Non è facile descrivere l’emozione che si cela dietro a una saga come quella di Uncharted, visto che il lavoro svolto dai Naughty Dog è qualcosa che va fuori dal normale, e rompe le righe degli standard videoludici al quale tutt’oggi siamo stati abituati da molte altre Software House talentuose. Questo quarto capitolo cela dentro di se una grande avventura, ricca di colpi di scena e che difficilmente si riesce a dimenticare, il tutto contornato da effetti visivi e sonori ben curati e mai ripetitivi. Ovviamente neanche noi potevamo esimerci dal dare un giudizio a quest’ultima avventura di Nathan Drake, non solo perché siamo grandi amanti della saga, ma anche perché è uno dei titoli più attesi finora su PlayStation 4. Non vogliamo dilungarci troppo, quindi, vi auguriamo una buona lettura in questo viaggio letterario.

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Siamo destinati a grandi cose..

La storia inizia come al solito con una scena situata in mezzo alla storia, con Nate e Sam alle prese in un inseguimento in barca, dove loro solo prede e sono braccati da un esercito intero. Durante questa fuga, il motore della barca cede e quindi Sam si appresterà a riparare quest’ultimo delegando la copertura a noi. Come è possibile già immaginare, il tutto non andrà proprio bene, infatti dopo aver riparato il motore della nostra barca, mentre ci stiamo dirigendo alle coste dell’isola, una grossa nave ci urterà e ci farà finire in mare, così facendo ci dividerà da Sam. La scena si interrompe, e ci porta all’infanzia di Nathan, dove quest’ultimo era rinchiuso nell’orfanotrofio di Saint. Francis. La scena inizia con una ramanzina da parte della Suora, nel quale scopriremo che abbiamo fatto a pugni con un ragazzino, e secondo la Suora il caro Nate sta prendendo la stessa strada sbagliata del fratello. Dopo una breve fuga in maniera stealth all’interno del Saint. Francis, ci ricongiungeremo con Samuel, il quale ci dirà che ha una sorpresa da mostarci, e quindi, per raggiungerla dovremo scalare e saltare da un palazzo all’altro. Raggiunta la moto di Sam, scopriremo che lui dovrà partire e quindi ci abbandonerà nuovamente all’orfanotrofio lasciandoci soli, e proprio in questa scena si può capire il legame che c’è tra i due fratelli, visto che quello più grande per farsi perdonare “comprerà” il fratello minore dicendogli che ha ritrovato gli oggetti che appartenevano alla loro madre. Dopo la scena dell’infanzia, verremo portati diversi anni dopo, prima di Uncharted: Drake’s Fortune, quando Nathan collaborava ancora con Sam, il quale li condurrà a trovare la Croce di San Disma e poi a una conseguente fuga dal carcere insieme a un nuovo personaggio chiamato Rafe. Durante la fuga purtroppo, il caro Sam verrà ferito, e creduto morto, Nate e Rafe scappano insieme alla croce. Le scene del passato si fermano momentaneamente proprio qua, e infatti verremo riportati al presente, dove Nathan Drake sta conducendo una normale vita, lavorando per una ditta di recupero oggetti in mare. Dopo la scena di lavoro del nostro protagonista, torneremo a casa, dove ci aspetterà Elena, nel quale, durante un dialogo su chi deve lavare prima i piatti, avremo la possibilità di giocare a un livello di Crash Bandicoot. Il giorno dopo, sempre a lavoro, durante l’orario di chiusura si sentirà bussare la porta, un po’ infastidito, Nate apre la porta per poi scoprire che il suo fratello Sam è ancora vivo. I due si siedono all’esterno, e Nathan gli racconterà tutte le sue avventure. Di sicuro è un ricongiungimento molto favorevole, ma purtroppo i problemi non finiscono, infatti Sam è libero grazie all’aiuto di uno dei boss più forti Victo Alcazar, il peggior spacciatore di droga. Per poter saldare tale debito, dovrà trovare il tesoro di Avery, il quale già in passato i due fratelli avevano tentato di trovare. Mentendo a Elena, i due partono in viaggio e da lì inizia una strepitosa avventura. La storia è sicuramente uno dei punti più forti del titolo, visto che cura ogni minimo dettagli, dal legame fraterno fino all’infanzia dei due personaggi principali, per poi non tralasciare neanche i Villain o personaggi che sono secondari ma comunque importanti. A condire il tutto in maniera maniacale c’è sicuramente una regia strepitosa.

