Sale e Santuari, è questa la ricetta dei ragazzi di SKA Studios per un Indie complesso e profondo, affidandosi al solido stile dei Souls già abusato parecchio in questo ultimo periodo, avranno fatto un lavoro degno di nota? Vediamolo insieme!

È questo Dark Souls?

Un mondo oscuro dove vestiremo i panni dell’eroe, la nostra missione è salvare la principessa abbattendo tutti gli ostacoli che si pareranno dinnanzi a noi; descrivendolo così sembra quasi un miscuglio di generi e storie, probabilmente è così, ma è un mix ben riuscito capace di creare un ambientazione spettacolare con la stessa tensione addosso di quando si gioca un Dark Souls (anche la presenza dei santuari trattati come dei falò è una meccanica molto affine alla saga From Software). Proprio su questo mi voglio soffermare, Salt and Sanctuary è probabilmente uno dei migliori “Souls Like” usciti, quello che più si avvicina al prodotto “originale”, quello stesso senso di disorientamento è presente sin da subito spingendoci ad esplorare ogni singolo antro anche più volte, con la morte sempre in agguato ogniqualvolta incontreremo un nemico e questo porta solo che guai, difatti ad ogni morte perderemo una percentuale d’oro, pagamento dovuto ad un misterioso chierico pronto a rianimarci, oltre a tutto il Sale di cui disponiamo, ma almeno questo è potenzialmente recuperabile abbattendo colui che ci ha sgominato la volta precedente.

L’alto numero di morti è dato dall’alta difficoltà del titolo, anche i fan del genere potrebbero avere serie difficoltà nelle prime fasi di gioco e non solo, soprattutto per adattarsi ad una ambientazione 2D che non permette un gran numero di vie di fuga, facendoci sentire molto spesso alle strette, ma questo è solo che un bene, perché è esattamente il livello di sfida che cerca chi va a comprare giochi di questo tipo.

Altra menzione assolutamente positiva fa fatta per il level design, semplicemente grandioso, molto simile all’ispirazione vista nel primo Dark Souls con un mondo sempre in tema, ma allo stesso tempo differente in ogni sua sfaccettatura, con un pregio grandissimo chiamato semplicemente collegamento. Tutta la mappa è collegata con un numero di scorciatoie scovabili nel proseguo della storia immenso, non nascondo la gioia nei miei occhi ad ogni loro scoperta, è una scelta stilistica che riesce a farci immergere sempre più nell’atmosfera del titolo, sentiti complimenti agli sviluppatori per questo.

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Pad alla mano

È il momento del parlare dell’argomento sicuramente più atteso, ossia il gameplay; anche su questo fattore ho solo che commenti positivi che mi passano per la testa, molto reattivo e fluido senza tanti particolari difetti, unendo le meccaniche action dei Souls allo stile più vicino ai platform 2D per il lato esplorativo della mappa, il cui insieme crea un qualcosa di unico ed estremamente ispirato.

Pure le animazioni sono fluide e mai imprecise, tranne nel caso specifico delle rotolate, questo alla fine dei conti è l’unico difetto di un sistema così incredibilmente solido; essendo una produzione bidimensionale è obiettivamente difficile trovare la giusta via di mezzo per schivare gli attacchi avversari, specialmente qualora si voglia passare oltre il nemico rotolando, questa imprecisione porta alla fine dei conti ad affrontare le battaglie basandosi non tanto su questo, almeno non durante le Boss Fight.

Le Boss Fight sono un altro argomento che suscita interesse e curiosità, la loro realizzazione è ottima sotto tutti i punti di vista, con Boss forti, ma aventi debolezze e mai invulnerabili, in aggiunta spesso e volentieri aggirandoci accuratamente nelle zone prima dello scontro decisivo troveremo oggetti incredibilmente utili, molto ispirati ed ostici, ma soprattutto tutti differenti tra loro, questo è sicuramente un punto in più per chi non apprezza l’antica arte del riciclo.

Altro fatto influente all’intero sistema di gioco è la gestione del personaggio, anche qui vediamo l’ennesimo mix interessante, passiamo infatti da una struttura molto simile, per non dire speculare, a Dark Souls, con un numero di oggetti utilizzabili rapidamente, slot di armi, accessori (per lo più anelli) e vestiario, ma non c’è solo questo,abbiamo anche un sistema di potenziamento unico nel suo genere, molto simile più ad un gioco di ruolo come Final Fantasy, per la sua struttura ramificata a sfere (richiama molto Final Fantasy X nello specifico), con una possibilità di personalizzazione molto superiore a qualsiasi altro gioco di questo tipo.

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Un design ispirato

Il titolo di questa sezione credo riassuma già tutto quello che si può dire per il comparto tecnico, un livello grafico d’impatto con effetti particellari bellissimi, forse l’unica pecca è per l’aspetto dei personaggi, nello specifico dei visi anche se molto probabilmente è uno stile voluto espressamente dagli sviluppatori, ma stona con il resto dell’ambientazione ed è un vero peccato, perché ad ogni nuova zona esplorata è quasi impossibile non soffermarsi a vederne l’atmosfera con soddisfazione, veramente un lavoro eccezionale.

Qualità più o meno similare per il sonoro, tracce audio veramente belle sia nell’esplorazione che nelle battaglie più concitate, ma non tutto è rose e fiori, difatti un altro aspetto tecnico nella nostra trasposizione è comicamente sotto le aspettative: la traduzione italiana. Per chi già ne sa qualcosa probabilmente starà ridendo in questo momento, perché è questo che suscita la conversione italiana dei testi, grandi e fragorose risate per una serie di dialoghi senza capo ne coda, dove capirne il senso è un impresa molto più ardua che finire il gioco da bendati, molto plausibilmente la sua realizzazione è stata effettuata con un traduttore automatico, è l’unica spiegazione che riesco a darmi e spero vivamente sia andata così, in ogni caso è una grande delusione vedere un titolo così ben fatto con dettagli atrocemente trascurati, era sicuramente meglio lasciarlo solamente in lingua originale a questo punto.

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Ricetta vincente

In conclusione si può affermare che Salt and Sactuary è un ottimo titolo sotto ogni punto di vista, con un design ispirato ed una miriade di buone idee che aiutano ad elevarlo sopra la massa dei Souls Like, certo non pecca di difetti come elencato in precedenza, ma sono alla fin fine di poco conto rispetto al livello qualitativo generale, per cui mi sento vivamente di consigliarlo a chi ama questo genere di giochi o anche solo a chi cerca un alto livello di sfida.

Salt and Sanctuary

Salt and Sanctuary
8

Voto

8.0 /10

Pros

  • Atmosfera da urlo
  • Ottimo gameplay
  • Boss ispirati
  • Ottimo Souls Like

Cons

  • Traduzione pessima a dir poco
  • Il 2D a volte tende ad essere limitante
  • Un po' troppo simile a Dark Souls
  • La cooperativa poteva essere strutturata meglio
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