una fluidità mai vista

Eccoci arrivati al punto maggiormente toccato dai ragazzi di The Coalition: il comparto grafico. Un tremendo lavoro è spettato al team, rifare ogni singola texture, settare la risoluzione nativa a 1080p e portare il titolo a 60 frame (solo per il multiplayer) è, a tutti gli effetti, un’impresa titanica; sicuramente la maggior parte delle difficoltà e del tempo di realizzazione sono stati causati da questo, ma la fatica viene totalmente ripagata sin dal primo sguardo. Effetti di luce straordinari e visione d’insieme degne della next gen, certamente però non lascia a bocca aperta come fu con Gears of War, ma difficilmente rivivremo nuovamente una sensazione sbalorditiva del genere, facendo però in ogni caso la sua figura in questo panorama video ludico.

Anche qui però sembra che qualche vecchio problema assilli nuovamente il tutto, difatti il caricamento delle texture (tallone d’achille del mastodontico balzo grafico effettuato ormai quasi 10 anni fa) risulta ancora troppo lento ed impreciso, lasciandoci a volte anche per diversi secondi con personaggi ed ambienti spogli e privi di ogni dettaglio; bruttissima cosa da vedere al giorno d’oggi, uno di quei problemi da non lasciare mai e poi mai in titoli di questo calibro.

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Si poteva fare di più?

E’ stato fatto molto per portare nelle nostre case un gioco come Gears of War quasi 10 anni dopo senza fargli sentire il peso degli anni; bene o male questo obiettivo è stato realizzato con un titolo, seppur con qualche limite tecnico, di pregevole fattura dall’elevato livello grafico e con un comparto multiplayer sempreverde, soprattutto grazie ai nuovi server. L’unico rammarico è rappresentato dal non voler osare qualcosa in più, la mancanza di vedere impresso indelebilmente il segno di The Coalition su questa opera, apportandogli magari qualcosa di nuovo; nonostante ciò è un titolo assolutamente da possedere, che lo si abbia giocato in passato o meno, non può mancare nella collezione di ogni possessore d’una Xbox One.

Gears of War: Ultimate Edition

Gears of War: Ultimate Edition
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Pros

  • Nuovo comparto multiplayer finalmente solido
  • Restyling grafico notevole
  • Il ritorno di un grande titolo del passato

Cons

  • Qualche vecchio bug è rimasto
  • Si poteva osare di più
  • Matchmaking praticamente nullo
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