Dopo tanti anni un’epica avventura giunge al suo termine, con Dark Souls 3 i ragazzi di From Software hanno chiuso un cerchio iniziato nel lontano 2011 che ha portato alla creazione di un proprio genere a se stante, con un seguito di fan immenso e la nomea  di “gioco difficile” che lo ha fatto conoscere al mondo video ludico, da titolo di nicchia a serie attesissima di questo panorama. La domanda che si pone e si è posto negli ultimi mesi ogni fan della saga è : Sarà riuscito Dark Souls 3 a rialzarsi dopo lo scivolone, trama parlando, del secondo capitolo con Miyazaki nuovamente al comando? Per avere la risposta a questa domanda vi invito a leggere il resto della recensione, buona lettura!

Arrivo a Lothric

Siamo passati per la terra desolata Lordran ed il regno decaduto di Drangleic, ora invece siamo tra le rovine di Lothric, alla fine dei conti non cambia molto l’aspetto desolato del mondo che ci circonda, ma le differenze sono infinite ed in questo capitolo tanti piccoli aspetti della saga vengono richiamati in un mix continuo di emozioni per il giocatore; da castelli in rovina a paludi dove la corruzione dilaga in ogni dove, passando per prigioni tetre e città che un tempo furono famose e gloriose, questo è Dark Souls 3, un intreccio unico di tutto quello che si è visto in passato, assieme a cose completamente nuove, orchestrato dalla saggia mano di Hidetaka Miyazaki, con quel tocco di poesia che, a quanto pare, solo lui è in grado di regalare.

Parliamo un po’ di questa poesia, con questo termine intendo la sensazione che ha il giocatore quando guarda un qualcosa di stupendo ed emozionante, in grado di trasportarlo facendogli sentire un nodo nel  petto, solamente tramite parole scritte negli oggetti raccolti durante il nostro cammino, sentendo le testimonianze di chi in quel mondo conosce l’eterna sofferenza causata dalla maledizione, rivedere vecchie conoscenze che abbiamo tanto amato, osservare attorno a noi cosa c’è e riflettere su quello che un tempo proprio sullo stesso terreno che calpestiamo anni addietro sia successo, per poi infine ricevere quel colpo al cuore con un effetto nostalgia e riscoperta che mai nessuno si sarebbe aspettato prima; questo e molto altro ancora è la magia, perché di questo si tratta quando si toccano queste cime, che quest’uomo ha saputo donare all’opera, una struttura impeccabile mai così curata prima in ogni suo dettaglio.

Come si è accennato ogni capitolo ha avuto una sua location ed una sua piaga, nel primo c’era la fiamma in procinto di spegnersi con un mondo divorato dall’oscurità proveniente dall’umanità corrotta, nel secondo invece la maledizione del non morto imperversava in ogni dove non lasciando speranza a nessun essere vivente, colpendo il cuore di un regno e di un re che aveva provato a porre rimedio in ogni modo, arrivando addirittura a rubare il potere dei giganti per una qualche soluzione; in questo troviamo assonanze con quello che è successo in precedenza, la fiamma si sta indebolendo e l’unico modo per dare una speranza a questo mondo sull’orlo del baratro è di riportare i cinque lord dei tizzoni al loro trono, soltanto noi portatori della fiamma possiamo portare a termine questo compito, dove tanti uno dopo l’altro sono caduti o arresi nel tentativo di completare l’impresa.

Questo viaggio sarà tortuoso e ricco d’insidie, con nemici più furbi e crudeli che mai, trappole ad ogni angolo e creature mostruose, i cari e vecchi boss, pronti a tutto per difendere la loro posizione ed impedirci di proseguire; la cosa meravigliosa è il fatto che è possibile, come successo nel primo indimenticabile capitolo, capire quello che spingeva queste creature prima di divenire esseri vuoti, comprendere la loro storia e le scelte compiute, con una caratterizzazione sotto ogni aspetto, che si parli per l’appunto di Lore, movenze o soltanto il mero aspetto stilistico, fantastica per ognuno di loro, vedere vecchi nemici consumati dalla fiamma fino ad essere ridotti quasi in cenere (questa è possibile perfettamente identificarla sui loro corpi), regala sensazioni particolari che è difficile descrivere, sono semplicemente emozioni da vivere.

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È arrivato il momento di sfoderare le armi!

