Parliamoci chiaro, i porting per PC provenienti dalla PlayStation Vita hanno ormai preso una certa valenza in questo mondo videoludico. Stavolta ci passa per le mani un Dungeon Crawler, uscito poco tempo fa per PlayStation Vita, il suo nome è Ray Gigant, con elementi da gioco di ruolo giapponese e con tanta voglia di intrattenere, e divertire – se non fosse per quei bug insidiosi pre installazione, ma di questo ve ne parleremo nella recensione -. Per recensire questa produzione c’è servita tanta, ma tanta pazienza, visto che i nervi saltano come se nulla fosse, forse dovuta a questa dannata voglia di proporre un titolo arduo e ostico, come se già i problemi tecnici non fossero stati abbastanza prima di iniziare. Armati come detto prima, di una buona pazienza, abbiamo imbracciato – in maniera dolce – il nostro PC e ci siamo fiondati in questa tortuosa avventura sanguinolenta – per il giocatore -.

La storia di Ray Gigant è molto interessante, ma data la non-traduzione in lingua nostrana, per chi non mastica bene l’internazionale inglese ormai simbolo di questi titoli, si troverà veramente spaesato, perché in questo gioco una cosa che si noterà fin dall’inizio, è quella della presenza di “Wall of Text” che interrompono ogni scena di gioco, costringendo a seguire una narrazione che tenta di catturare il giocatore, e renderlo partecipe nella miglior maniera possibile. Di certo non viene in aiuto neanche il box dei dialoghi, molto microscopico e che costringe quasi a usare una lente d’ingrandimento per leggere cosa ci sta scritto. Pensiamo che l’inserimento di una narrazione particolare in questo genere di gioco è una sfida che si sono posti gli sviluppatori, sicuramente per dare una ventata d’aria fresca a questo genere, dato che nella maggior parte dei casi si ci ritrova davanti a una storia banale e messa lì per contorno. Il gioco gira attorno alle vicende di Ichiya Amakaze, un ragazzo che si ritrova a fronteggiare dei Gigant, degli esseri sovrannaturali e giganti – ma va? -, e dalla sua con un potere chiamato Yorigami, degli spiriti che si manifestano come armi e che hanno un potere tale da poter radere al suolo una città. Purtroppo, il giovane, non sapendo controllare tale potere, raderà al suolo più della metà di Tokyo, facendo piazza pulita in una maniera orribile. Come accade in storie del genere, il ragazzo viene preso in custodia e messo in un istituto per poter controllare il suo potere. La storia sembra un misto tra Shingeki no Kyojin e God Eater, e molti altri anime particolari.

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Il gioco comprende anche dell’interazione alla Fire Emblem, infatti è possibile relazionarsi con i propri compagni di scuola, e poter gestire diversi parametri che possono determinare la valenza e la difficoltà di una missione. Purtroppo inizialmente si ci troverà un po’ impacciati con le azioni di gioco, visto che bisogna calibrare bene gli alimenti e tutto ciò che possano trasportare ogni singolo personaggio. Altra nota dolente è quella delle azioni, che sono limitate, e anche qui bisogna scegliere con parsimonia e non farsi prendere dalla fretta dell’hype narrativo. Come vi abbiamo anticipato nella prefazione, il gioco è veramente tosto, anche se nelle prime fasi di gioco, vi sarà un contentino per farvi gasare leggermente, per poi finire in un abisso di sofferenza, con dungeon che mettono a dura prova le vostre conoscenze in ambito JRPG, e situazioni in cui l’astuzia è l’elemento chiave per il successo. Avendo anche dei punti a consumo, ogni scelta di battaglia sarà fatale, e quindi costringe a chi gioca a star in un perenne pensiero di azioni, mettendolo quasi alle strette. Ovviamente, è presente un sistema di crescita dei personaggi, in base alle risorse che abbiamo, avremo la possibilità di accrescere dei parametri fondamentali.

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Siamo sinceri, la grafica, seppure non completamente tridimensionale, dà la piena idea di un Anime in movimento, specialmente durante le battaglie più importanti, dando un colpo visivo non indifferente, degno di nota. A condire il tutto c’è un comparto audio che non guasta per nulla, anzi, condisce il tutto in maniera dolce, accompagnandoci verso la fine di queste vicende sanguinose. Purtroppo il porting per PC soffre di tantissimi problemi, partendo dall’installazione, che prima che riuscissimo a far ciò, abbiamo perso quasi una giornata, dato che Steam, all’avvio del prodotto enunciava la non presenza di alcuni file importanti. Speriamo che gli sviluppatori possano rimediare a tali problemi.

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Commento Finale

Ray Gigant ancor tutt’oggi è promosso, non a pieni voti, ma è uscito comunque a testa alta da questo scontro frontale con il mondo del PC Gaming. Certo, questa non è un esperienza per tutti, ma per chi ama i Dungeon Crawler si troverà un prodotto di una certa valenza e di un certo quantitativo di ore. Il prezzo al quale viene venduto potrebbe stuzzicare anche ai più curiosi, coloro che si vogliono fiondare in una nuova esperienza videoludica, e assaporare il gusto nipponico del Dungeon Crawler.

Ray Gigant

Ray Gigant
7.2

Voto

7.2 /10

Pros

  • Narrazione approfondita
  • Ore di Dungeon ostici
  • Varietà nel roster

Cons

  • Problemi tecnici con Steam
  • Non adatto ai neofiti
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