Ormai, anche in Europa nell’ultimo periodo è esploso il mood delle Visual Novel, e di certo questo è sicuramente un segnale positivo, tanto che i publisher si son decisi a portarne di diverse in questo mercato. Nonostante il riscontro positivo di quest’ultime, il genere resta accessibile solo per pochi eletti, per coloro che masticano la lingua inglese e per chi ha voglia di leggere tantissimi testi a schermo e aver quel poco di interazione con il gioco – qual’ora è presente -. Questa Visual Novel che andremo ad analizzare si tratta di XBlaze, prequel di Blazblue e seguito diretto dei Code: Embryo, nel quale è possibile approfondire meglio la storia del picchiaduro, e alcuni eventi che rimangono inspiegati se si gioca solamente il titolo di ArcSystem. Come vedrete da questa analisi, XBlaze Lost: Memories, ha un quel fattore in più che sprona il giocatore a seguire la novel con più attenzione, e non parliamo solo dei temi particolari trattati, ma bensì da una struttura amorfa che non si conforma al solito stereotipo di Visual Novel che possiamo trovare solitamente nel mercato giapponese.

Se avete giocato a XBlaze Code: Embryo, dimenticatevi di Touya – protagonista dello scorso capitolo -, visto che lui sarà solamente un personaggio che farà qualche apparizione durante il corso narrativo, quindi, lasciando il ruolo di protagonista a una giovane e attraente ragazza. Il titolo ci introduce la nuova eroina, e con un flashback ci farà rivivere dei bruttissimi ricordi di quest’ultima, dove la madre è morta e il padre è coinvolto in dei loschi affari e ha utilizzato per chissà quale scopo il corpo della sua defunta moglie. Ai giorni nostri, la protagonista vive con la sorellina in quartiere del Giappone, tormentata da quei brutti ricordi. La nostra giovane eroina, si troverà ancor una volta ad affrontare un terribile incubo, visto che la sorellina verrà rapita. Qui inizierà il punto focus della storia, alla ricerca di quei ricordi perduti da ormai tanto tempo all’interno di un mondo chiamato Phantom Field. Il gioco si svolgerà per lo più all’interno di questo sottomondo, dove sarà possibile muovere la protagonista in questo simil-8bit scenario.

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Come dicevamo prima, il gioco ha una struttura amorfa e non conforme al genere, dato che il titolo disponde di un sistema per incentivare al giocatore ad andare, superando degli stage attraverso a dei banali quiz, ma il tutto condito da un ottimissimo doppiaggio, che, agevolano la lettura di quei wall of text infiniti. Fortunatamente, la storia si mantiene su ottimi livelli e difficilmente riesce ad annoiare, anche se qualche difetto viene trasportato dal capitolo precedente, visto la presenza di richiami a fatti non proprio semplici da capire. Il gioco si culla attraverso dialoghi che tentano di spronare la psicologia interna dei protagonisti della vicenda. C’è da dire, che chi ha già famigliarità con i titoli di ArcSystem Software, sa benissimo che i Plot Twist e giri mentali della narrazione sono all’ordine del giorno, ma nonostante ciò, la Novel è accessibile anche per chi non ha toccato alcun capitolo di questa Software House, e fortunatamente è fruibile anche per chi non ha giocato il primo XBlaze.

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Lo abbiamo accennato già prima, ma il comparto audio del gioco è veramente superbo, visto il doppiaggio con dei Voice Actor davvero notevoli. Il tutto è condito da delle scene animate che portano a pensare al giocatore di star vivendo un Anime più che una Visual Novel, il tutto curato con dei disegni superbi e con il labbiale sincronizzato a perfezione. Sicuramente questo è uno spunto e un segnale che gli sviluppatori volevano dare con sto capitolo un idea diversa quel che è stata data con Code: Embryo. L’unico rischio che si incorre a giocare questo capitolo, è quello di rimaner un po’ annoiati per la complessità di alcune fasi narrative e per la ripetività del sottosuolo del Phantom Field. Attenzione però, il Phantom Field nonostante ciò rimane una gradevole sorpresa, rispetto a dove non è presente alcuna narrazione in campo Visual Novel, seppure non siamo ai livelli di Danganronpa come interazione con gli ambienti e personaggi. Nonostante tutto rimane un esperienza “diversa”.

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Nonostante era richiesta una Visual Novel dove le vicende prima di Blazblue fossero raccontate, purtroppo i livelli raggiunti non soddisfano i requisiti per essere un ottima e superba novel. Il racconto ingrana in maniera molto lenta, e nonostante il sistema particolare di “Gameplay” non riesce ad ammaliare un gran pubblico, dato la ripetitività di fondo che persuade lungo il suo corso. Altro fattore negativo è la mancanza di più finale, visto che qui sarà possibile arrivare a un singolo finale, cosa raramente accaduta nel genere. Sicuramente l’acquisto è consigliato solamente a chi vuole tuffarsi in una esperienza diversa, ma senza troppe pretese, o per chi magari è fan di questo lungo filone narrativo e vuole approfondire la storia e tutti i suoi retroscena anche quelli più insignificanti.

XBlaze Lost: Memories

XBlaze Lost: Memories
6.8

Voto

6.8 /10

Pros

  • Storia accattivante
  • Sistema 8bit niente male
  • Doppiaggio eccellente

Cons

  • Narrazione che non può ammaliare gran parte dei giocatori
  • Sessioni ripetitive
  • Un solo finale disponibile
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