Son passati ormai diversi anni, tra rinvi e informazioni, Keiji Inafune ha finalmente rilasciato il suo Mighty No. 9, erede spirituale del famosissimo Megaman, il quale ci ha accompagnato personalmente fin dall’infanzia dal NES. Il titolo è partito con una campagna crowfunding, e probabilmente è stata proprio questa la cosa a fare imbestialire a tutti i videogiocatori che attendevano il gioco, visto che i rinvi sono stati fin troppo frequenti, senza contare le promesse non mantenute. Nonostante tutto, il titolo è finalmente qui, dopo un parto durato circa tre anni, finalmente possiamo giocare e parlare di un prodotto finito, che dovrebbe dare una lampa di lancio per una nuova saga.

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Il gioco ci porta negli Stati Uniti, dove un terribile virus sta infettando tutti i Robot rendendoli improvvisamente aggressivi e ostili. La causa del virus è sconosciuta, ma l’unica cosa certa è che i Robot Mighty, squadrone e classe che ne fa parte pure il protagonista, saranno i boss di ogni fine stage del gioco. Il gioco parte con una componenente narrativa molto semplice, che fa quasi da contorno per l’impasto rimanente. La cosa divertente del titolo, è sicuramente la possibilità di poter affrontare come si vuole gli stage, ovvero, si può scegliere benissimo da quale livello iniziare in una determinata area, senza dover per forza completarne uno anziché un altro, lasciando ampia libertà al videogiocatore, anche se una scelta con cura non guasta mai, dato che vi sono presenti livelli di una difficoltà maggiore rispetto ad altri, che magari per le prime fasi possono risultare un po’ ardui. Caricandosi di un gran onere, Mighty No. 9 non delude in difficoltà, infatti quest’ultima è molto possente, e non è cosa rara morire spesso in una determinata fase tentando e ritentando continuamente fino al compimento di quest’ultimo ostacolo. Partiamo dal presupposto che Mighty No. 9 ricalca benissimo l’onda di quel che fu il caro ricordo di MegaMan, il gameplay ricorda fedelmente il nostro amato robot blu. Il sistema dei checkpoint è molto punitivo, un po’ come lo era ai tempi, visto che se finiamo tutte le vite, non ripartiremo più dal checkpoint, ma bensì saremo costretti obbligatoriamente dal gioco a ripartire dall’inizio del livello, ripercorrendo tutto lo stage da capo.

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Il nostro eroe può essere potenziato attraverso dei Power Up, sparsi per la mappa o spawnati in determinati punti ben prestabiliti dal gioco, donandoci qualche extra nelle abilità, ma in ogni caso il nostro eroe resterà mortale ai colpi nemici, difficilmente sono presenti power up che ci aiutano a essere onniscenti nelle battaglie. La struttura che muove Mighty No. 9 è abbastanza solida, fluida e divertente, ma il tutto è penalizzato da un level design troppo standard e comune, con poca voglia di inventiva da parte del level designer, dato che i livelli non richiamano niente, ma sembrano essere fin troppo semplici e classici. Se prima abbiamo parlato dei power up classici, questa volta siamo qui a discutere di quelli che si possono acquisire dai nemici. Dato che il gioco ci permette di acquisire diversi tipi di potenziamenti, partendo da armi da fuoco semplici fino ad arrivare a devastanti armamenti. L’assorbimento di ogni singolo potere avviene attraverso lo scatto che può effettuare il protagonista, il quale non serve solo a questo scopo, ma, ci sarà utile durante il corso del gioco visto che ci permetterà di oltrepassare diversi ostacoli. Il principale errore di Mighty No. 9 è quello di essersi prefissato di essere un seguito spirituale del tanto amato MegaMan, visto che al livello qualitativo non siamo ancora vicini a quel che fu il Keiji Inafune dei tempi.

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Il comparto grafico del gioco lascia un po’ a desiderare, certe volte, quando la telecamera si accinge ad avvicinarsi, si riesce a notare quanto sia stata fatta una cura alquanto marginale e priva di inventiva all’interno delle Texture, ma anche nei modelli dei personaggi, che purtroppo anch’essi seppure molto originali lasciano a desiderare al livello qualitativo, per lo meno per una console come PlayStation 4, con un potenziale enorme. Fortunatamente tra le tante gioie vi è anche il comparto audio, che in questo capitolo propone delle Ost abbastanza dinamiche e piacevoli, degne di un titolo del genere, soddisfacendo quasi pienamente i gusti di qualunque videogiocatore. Altro fattore da non sottovalutare, è sicuramente la qualità degli effetti sonori, che personalmente c’ha lasciato piuttosto soddisfatti.

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Siamo in conclusione, ma ci teniamo a dire che il progetto di Keiji Inafune non è da considerare un fallimento, ma bensì una rampa di lancio per una serie futura, visto che anche lui ha detto di essere motivato dai voti a fare di più, inoltre sta già pensando a un secondo capitolo di Mighty No. 9. In conclusione possiamo dire che il prodotto non è da bocciare, ma neanche da premiare, i ritardi non hanno portato il capolavoro che speravamo, ma tutto sommato c’hanno fatto avere un titolo che dalla sua ha una buona longevità e che riesce a divertire, donando un sprizzo di quell’epoca ormai remota, che solo noi videogiocatori più anzianotti ricordiamo con piacere e tanta nostalgia. In ogni caso, il titolo è consigliato a chiunque voglia distaccarsi dai soliti titoli classici, e vuole tornare un po’ indietro e ripercorrere una via moltro più retro, o semplicemente, se si è più giovani, assaggiare quel che fu l’epoca di MegaMan.

Mighty No. 9

Mighty No. 9
7.5

Voto

7.5 /10

Pros

  • Divertente e fluido
  • Difficoltà elevata
  • Molto vecchio stampo

Cons

  • Grafica che non eccelle
  • Level Design molto scarso
  • Poca inventiva dagli sviluppatori
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