Una delle saghe più importanti del panorama video ludico torna nelle nostre case; Call of Duty Black Ops 3 è il nuovo prodotto di casa Treyarch, pronti a continuare la storia da dove si era interrotta, con tante novità e tentando di risollevare il nome di un brand talvolta bistrattato sulla rete, ci saranno riusciti?

Un anno 2070 di guerra

Molto forte e cruento l’inizio della storia, un pugno dritto allo stomaco facendoci immediatamente capire il contesto in cui ci troviamo. Siamo nell’anno 2070, in un mondo dove più di 300.000 civili sono stati uccisi a causa della guerra e vi sono due schieramenti a darsi battaglia: i servizi segreti sotto il comando della CIA (Black Ops) ed i rivoluzionari. Sin dalla prima missione della campagna ci ritroviamo a vivere nuovamente il più classico degli scenari guerriglieri, con proiettili provenienti da tutte le parti e robot controllati a distanza in tipico stile futuristico; il nostro obiettivo sarà quello di recuperare il primo ministro egiziano e portarlo al punto d’estrazione. Lì, come descritto in precedenza, vivremo il primo cruento colpo di scena dove la crudeltà della guerra verrà fuori in un sol colpo, portando il protagonista vicino alla morte.

Al nostro risveglio ci ritroveremo in una stanza sterilizzata dove ci verrà spiegato cosa abbiamo subito e soprattutto come utilizzare le nostre nuove abilità; qui ha inizio il vero tutorial del gioco, ripercorrendo eventi antecedenti al periodo in cui ci troviamo, introducendo il concetto di mente collettiva e software che monitorano il pensiero, generando una schiera di soldati più forti e maggiormente sotto controllo, concetti chiave secondo loro per un mondo migliore.

Date le premesse poste dalla trama pensavamo di trovarci potenzialmente davanti ad un capolavoro narrativo, con basi solide anche se già viste a tratti in vari titoli usciti in passato; cade però nella classica superficialità che ha contraddistinto le ultime campagne di Call of Duty, con un intensità narrativa che scema nel susseguirsi degli eventi (talvolta mal raccontati) fino ad arrivare ad una conclusione, dopo una serie di missioni finali monotone, non pienamente soddisfacente. Da apprezzare però la scelta d’inserire svariate fasi alternative di gioco, come azioni subacquee, fasi di shooting sopra veicoli terresti e la guida parziale di aerei militari, provando a smorzare la monotonia del solito “spara spara”.

L’introduzione della cooperativa online per la campagna riesce a renderla molto divertente nonostante tutto, facendo passare in secondo piano periodicamente l’eccessiva lunghezza delle missioni; pensiamo infatti che la presenza magari di un numero maggiore di esse, ma di minor durata, avrebbe garantito ulteriore adrenalina e tensione al giocatore, punto cardine in sostanza di ogni capitolo della serie.

new-black-ops-3-zombies-and-story-details-revealed_aa1n.1920

E’….un incubo!

Nightmare è la vera new entry del titolo, la possibilità di avere una campagna per la modalità zombie è stata una delle mosse commerciali sulla quale Activision ha puntato maggiormente, anch’essa con la possibilità di essere giocata in modalità cooperativa. Dopo averla provata possiamo affermare d’essere tutto sommato soddisfatti, con una trama rivisitata prendendo ovviamente come tema principale la piaga dei non morti, tuttavia come forse prevedibile non è propriamente una storia da ricordare.

Anche la modalità Zombie è stata riproposta con un multiplayer online fino a quattro giocatori, anche in questo caso la community ha spinto fortemente per la riconferma di questa poiché, come abbiamo potuto testare, è in grado di aumentare sensibilmente la longevità generale con un modo di giocare lievemente diverso rispetto alle altre, tenendo comunque in considerazione il fatto che il titolo disponga di svariate modalità nella sua componente multiplayer.

2887597-black-ops-3_stronghold_broken-arrow_wm

Che classe scelgo?

Come per ogni capitolo della saga, il multiplayer rappresenta il vero punto focale preso in considerazione da ogni persona che si appresta ad acquistarlo. In questa edizione molta attenzione è stata riservata a questo comparto, riempiendolo di modalità e di novità; tali sono capitanate dalla presenza di classi vere e proprie. Al contrario del passato dove l’unica personalizzazione possibile era riservata al tipo di armi utilizzabili, adesso all’avvio sarà possibile scegliere una classe ed ognuna di queste avrà a disposizione due poteri tra cui scegliere molto diversi tra loro. La varietà di poteri che potranno vedersi in gioco è ottimale aumentando di conseguenza la strategia di squadra, dove l’oculata scelta di essa può portare parecchi vantaggi a livello tattico; unito a questo vi è come sempre la personalizzazione completa delle armi, potendone modificare gli accessori (mirini, silenziatori, calci del fucile ecc) e di cambiarne anche totalmente l’aspetto estetico, grazie all’applicazione di skin mimetiche.

La personalizzazione della nostra classe va ad inficiare pure sui perk a nostra disposizione, come per esempio il diventare invisibile ai radar, oltre anche alla scelta del tipo di granate da portarci dietro. Altro fattore personalizzabile è rappresentato dalla scelta degli attacchi da lanciare dopo aver ottenuto una serie di punti (le vecchie kill streak), dandoci piena libertà d’azione consentendo di focalizzarci sul danno vero e proprio oppure sul supporto di squadra.