Parte chiave del sistema di gioco è sicuramente l’Altare del Vincolo, ossia il punto focale di tutta la nostra avventura dove tutti gli NPC alleati risiedono e dove è possibile, attraverso la guardiana del fuoco, potenziare il nostro eroe, ma non c’è solo lei di fondamentale, tra i personaggi che potranno rifugiarsi in questa sorta di Nexus, citando Demon’s Souls, vi sono un fabbro, una gradita vecchia conoscenza che lascio scoprire direttamente a voi al momento opportuno, l’ancella del tempio che, dopo avergli consegnato svariate ceneri, ci venderà oggetti particolari come armature (sia dei boss che generiche) ed oggetti abbondantemente utili, oltre ai vari maestri di piromanzie, stregonerie, miracoli e malefici; insomma come fu Majula per Dark Souls 2, possiamo ritenere l’Altare del Vincolo la nostra “casa sicura”.

Passando all’azione vera e propria è una l’innovazione che salta subito all’occhio, la fluidità dei movimenti; come si può notare pad alla mano, i movimenti del personaggio sono cambiati in maniera radicale divenendo molto più dinamici e fluidi, richiamo parziale al sistema di combattimento di Bloodborne, consentendoci azioni mai viste ed un esperienza di gioco incredibile, uno dei punti deboli dei precedenti capitoli era l’eccessiva legnosità del personaggio, bhè si può dire che questa è ormai un lontanissimo ricordo per nostra fortuna; ma non è l’unica introduzione che notiamo al nostro primo sguardo sullo schermo, vi è una piccola barra blu sotto quella rossa della vita, ebbene si, il mana è tornato, ma non è penalizzante come abbiamo visto in Demon’s Souls, dove era rigenerabile solamente mediante delle rare piantine, questa volta abbiamo a disposizione delle fiaschette Cineree esattamente paragonabili alla Estus, per di più all’Altare tramite il fabbro ci è possibile suddividere a nostro piacimento queste fiaschette, se siamo dei maghi allora probabilmente prediligeremo una suddivisione paritaria di queste, se guerrieri invece andremo di solo vita, in poche parole ce n’è per tutti i gusti.

Un’altra peculiarità affine all’ultimo capitolo From Software uscito è l’assenza del potenziamento dell’equipaggiamento, le armature sono e rimarranno al classico “+0”, ma fortunatamente la differenza sta nel fatto che le loro caratteristiche hanno un forte impatto sul nostro personaggio, anche per via del peso oltre alla sola difesa aumentata, più siamo pesanti, più ci muoviamo goffamente e saremo alla mercè dei nostri nemici; mentre per le armi è rimasto tutto invariato, potendo portare le armi speciali a +5, quelle classiche a +10 e di infonderle con un elemento per attribuirgli un danno extra elementare, questo passa per delle gemme veramente rare all’interno dell’avventura, per cui usatele con giudizio!

Si parla di armi, quindi è obbligatorio parlare dei moveset, finalmente oserei dire è tornata una varietà di questi, ogni arma ha il suo stile e difficilmente troveremo animazioni fin troppo simili, una ventata d’aria fresca che aveva parzialmente rovinato la personalizzazione del personaggio nel secondo capitolo della saga; la varietà è presenta anche grazie all’introduzione, per quanto riguarda la specifica serie Souls, dell’attacco caricato con R2 e delle “mosse speciali”, queste si avvieranno tenendo premuto L2 con l’arma a due mani per poi sferrare un devastante colpo che consumerà del mana, ognuna ha un abilità differente e soprattutto quelle speciali ne hanno alcune create ad hoc per renderle veramente uniche, c’è da divertirsi nel trovare quale sia veramente più adatta a noi. Anche l’arcieria ha subito delle modifiche sostanziali, ora è possibile muoversi, saltare e rotolare mantenendo saldo il lock del nemico per scoccare in qualsiasi momento il colpo, addio quindi ai personaggi immobili pronti ad incassare miriadi di colpi prima di poter scagliare anche una sola freccia, ora siamo dei bersagli molto più difficili e rivitalizza totalmente questo tipo di build.

L’ultimo aspetto di cui voglio parlare non è strettamente legato al gameplay, ma in ogni caso ha una sua influenza e soprattutto valenza nell’economia di gioco, sto parlando del level design, siamo tornati ai fasti di un tempo, aree collegate e ben studiate, il poter affrontare in svariati modi la battaglia usando l’ambiente a nostro favore, infinite scorciatoie da aprire durante l’esplorazione, insomma, veramente spettacolare per gli amanti della strategia e dell’esplorazione, un altro punto dolente del recente passato è stato completamente trasformato in un lato positivo.

