Non è sempre facile parlare di titoli che racchiudono un certo quantitativo di emozioni, che riescono a trasmettere e far provare sulla propria pelle un esperienza particolare, che porta quasi a essere in prima persona partecipi a questa storia, mettendoci nelle mani i fili del destino delle persone coinvolte in questo videogioco. A questa descrizione risponde perfettamente Zero Time Dilemma, terzo capitolo della saga Zero Escape, il quale finalmente, dopo una lunga attesa arriva con un uscita quasi globale. Non nascondiamo che tutt’ora l’esperienza di Zero Time Dilemma si ripercuote nella nostra testa, facendoci ancora riflettere sulle scelte intraprese lungo il corso temporale della storia, e sicuramente questo è uno dei motivi per cui Zero Time Dilemma resterà un gioco che difficilmente riusciremo a dimenticare, grazie a una componente narrativa di uno spessore qualitativo alto. Con il mano il nostro Nintendo 3DS, abbiamo analizzato per voi quest’ultimo capitolo conclusivo della serie Zero Escape.

E’ tempo di giocare con la vita altrui

Il progetto di Kotaro Uchikoshi inizia con delle buone premesse, inoltre, senza dover trascorrere molte ore di gioco, riesce quasi subito a rendere il videogiocatore responsabile di questa storia, costringendolo a prendere delle decisioni quasi sempre mortali e incisive sul lato narrativo, caricando chi gioca di una responsabilità molto pressante. In molti c’hanno provato, ma solo la serie Zero Escape sa come sorprendere lungo il suo percorso, e fortunatamente, anche con Zero Time Dilemma non mancano i cosiddetti Plot Twist. La storia ci introduce i nostri protagonisti, che all’avvio del gioco si ritroveranno in una base in Nevada, visto che quest’ultimi avevano deciso di prendere parte a una simulazione sperimentale per una missione diretta verso il pianeta Marte. Tra i nostri personaggi oltre ai volti già conosciuti, sono presenti alcune new entry, che giocheranno un ruolo importantissimo nella serie. Un elemento molto particolare di questo capitolo della saga, è la presenza di personaggi che non appartengono alla linea temporale nel quale si trovano, infatti, senza anticipare nulla, quasi a inizio gioco capiremo dal modo di parlare che alcuni dei personaggi non appartengono alla nostra epoca ma bensì al futuro.

new-noscale Il gioco introduce un sistema chiamato Decision Game, ed è proprio quest’ultimo a mettere in seria difficoltà chi gioca, dato che se lungo un dialogo eravamo ben propensi a una decisione, quando quest’ultimo starà per concludersi arriverà quasi sicuramente un elemento che farà dubitare della nostra scelta, mettendoci così nuovamente in difficoltà, quindi la scelta da prendere diventerà fulcro di strazio per chi gioca. Possiamo affermare che ogni scelta che saremo costretti a fare, qualunque essa sia, rivelerà sempre qualcosa, che sia un plot twist allucinante o una spiegazione di un dubbio rimasto represso per troppo tempo. La storia è strutturata a segmenti, divisi per Team, il primo capitanato da Carlos, il secondo dal nuovo personaggio chiamato Q e mentre l’ultimo da Diana. Apparentemente la storia sembra molto confusionaria, dato che i segmenti spesso sembrano non avere un filo logico o meglio, sembrano non seguire la stessa via, ma fortunatamente è solo un apparenza iniziale, dato che percorrendo i segmenti di ogni team, la storia con il suo proseguimento riuscirà a trovare una via di sbocco e una spiegazione per tutti i dubbi.

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Narrazione impeccabile!

E’ innegabile, il titolo propone una trama molto matura, curata e perfezionata in ogni sua sfumatura, e che solo dalla sua introduzione riesce a stimolare il giocatore ad andare avanti, rendendo quasi impossibile scollarsi dalla console, anche solo per una pausa. L’idea di inserire un True Ending attivabile solamente dopo la visione di tutti i finali è sicuramente un colpo di genio, costringendo ai giocatori più curiosi di esplorare ogni minimo meandro narrativo e imboccare tutti i percorsi che quest’ultimo propone fino al raggiungimento dell’agognato obiettivo. Fortunatamente, in soccorso arriva una schermata molto ben delineata, che mostra quali percorsi abbiamo imboccato e dove possiamo imboccarne altri, in modo che chi gioca non rischia di rimanere disorientato dalla vastità di segmenti che sono presenti nei tre scenari di gioco. Sicuramente c’è da lodare gli enigmi di questo capitolo, visto che molte volte c’è capitato di peredere molto tempo su quest’ultimi, dato che alcuni sono molto ma molto anonimi, che richiedono l’ingegno e la creatività mentale per raggiungerne la soluzione. Noi vi consigliamo di vivere questa esperienza senza cercare le soluzioni su internet, dato che il compimento di un determinato enigma con le proprie forze, riesce a conferire una soddisfazione immensa e indescrivibile. Vogliamo sottolineare che è possibile intraprendere i segmenti in base alle nostre preferenze, quindi, è possibile iniziare con un Team e continuare con un altro, e mescolare la storia a proprio piacimento, anche se questo causa una confusione non indifferente, data la natura molto complessa della narrazione di Zero Escape.

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Conclusione

Per concludere possiamo dire che Zero Time Dilemma è riuscito a ingranare l’ultima marcia che serviva per raggiungere quell’agognata epica fine che meritava. La narrazione è sublime, niente di così curato e complesso è stato mai così perfetto, in un miscuglio intrigante e mai noioso. Il gioco si mantiene in ritmi molto stabili, difficilmente riesce ad annoiare chi sta giocando. Sicuramente il lato tecnico non è dei migliori, data la grafica poco curata, e dei modelli poligonali che stonano il più delle volte con gli scenari di gioco, complice l’assenza di un sistema di luci e ombre. Nonostante qualche piccola sbavatura tecnica, è difficile non promuovere un capolavoro del genere, e purtroppo passerà molto tempo prima di poterne gustare un altro all’altezza di Zero Time Dilemma.

Zero Escape: Zero Time Dilemma

Zero Escape: Zero Time Dilemma
9

Voto

9.0 /10

Pros

  • Narrazione sublime, perfetta in ogni singolo punto
  • Enigmi molto complicati, degni di un capitolo della saga
  • Personaggi caratterizzati nei minimi dettagli

Cons

  • Graficamente si poteva fare di più, specialmente per gli scenari
  • Inizialmente può risultare confusionario
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