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La superbia maniacale

Il gameplay è stato molto migliorato rispetto a quanto visto su Uncharted 3: L’inganno di Drake, visto che anche il feeling con le armi è tutt’altro che macchinoso, ma rispecchia a pieno la realtà, con movimenti molto naturali e fluidi e piacevoli soprattuto alla vista. Una delle cose più apprezzate di questo quarto capitolo, sono sicuramente le zone in cui è possibile usufruire dei veicoli, guidandoli come si vuole e usufruendo allo stesso tempo dell’ambiente. Rispetto ai capitoli precedenti, questa volta è possibile interagire con moltissime cose dell’ambiente, partendo da strutture pericolanti, con la possibilità di distruggerle con il verricello dell’auto, fino ad arrivare a miseri massi spostabili perfino con un urto. Tra le tante cose che c’hanno lasciato a bocca aperta, sono quasi sicuramente le scene dove durante un viaggio in macchina mentre si interrompe un dialogo, quest’ultimo verrà ripreso non appena saremo in prossimità dei personaggi riprendendo il discorso con una frase di circostanza del tipo “Ah vero, dicevo..”. Gli effetti particellari e la grafica fanno un lavoro magistrale, qualcosa di mai visto in una console, e che abbatte tutte le pareti imposte da altre produzioni imponenti, spiccando così nella vetta come Re della Collina. Durante il viaggio non mancherà occasione di ammirare degli scorci meravigliosi, partendo dalla costa amalfitana fino ad arrivare nelle zone di Libertalia. A condire il tutto per bene c’è un ottimo doppiaggio italiano, che da sempre accompagna la saga fin dal suo debutto, con doppiatori che fanno un lavoro magistrale e che va premiato, anche se ad accompagnare il tutto c’è un ottima colonna sonora curata da Henry Jackman, nel quale ha composto certe tracce che colpiscono nel profondo dell’animo umano. Se proprio dobbiamo essere sinceri, l’esperienza giocatore singolo di Uncharted 4: Fine di un Ladro è qualcosa che difficilmente si riesce a dimenticare, che con tutto quel cumulo di perfezione scava nel profondo e lascia il segno permanente.

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Vecchia formula ma nuova sostanza

Anche in questo capitolo è tornata la modalità multigiocatore, che si presenta inizialmente con un mega tutorial che spiega tutte le novità introdotte in quest’ultimo. In sostanza il multigiocatore è una versione del terzo capitolo con il motore del quarto, con le aggiunte di quest’ultimo e con altre feature abbastanza interessanti. Tra le tante Feature interessanti sicuramente c’è la possibilità che durante una partita è possibile acquistare alcuni bonus, che vanno da un RPG-7 fino a un Totem che fa stragi di giocatori online. Le modalità disponibili sono le classiche, Deathmatch a Squadre, Deathmatch, Conquista e Deathmatch Classificato. Il problema maggiore del Multigiocatore è sicuramente la presenza di armi non troppo equilibrate, come ad esempio la pistola a tre colpi che fa più danno di un fucile a pompa. Nonostante qualche sbavatura, il multiplayer è sicuramente un contorno che non dispiace, che anzi, riesce a tenere incollato il giocatore e farlo divertire per diverse ore.

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Commento Finale

Per concludere, possiamo dire che Uncharted 4: Fine di un Ladro è l’apice della saga, niente di più magnifico poteva chiudere una saga del genere e sicuramente siamo ben felici di poterlo dire. Sicuramente il tìtolo è indirizzato principalmente a chi ha giocato i capitoli precedenti, visto la presenza di diversi rimandi ai capitoli precedenti, ma che comunque può essere giocato anche da chi non ha affrontato le avventure precedenti, perdendo però gran parte di quell’emozione che trasmette il quarto e ultimo capitolo della saga. E’ inutile dirlo, ma lo diciamo, per noi è un titolo promosso a pieni voti, seppure ha un multiplayer che ancora è da vedere, ma siamo ben fiduciosi nel lavoro di Naughty Dog.

Uncharted 4: Fine di un Ladro

Uncharted 4: Fine di un Ladro
9.8

Voto

9.8 /10

Pros

  • Storia incredibilmente curata
  • Effetti visivi epici
  • Ottima Soundtrack
  • Multiplayer divertente ma..

Cons

  • da equilibrare meglio
  • Nessuna modalità originale nel Multiplayer
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