Tanta carne al fuoco per il nuovo prodotto di Harebrained Schemes, il loro Necropolis: A Diabolical Dungeon Delve si pone verso l’utenza gridando ai quattro venti la sua estrema difficoltà e crudeltà, con meccaniche ispirate sia al Rogue Like che al Souls Like, cosa molto frequente nell’ultimo periodo, provando nel loro piccolo a creare un contenuto creativo ed originale, ci saranno riusciti?

Un mondo astratto

Parlare di trama per quanto riguarda questo titolo è un compito assai arduo, poiché una sottospecie di lore è presenta, ma non eccessivamente caratterizzata con solo delle scritte sparse per i dungeon passando quasi esageratamente in secondo piano rispetto all’azione, con l’unico risultato di essere un misero contorno; quello di cui possiamo parlare concretamente è la struttura del gioco, un dungeon crawler, come si può anche evincere dal titolo, fatto a livelli dove ogni volta che avanzeremo, o per meglio dire scenderemo mediante un ascensore, ci saranno nemici sempre più forti ad attenderci senza mai un vero e proprio boss, ma solamente un agglomerato più o meno numeroso di creaturine.
Sin dai primi istanti stona la tinta ironica dei dialoghi e delle descrizioni, quasi a tentare un approccio simpatico verso il videogiocatore, forse fatto per sviare dalla natura “crudele” del titolo; utilizzo le virgolette per un motivo ben preciso: è difficile, probabilmente lo si può definire crudele per il fatto della perma morte con l’obbligo di ricominciare sempre, ma non è propriamente così; questo a causa dell’assenza di boss in primis, permettendoci molto più facilmente di apprendere le abilità dei pochi nemici presenti e di sfruttarle a nostro vantaggio per evitare la morte, ma soprattutto perché la difficoltà deriva quasi solamente dall’equipaggiamento che troveremo o meno negli scrigni. Se saremo fortunati possiamo sin da subito ottenere armi ed armature di livello considerevole, con una facilità paragonabile ad una passeggiata per il completamento degli scenari, in alternativa sarà una vera faticaccia avanzare per la struttura molto arcade del gioco; la definisco tale poiché non è molto affine allo stile dei Souls, da cui prende solamente la mappatura dei comandi e poco altro, è maggiormente affine ai dungeon crawler, con stage che vengono generati randomicamente tra un campionario ben definito, scegliendo ogni volta in maniera differente la posizione e numero di nemici, oltre ovviamente alla sua struttura stessa.
Ora bisogna entrare maggiormente nel dettaglio per quanto riguarda la perma morte, ogni volta che periremo durante un’avventura dovremo ricominciare dall’inizio, ma non sarà stato tutto vano, infatti tutti i tomi sbloccati con le gemme rimarranno disponibili e potremo utilizzarli per avvantaggiarci nella run successiva; sicuramente può essere un meccanismo frustrante nei videogiocatori non inclini alla calma, anche perché molte spesso moriremo a causa di bug del gioco o per situazioni fin troppo esagerate, ma con la giusta tranquillità può essere portato a termine molto più facilmente di quanto si pensi.

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Un gameplay già visto prima

Il comparto di gioco richiama moltissimo lo stile di Dark Souls con alcune differenze sostanziali rappresentate soprattutto da un motore fisico meno pretenzioso, con un drastico calo della sensazione del peso dei colpi scagliati; altra differenza consiste nell’assenza della rotolata, sostituita con una schivata molto più paragonabile ad un Hack and Slash con l’intento di rendere l’azione più frenetica. L’ultima peculiarità sono gli attacchi speciali, caricando l’attacco rapido o pesante otterremo un bagliore attorno all’arma che scaturisce in una combo quasi infermabile, solo contro di un nemico munito di scudo in guardia possiamo venir interrotti, concludendo con un attacco ad area. Come si può intuire questo stimola la tattica della toccata e fuga per poi radurare i nemici ed eliminarli tutti insieme in un colpo solo, l’unico malus di questo, oltre anche al solo attaccare molto spesso, è il consumo della stamina, ripristinabile solamente consumando cibo oppure una qualche pozione speciale; la si può definire una meccanica interessante, creata soprattutto per evitare lo spam insensato di attacchi caricati che altrimenti avrebbero totalmente distrutto lo spirito del gioco, anche se già è abbondantemente intaccato dalla scarsa IA dei nemici. In merito gli sviluppatori hanno notato il problema tramite i feedback della community e si stanno muovendo per risolverlo, però è veramente triste constatare una effimera coordinazione dei nemici, portandosi solamente ad accalcarsi su di noi con la speranza di abbatterci e ci basta saltare su una roccia abbastanza sopraelevata per essere salvi, non credo sia da spiegare nel dettaglio come superare facilmente i livelli dato che avrete sicuramente intuito una delle tattiche più infime permesse.
La rigenerazione avviene attraverso oggetti consumabili craftabili dal menù accanto all’inventario oppure semplicemente acquistabili o droppabili in giro per la mappa tra nemici e scrigni vari, l’idea di per se è ottima, però la grande facilità di crafting può portare ad un accumulo insano di risorse per i giocatori particolarmente capaci, con la conseguente vita rigenerabile a proprio piacimento.
Ultimo aspetto da analizzare è quello che contraddistingue il genere RPG, ossia la caratterizzazione del personaggio; non c’è un livello, possiamo potenziare le statistiche solamente con un offerta agli dei consumando la moneta di gioco, il resto è focalizzato solo nell’armamentario e armatura, con un assenza di valori visibili ed una suddivisione in Tier o Gradi, più il numero è maggiore, più danno faremo con l’arma, tutto molto semplice, anche troppo.

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In compagnia è meglio!

Uno dei fattori sulla quale il titolo spinge maggiormente è il multiplayer cooperativo fino a 4 persone contemporaneamente grazie alla creazione di un party prima di entrare nella sessione di gioco, con un ottima realizzazione d’insieme, anche se è strettamente relegata a chi ha già amici con cui giocarci, tralasciando abbondantemente una qualsiasi sorta di matchmaking per agevolare chi non ha questa fortuna. Tuttavia anche qui possiamo sottolineare dei problemi riconducibili all’eccessiva facilità che la cooperazione porta, non un difetto grave del gioco dato che in tutti quelli del genere è praticamente così, però qualche differenziazione in più per portare un livello di difficoltà maggior non avrebbe guastato.

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Design particolare, ma troppo ripetitivo

Sin dai primi screenshot sono stato molto incuriosito da questo design, molto particolare e costellato da figure geometriche e modelli “spigolosi”, con un atmosfera con vaste tinte dark fantasy ed una scelta della paletta dei colori tendente allo sbiadito. C’erano le potenzialità per essere un qualcosa di speciale, se così si può dire, trovarsi davanti questo, ma la sua eccessiva ripetitività senza mai una vera e propria sferzata, sia per colori che per struttura delle aree, rende impossibile farla rimanere impressa nella nostra mente, anzi spesso ci sentiremo pervadere da una forte sensazione di noia e di già visto, minando anche il gusto dell’esplorazione dato che è tutto uguale e non è possibile orientarsi per un’esplorazione approfondita; certamente questo fattore è puramente soggettivo, molte persone potrebbero anche non farci propriamente caso a questo “problema”, ma i puristi sicuramente si.
Per il comparto audio non c’è molto da dire, non ho trovato molte tracce ispirate e la mancanza di boss rende inutile la presenza di brani tendenti all’epico per generare adrenalina nel videogiocatore, un po’ come accade nella serie Dark Souls per esempio, dove l’audio prova a trasmettere delle emozioni.

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In conclusione

Alla fine dei conti NECROPOLIS: A Diabolical Dungeon Delve si presenta al pubblico come un discreto titolo, che non va preso eccessivamente alla lettera quando si parla di difficoltà visto i problemi che lo affliggono e sicuramente non brilla tecnicamente, tuttavia per gli amanti del genere può essere un passatempo interessante nonostante la sua scarsa longevità, per provare qualcosa di lievemente diverso dal solito; specialmente se giocato in compagnia può garantire ore di divertimento senza particolari problemi, per cui posso consigliarne l’acquisto, anche se ovviamente era possibile fare molto di più sotto tanti punti di vista.

NECROPOLIS: A Diabolica Dungeon Delve

NECROPOLIS: A Diabolica Dungeon Delve
6.5

Voto

6.5 /10

Pros

  • Buona idea
  • Design intrigante…
  • C’è la coop

Cons

  • …ma tutto uguale
  • Colori alla lunga blandi
  • IA deficitaria
  • Longevità non eccelsa
  • Gameplay un po’ troppo meccanico
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