Le modalità giocabili sono tantissime, è possibile giocare partite Arena, dove verranno disputate partite a livello competitivo contro giocatori di pari livello, in queste si sbloccheranno oggetti vari e punti esperienza (al momento è in fase beta); abbiamo poi Corsa Libera, in cui dovremo completare un tragitto nel minor tempo possibile ed infine la multigiocatore classica (Pubblica o Personalizzata). All’interno di essa potremo giocare con la sua struttura base, in versione veterano (senza interfaccia e modalità specifiche) oppure bonus (dove vi saranno battaglie speciali limitate per un certo periodo di tempo). le modalità base sono più o meno le solite, ma il loro numero garantisce allo stesso tempo un ampio varietà; per esempio potremo passare dai classici Deathmatch a Dominio, passando per Cattura la bandiera fino alla scorta di un robot e tanto altro ancora.

Street-Battle

Ed ora pad alla mano!

Il feeling è lo stesso di sempre, con personaggi reattivi ed agili, mappe ben strutturate e tanto divertimento, ma sempre sullo stile classico della serie. Poche sono effettivamente le aggiunte a livello di gameplay al titolo, la maggiore riguarda sicuramente la diversificazione delle classi introdotta precedentemente; il loro “potere”, utilizzabile durante la sessione in seguito al tempo trascorso e soprattutto al numero di punti accumulati, rappresenta la possibilità di spostare l’ago della bilancia in molte battaglie, dato che potranno essere singoli attacchi speciali pronti a causare ingenti danni, ma anche eventualmente l’attivazione di un UAV su schermo molto più accurato del tradizionale, fino alla possibilità d’impugnare una devastante arma per un determinato lasso di tempo.

Questo unito ad un gameplay ancora più fantascientifico nella sua logica, come il poter eseguire salti maggiori oppure correre sulle pareti, conferisce una sensazione molto positiva, anche se non del tutto nuova; vi è infatti sempre l’impressione di cose già viste e talvolta è presente una certa macchinosità dei movimenti, rispetto ai precedenti capitoli.

Un plauso però va fatto ai ragazzi di Treyarch per aver almeno provato a cambiare qualcosa, inserendo qualche dettaglio in più e togliendone qualcun altro, per realizzare un prodotto tutto sommato nuovo senza limitarsi al mero scopiazzamento delle stesse cose che vediamo da anni. Sin dalla beta lo si era potuto constatare, ridando fiducia ai giocatori che negli anni erano anche rimasti delusi dal prodotto finale ed invogliandoli a rilasciare feedback per migliorarlo ulteriormente; possiamo affermare che questi sono serviti a rendere il sistema di gioco ancora migliore, limandolo di qualche imperfezione (una su tutte la difficoltà di capire quando una superficie risultava scalabile o meno, ora molto meno presente).

Per la campagna invece è veramente interessante l’utilizzo di diversi “poteri” grazie alla tecnologia DNI di cui siamo dotati; con la quale sarà possibile: analizzare l’area con uno scanner visivo, controllare robot a distanza oppure disabilitarli, attaccare i nemici umani con sciami oppure anche potenziarci fisicamente per qualche secondo; sicuramente tutte cose già viste altrove, ma che unite insieme creano un buon mix.

call-duty-black-ops-3_0

Questa è Next Gen

Una delle cose che ci ha lasciato sorpresi è stato il lato tecnico, ben curato e dal forte impatto visivo; la paletta di colori scelta risulta eccezionale, garantendo un colpo d’occhio incredibile ed un immersività superiore ad altre opere, una menzione particolare mi sento di farla ai paesaggi innevati, semplicemente spettacolari. Un contro di tutto questo è la continua sensazione, soprattutto nella campagna, di scenari già visti e rivisti, non soltanto in capitoli precedenti della serie, ma anche di altri sparatutto di questa e della passata generazione, smorzando l’effetto “wow” e facendo spazio ad una lieve amarezza.

Anche i personaggi vengono curati alla perfezione, sbalordendo a tratti quando nelle cut-scene in game ci troviamo di fronte quasi al foto realismo, potendo interpretare agilmente le parole dei dialoghi anche seguendo il labiale dei protagonisti; certo, non è nulla di nuovo a dire il vero o di strettamente sconvolgente, ma in un opera del genere dove l’azione dovrebbe essere il fulcro di tutto, vedere questi dettagli così ben curati lascia una splendida sensazione.

Dal lato audio siamo pienamente soddisfatti, gli effetti sonori sono molto realistici e coinvolgenti, facendoci sembrare proprio al centro della battaglia; anche i background risultano ispirati anche se, nello specifico tutti quelli nei momenti di fine missione, paiono fin troppo simili tra di loro.

black-ops-3-2-1940x1212

Nuovo CoD o stessa salsa?

In fin dei conti si può affermare di essere davanti ad un classico Call of Duty, ma con qualcosa in più e soprattutto qualcosa di nuovo, in grado di divertire sia i fan della saga, sia chi magari dopo anni di boicottaggio si sente di dargli un’altra possibilità. Il lavoro svolto è di ottima fattura in ogni sua parte; l’unica nota dolente è rappresentata da una modalità storia un po’ sotto tono, con scelte discutibili lasciando un po’ l’amaro in bocca, ma non pregiudicando assolutamente tutto ciò che è stato fatto. Consigliato.

Call of Duty: Black Ops 3

Call of Duty: Black Ops 3
0

Pros

  • Multiplayer sempre molto divertente
  • Finalmente si vede qualcosa di nuovo
  • La cooperativa online della campagna è apprezzabile
  • Graficamente ottimo

Cons

  • Campagna deludente
  • Modalità zombie non incisiva
  • I personaggi non rimarranno nella nostra memoria
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: