Overwatch – Recensione

Dopo tanta attesa è finalmente giunto a noi Overwatch, nuova fatica di Blizzard con uno sguardo sia ai MOBA che agli sparatutto, con un mix di meccaniche interessanti tra questi due generi così diversi tra loro, ma mai così uniti e sinergici per generare un prodotto di grande qualità. Andiamo ora nel dettaglio

https://youtu.be/RJxpa6H1050

Come giochiamo oggi?

All’avvio ci viene chiesto se prendere parte al tutorial, in cui verranno elencate una ad una tutte le meccaniche del gioco, andando ad elencare pure le caratteristiche basilari di uno sparatutto, come il direziona mento del mirino mediante la telecamera ecc, andando a sfociare nell’esagerazione dato che ormai tutti conoscono il loro funzionamento, ma è in classico stile Blizzard fornire un tutorial più completo possibile ad ogni loro titolo.
Successivamente avremo la possibilità di buttarci nell’online competitivo a squadre oppure d’allenarci contro BOT, oltre alla presenza della “rissa”, visto i numerosi feedback positivi ricevuto per Hearthstone riguardo a questa modalità, dove una volta a settimana le regole verranno variate per regalare un qualcosa di nuovo ed interessante per staccare dalla “solita routine”; ovviamente in qualsiasi di queste modalità gli eroi sono in comune, a meno di eventuali limitazioni in quest’ultima, mentre gli obiettivi della partita possono variare.
Parlando di queste possiamo sottolineare una discreta varietà con un attacco e difesa, dove ad ogni partita saremo o nella squadra attaccante, in cui lo scopo sarà di conquistare un’area specifica o proteggere un carro sino alla sua destinazione, oppure tra i difensori, come suggerisce il nome dovremo difendere le nostre zone fino allo scadere del tempo; una modalità dominio, in cui dovremo controllare una zona in comune per totalizzare il maggior numero di punti; queste modalità variano a seconda della mappa in cui saremo, ognuna infatti ha un proprio stile ed uno scopo di vittoria.

 

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Select your champion!

Ecco la caratteristica che più avvicina il titolo al mondo ormai famosissimo dei MOBA: la presenza di “eroi”. L’impronta maggiore che lo differenzia da un classico FPS è proprio questo, mentre normalmente ogni personaggio dovrebbe essere equivalente all’altro con al massimo una personalizzazione grafica differente, quì ogni singolo eroe avrà un ruolo fondamentale e ben definito all’interno del team; questo è reso possibile dalla presenza di classi ben definite: Attacco, classe dedicata ad attaccare il nemico e le aree da conquistare essendo contraddistinta da personaggi agili e veloci, Difesa, rappresentata per lo più da tiratori in grado di difendere agilmente gli obiettivi chiave, Tank, resistenti più di ogni altro sul campo di battaglia in grado di sopportare ingenti danni ed infine Supporto, per supportare al meglio i propri compagni in combattimento; una cosa interessante aggiuntiva è data dalla possibilità di cambiare personaggio in qualsiasi momento per adattarsi all’andamento della partita.
Al momento il roster conta 21 personaggi suddivisi quasi equamente tra le quattro classi presenti, ovviamente la speranza è sempre quella di avere un quantitativo sempre maggiore di eroi nel corso del tempo, anche se al momento non ci sono rumor in merito ad ulteriori personaggi in rampa di lancio. Ultimo dettaglio da aggiungere su di loro è la presenza di stelle difficoltà, chiarendo all’utente la difficoltà d’utilizzo del personaggio, ovviamente più esso sarà fragile e limitato a meccaniche specifiche, come per esempio degli assassini maestre nella toccata e fuga, più il suo numero di stelle sarà maggiore.
Dopo ogni aumento di livello sbloccheremo uno scrigno particolare da poter aprire attraverso il menù principale, dentro esso troveremo degli spray, delle emote ed addirittura le skin dei personaggi, tutti suddivisi in base alla loro rarità con comune, rare e epiche; questo funge solo da mero accompagnamento estetico, ma come insegna anche League of Legends, la personalizzazione del personaggio è un fattore che da solo porta longevità e smuove il mercato.

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Non solo un FPS

Passiamo al punto focale di questo titolo, ossia il gameplay; siamo di fronte ad una struttura solida che sicuramente può definirsi sotto lo pseudonimo di FPS molto simile a quanto visto per esempio in titoli come Team Fortress 2, ma è solo questo? La risposta è no. Overwatch non è relegabile solamente a quella categoria, certamente ne prende le caratteristiche ed immersività a piene mani, come per esempio la struttura delle mappe, ma sostituisce alcune meccaniche chiave con l’implementazione di skill dei personaggi ben distinte e la presenza di obiettivi da proteggere o conquistare.
Questo mix risulta essere vincente, poiché non limita il giocatore ad un solo stile di gioco, ma gli garantisce anzi una grande varietà d’azione portando sicuro divertimento; l’esempio di questo mix può essere capitanato dalla presenza della skill. Queste, diverse da ogni personaggio come descritto pocanzi, cambiano interamente la faccia del gioco, portando novità e freschezza e paragonandolo a tratti ad un MOBA, ma differenziandosi sostanzialmente da esso a livello di gioco. Innanzitutto abbiamo a disposizione: una Definitiva, ossia un’abilità che si ricaricherà durante la partita concedendoci un grande vantaggio sul campo di battaglia per un periodo limitato di tempo (come per esempio la mira assistita oppure il lancio di un esplosivo particolarmente potente), altre due skill utilizzabili con grilletti e dorsali, un arma primaria, a volta un arma secondaria specialmente nel caso dei Supporti ed una passiva, anche in questo caso la varietà è incredibile, passeremo infatti dalla possibilità di scalare velocemente pareti alla possibilità di poderosi salti e tanto altro ancora.
Altra peculiarità è la classica presenza di una barra della Vita, rigenerabile solamente con oggetti sparsi per l’arena, di Scudi auto rigeneranti e d’una armatura per poter incassare danni extra.

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Design strabiliante

Tecnicamente parlando il titolo presenta uno stile grafico fresco e piacevole, con personaggi ben definiti ed effetti luce curati. Anche le ambientazioni presentano un ottima caratterizzazione non risultando anonimi sempre diverse tra loro con colori veramente fantastici, ottenendo dinnanzi a noi un effetto eccezionale, forse con la migliore qualità vista negli sparatutto degli ultimi anni.

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Commenti finali

Siamo piacevolmente sorpresi da Overwatch, un titolo capace di fondere più caratteristiche di giochi dal genere differente, cercando di creare un unione solida e divertente capace di ritagliarsi uno spazio in questo mercato competitivo, passando dalle parole di titolo eccezionale ai fatti con una qualità in tutto e per tutto realmente notevole. Siamo sicuri che Blizzard punterà fortissimo con il titolo, sia per contenuti futuri, sia soprattutto per quanto concerne l’ambito competitivo, dato che è fortemente impostato per rendere al meglio in team ben affiatati con una grande tattica di fondo per ogni partita, per cui non possiamo far altro che promuoverlo a pieni voti.

Avatar

Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po’ di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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