Dopo poco più di un anno dal suo debutto su Xbox One, approda anche su PlayStation 4 e PC l’ultima fatica del team italiano di Storm in a Teacup, il loro N.E.R.O.: Nothing Ever Remains Obscure, titolo molto particolare che sin da subito ha attirato la mia attenzione nell’intento di capire il suo genere e stile, ora lo so e sono qui per provare a spiegarvelo.

Una storia travolgente

È un titolo molto semplice nelle sue meccaniche, ma allo stesso tempo molto particolare, alla fine si tratta d’un avventura ricca di puzzle ed enigmi, molto semplici e difficilmente impegnativi, in cui ci viene narrata una storia, tramite cut-scene e soprattutto mediante una serie infinita di scritte “volanti” nello stage, dove il modo migliore per noi di comprendere al meglio tutte le sfumature della storia è quello di esplorare bene l’ambientazione e completare tutti gli enigmi che ci verranno posti davanti.

In questa atmosfera molto dark viviamo la straziante vicenda di una famiglia, composta dalla moglie/madre Silvia, il figlio David (personaggio che impersoneremo nel corso dell’avventura) e il padre/marito Nero; partendo con un introduzione quasi fiabesca in cui si parla di questa misteriosa baia dentro la quale ci siamo inoltrati, tra statue divine e percorsi bloccati, fino ad arrivare al succo del discorso sin dal secondo capitolo dove capiremo realmente quello che gli sviluppatori vogliono dirci ed insegnarci, come loro vogliono farci emozionare ed in cui vanno a colpire con una “cattiveria” totalmente realistica e plausibile le nostre sensazioni. Perché di questo si parla alla fine dei conti, un titolo che vuole stuzzicare e colpire duramente ogni nostra possibile sensazione, dal dubbio sul non capire cosa stia esattamente succedendo, alla tristezza e compassione una volta capito veramente di cosa N.E.R.O. tratta realmente, per questo motivo non lo definirei nemmeno un gioco vero e proprio, ma bensì una storia dove il doverla vivere in maniera digitale funge da scusa per utilizzare un controller e giocare; anche perché le meccaniche di gioco solo molto semplici ed alcuni potrebbero azzardare, in maniera del tutto erronea, di definirle banali: con il tasto R1 correriamo, con L1 guidiamo il nostro alleato, con X interagiamo con l’ambiente, con L2 carichiamo il colpo magico per poi spararlo con R2 ed infine con la levetta analogica ci muoviamo; fine, non c’è altro in questa avventura in prima persona dove il nostro HUD è rappresentato da un misero cerchietto che funge da mirino per le magie.

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Un design particolare

L’aspetto grafico del titolo lo si può definire molto particolare, da un lato possiamo sicuramente notare dettagli non troppo curati o ben realizzati, con forse un motore Unity non spinto al massimo per quanto concerne la realizzazione delle texture e la qualità dell’ambientazione in generale, questo probabilmente a causa di un atmosfera molto oscura e tetra in cui l’illuminazione sporadica non riesce a strapparci quella sensazione di “Wow” che bramiamo; però allo stesso tempo vedere un qualcosa di diverso dal solito, ispirato e ricco di poesia intriga il nostro sguardo e stimola la nostra mente a rimanere lì ad osservare, anche se non abbiamo davanti agli occhi magari i colori più vivi visti in vita nostra, ma la loro particolarità riesce a colpirci e questo è un pregio enorme, per questo posso definire il design di questa piccola perla semplicemente spettacolare, perché nonostante le sue tinte profondamente dark, riesce a portare alla luce qualcosa di misterioso e grandioso tanto da rimanere impresso.

Ad aiutare tutto questo ci si mette anche il sonoro, veramente eccezionale ed ispirato con tracce mai fuori tema e sempre in grado di far scorrere le emozioni che proviamo come un fiume in piena dopo la lettura di un testo particolarmente forte a livello emotivo, riesce a trasportarci nel vivere questa storia senza la minima incertezza, seppure non abbia dalla sua particolari effetti sonori o qualcosa di identificativo, ma nella sua semplicità è speciale, da ascoltare più volte senza sosta.

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Niente rimane oscuro per sempre

N.E.R.O.: Nothing Ever Remains Obscure è a tutti gli effetti una perla del mondo videoludico, uno di quei titoli indie che spesso non ricevono il giusto merito o pubblicità solo perché non sono realizzati da grandi software house con nomi illustri alle spalle, è un viaggio, un avventura, una storia che riesce ad emozionare colpendo dritto nel cuore con un argomento tanto struggente quanto reale e plausibile; è questo che lo rende così crudele e forte, ma come dice il titolo stesso e come scopriremo strada facendo: non c’è sempre la notte, ma la luce del giorno arriverà rasserenandoci e facendoci trovare la forza di andare avanti qualsiasi cosa ci possa accadere. Questo è l’insegnamento neanche tanto velato presente, è a tutti gli effetti un insegnamento di vita che ogni persona dovrebbe seguire.

Per poter provare queste sensazione possiamo passare oltre ad una realizzazione tecnica, per il comparto grafico, non sempre all’altezza ed a una bassa longevità, si parla di circa quattro o sei ore di gioco, ma ritengo che se fosse durato di più avrebbe rovinato quell’atmosfera speciale che con tanta fatica gli sviluppatori sono riusciti a creare; quindi per concludere consiglio assolutamente il gioco a chi piace riflettere e farsi colpire al cuore dalle storie, oltre agli amanti dei puzzle game anche se qui si troverà ben poca difficoltà a procedere, una vera perla da scoprire ed apprezzare, la riprova che noi italiani se ci mettiamo possiamo regalare al mondo una piccola poesia videoludica.

N.E.R.O.: Nothing Ever Remains Obscure

N.E.R.O.: Nothing Ever Remains Obscure
8

Voto

8.0 /10

Pros

  • Una storia struggente e ben raccontata
  • Tante emozioni fino alla fine
  • Un design particolare
  • Colonna sonora stupenda
  • Una perla da provare assolutamente

Cons

  • Dura poco, anche se è comprensibile
  • Troppo semplice
  • Graficamente non sempre all’altezza
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