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Sotto una calda luce famigliare

Finalmente vediamo un comparto tecnico degno della next gen, un dettaglio grafico che nella scorsa generazione non era stato così curato nel dettaglio, certamente non grida anche questo al miracolo, ma i passi in avanti sono notevoli e da lodare; nello specifico mi sento di elogiare la paletta dei colori e gli effetti di luce, veramente mozzafiato, seppur con texture lievemente inferiori qualitativamente a quelle viste in Bloodborne solo l’anno scorso, ma c’è da sottolineare il fatto che questo titolo non si svolge soltanto in ambienti angusti ed oscuri, ci sono tantissime zone aperte, ricche di colori e dettagli da promuovere l’intero comparto senza l’ombra di dubbio. Un altro aspetto positivo sono le animazioni fluide e pulite, con un ritorno al passato per alcune scelte stilistiche, assolutamente apprezzate anche per vederle non sono riproposte, ma addirittura migliorate, con un dinamismo su schermo piacevole da guardare e capace di rendere migliore la nostra esperienza di gioco; parlando di schermo non si può che citare nuovamente le ambientazioni, ricche di dettagli in ogni loro parte con un design ispirato come non mai e realizzate con una qualità immensa, l’unico problema sono alcune zone un po’ troppo spoglie e scarne di particolari, ma sono realmente poche, quindi nonostante bisogna considerarlo penso si soprassedere.

Un ultimo discorso da effettuare riguardo al motore di gioco è relativo al frame rate, devo dire che i primi giorni sono stati a dir poco traumatizzanti sotto questo aspetto, con cali continui e scatti quasi imbarazzanti, fortunatamente con la patch 1.0.3 questi sono notevolmente calati e penso andranno a questo punto a sparire con la patch del day one, la fluidità che c’è ora rende veramente molto più godibile il titolo.

OST, c’è veramente molto da dire qua? Prima di provare anche solo a pensare come siano le musiche del titolo vi consiglio di ascoltarle e provare da voi a dare un giudizio, dal mio punto di vista posso solo riassumere tutti i miei pensieri in una parola: Epicità; l’emozione che ogni singola traccia riesce a regalare è inspiegabile, soprattutto nelle boss fight arriviamo a picchi mai toccati prima, superiore sotto ogni punto di vista a qualsiasi background musicale di tutti i Souls usciti finora, vivissimi complimenti al compositore, ha fatto un lavoro eccezionale, anche per fasi esplorative dove il sottofondo a forti tinte ansiose è in grado di farci immedesimare ed allo stesso tempo intimorire nel nostro proseguimento.

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È arrivata la fine di un ciclo

Un meraviglioso cerchio è stato chiuso con questo Dark Souls 3, una saga di quelle che ti segna dentro e accompagna per tutto il percorso video ludico, sono dei titoli che se li sai apprezzare, approfondire e studiare in ogni loro aspetto, ti regalano sensazioni uniche e meravigliose. Questo terzo capitolo rappresenta la conclusione perfetta, rivedere ora, per l’ultima volta, luoghi che un giocatore magari impaurito aveva visitato anni fa è qualcosa di speciale e riesce ad addolcire un esperienza globale crudele se si considera quanto sia punitivo il gioco, non credo manchi nulla o qualcosa da aggiungere, il ciclo è terminato e non vedo l’ora di vedere quale sarà il prossimo ad iniziare. Grazie From Software per le emozioni che sei riuscita a regalarci, passando per la sofferenza e la frustrazione, sino ad arrivare alla gloria e gioia più sconsiderata possibile quando si parla di un videogioco.

NB: Non è stato possibile testare i server di gioco e di conseguenza il comparto multiplayer del titolo, è un peccato visto ritengo sia uno dei punti cardine della saga, ma non mancheremo di raccontarvelo in seguito una volta provato per bene.

Dark Souls III

Dark Souls III
9.2

Voto

9.2 /10

Pros

  • Poesia fatta videogame
  • Miglior Souls uscito
  • Boss fight bellissime
  • Ost superlativa
  • Gameplay solido ed affidabile

Cons

  • Prima o poi finisce
  • Telecamera non sempre perfetta
  • Texture a volte poco dettagliate
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