Grazie a Kickstarter il progetto ha potuto prendere vita ed inizia l’avventura di We Happy Few, titolo dei ragazzi di Compulsion Games ancora in fase di sviluppo, uscito momentaneamente sotto forma di accesso anticipato con la possibilità di feedback per migliorarlo in corso d’opera durante questa delicata fase; la versione pervenutaci ci permette di provare il gioco (ed è possibile anche a voi testarlo al costo di 29.98$ su Steam, GOG e Xbox One) con circa il 50% di mappa procedurale disponibile e senza la trama di fondo, escludendo il prologo introduttivo al mondo di Happy. Sin dai primi istanti della sua presentazione all’E3 2016 c’è stata una grandissima curiosità che ha pervaso ogni spettatore ed una piccola parte può venire soddisfatta proprio ora. C’è il potenziale per qualcosa di notevole?

Il mondo di Happy

Sin dai primi istanti il mondo di gioco caratterizza il punto forte del titolo, con una suddivisone diametralmente opposta riguardo quello che ci troviamo di fronte: da un lato la realtà, ricca di desolazione e popolata da un branco di persone ridotte sull’orlo della follia, dall’altro il mondo felice che la magica pillola ci mostra. A rendere così particolare tutto ciò è sicuramente l’atmosfera di follia che si respira ad ogni nostro passo, per quanto concerne il lato reale, osservando ogni singolo aspetto sentiamo sulla nostra pelle un aria tetra, disperazione, quasi menzogna, ricco di persone deliranti che non si rendono conto di cosa veramente ci sia attorno a loro; l’unione di questi fattori, compresi i singoli dialoghi che sono fortemente rappresentativi dell’aria che si respira, genera un ambiente particolare che sa a tratti di nuovo e soltanto il tempo può dirci se anche le fondamenta narrative ne saranno anche solo minimamente all’altezza, dato che come già accennato non possiamo in alcun modo immaginare quale sia il background narrativo, ma ci è concesso solo interagire con gli NPC presenti.
Quello che possiamo fare è esplorare l’area che abbiamo a disposizione, composta dalla nostra casa sicura, ossia un bunker sotterraneo nel quale veniamo rinchiusi dopo il prologo visto anche all’E3, dal territorio esterno costellato da case diroccate ed un sistema di isole collegate tra loro da ponti sorvegliati per tenere al di fuori le persone indesiderate, quelle che non riescono più a convivere completamente con la società fondata sulla Joy Pills; al momento non tutti gli edifici sono esplorabili, ma già dai presenti possiamo constatare una gran cura ed una buona varietà, l’unico “difetto” è il bloccarsi senza poter vedere di più, che sarebbe più un lato positivo in questo caso, ma la curiosità del gamer alle prese con un titolo fortemente interessante è sempre alta e si vuole avere sempre di più.

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Il Survival che non ti aspetti

Il genere Survival negli ultimi anni ha letteralmente spopolato in ambito video ludico, sempre di più sono i giochi che si sono spinti in questa ex-nuova frontiera nell’intento di proporre qualcosa di innovativo all’utente, ma come ogni cosa dopo centinaia di titoli uno simile all’altro si è arrivati in una situazione dove tutto sembra uguale ed il loro numero è drasticamente diminuito; anche per questo motivo sono rimasto molto sorpreso una volta preso in mano We Happy Few per quanto fosse fortemente legato allo stile Survival, ma per lo meno riesce a risolvere tanti piccoli fastidiosi problemi del genere sin dalle sue prime fasi. Per esempio la gestione del crafting è molto semplificata, non c’è bisogno di creare qualsiasi cosa, ma giusto gli strumenti fondamentali per la sopravvivenza come per esempio barre di ferro per scardinare le assi di legno poste all’ingresso delle case, forcine per scassinare armadietti alla ricerca di materiale raro e via discorrendo; con una classica gestione di sonno, sete e fame dove il trascurarne anche solo uno sarà seriamente deleterio, oltre a ciò anche l’ingurgitare cibo non propriamente sano può portare gravi ripercussioni, come malattie curabili mediante pillole specifiche da trattare nell’immediato, dato che possono alterare tutti gli stati presenti rendendo difficoltoso il proseguimento dell’avventura.
Il loot ovviamente è fondamentale, per rimediare risorse per il crafting e per il completamento delle quest principali; per sopravvivere dobbiamo letteralmente spolpare ogni singolo angolo alla ricerca dei materiali necessari spingendo ogni giocatore ad esplorare accuratamente l’area, potendosi obiettivamente godere appieno un ambientazione ispirata come discusso pocanzi.

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Una buona ottimizzazione

Voglio soffermarmi poco su questo fattore dato che stiamo parlando di un accesso anticipato e tante feature sicuramente non sono ancora presenti, ma già il poter reggere al massimo un titolo come questo nel 2016, dato che non dispongo di una macchina così performante con una GTX760 come GPU a guidare la baracca, è veramente notevole vedere una buona ottimizzazione tale da renderlo perfettamente godibile senza intoppi ed incertezze; oltretutto sia la nostra piccola mappa a disposizione, sia i modelli poligonali dei particolari abitanti sono eccelsi senza la minima presenza di aliasing, con uno stile grafico unico e piacevole allo sguardo, oltre a quella particolarità che contraddistingue ogni personaggio, qui abbiamo davanti un qualcosa di veramente unico ed interessante.
Anche il sonoro è ben caratterizzato, adoro fortemente il doppiaggio dei personaggi, con una qualità veramente notevole ed una recitazione che riesce a immergerci in questo controverso mondo, ricco di sfumature contraddittorie ed intriganti.

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Un significato particolare

A me piace soffermarmi, quando ne ho la possibilità, su quello che un videogioco vuole trasmettere e dubito fortemente questo sia uno stile particolare senza uno scopo ben preciso; il fatto dell’utilizzare una pillola, o droga se vogliamo essere più diretti, per essere felici e vedere un mondo che non è il veritiero dove veniamo aggrediti se non ci adeguiamo alla massa è molto similare alla società odierna, dove ci viene passato come tutto positivo, ma al contrario siamo dinnanzi ad un qualcosa che ancora neppure immaginiamo; in cui lo sfuggire alla realtà rappresenta la consuetudine senza la reale voglia di cambiare qualcosa. È uno dei motivi per cui sono stato catturato da questo titolo e per cui vorrò saperne sempre di più fino alla sua uscita definitiva, in cui potremo mettere le mani e vivere la storia che gli sviluppatori hanno soltanto in mente al momento; penso sia riduttivo giudicare un gioco che forse vuole trasmettere qualcosa senza prima aver analizzato completamente il messaggio, da un punto di vista puramente tecnico rappresenta un Survival Horror con ottime basi che può migliorare e speriamo non peggiorare, un atmosfera intrigante e che richiama molti film del passato che hanno segnato la storia del cinema.
In conclusione questa anteprima mi ha fatto venire ancora più voglia di vedere come tutto verrà sviluppato, lasciandomi tante note positive e veramente poche negative, se volete sostenere gli sviluppatori acquistatelo sin da ora (qui potete trovare la pagina del gioco su Steam), mentre se siete interessati soltanto all’arco narrativo vi consiglio di attendere il rilascio, ma al momento opportuno non lasciatevelo scappare!

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