Sembrava non dover uscire mai, ogni volta senza una data certa sempre più rimandata, con la costante ignoranza riguardo a trattasse veramente, ma ora è finalmente arrivato. Hello Games ha rilasciato globalmente per PC e PlayStation 4 il suo No Man’s Sky ed ora possiamo capire che tipo di gioco è, si parlava di un MMO con battaglie spaziali, di storie mozzafiato, tantissime cose, ma nessuna di queste alla fine dei conti si avvicina al prodotto finale; quindi, che gioco è No Man’s Sky? Andiamo a scoprirlo.

A caccia di strumenti

Siamo dinnanzi ad un titolo dalle fortissime tinte esplorative, miste ad un pizzico di Survival, un invasione vissuta in tutte le salse negli ultimi anni, ma fortunatamente non risulta troppo invasivo, con uno scopo puramente di contorno con il grande pregio di non far cadere eccessivamente nel banale l’intero comparto di gioco.

L’intera economia di gioco si suddivise in due distinte fasi principali: esplorazione via terra e la navigazione con la nostra navicella; del secondo ne parleremo in seguito, mentre al momento vorrei soffermarmi sulla nostra esperienza di gioco una volta atterrati su un pianeta calcandone la superficie. La libertà di movimento è pressoché infinita in un territorio eccezionalmente vasto, dato che ognuno di essi ha la stessa superficie della terra, per cui l’attenzione a come ci muoviamo ed a quanto stiamo distanti dal campo base è d’obbligo; le azioni da effettuare però rimangono abbastanza esigue, ossia: camminare e raccogliere materiale; ma perché dobbiamo necessariamente raccogliere del materiale mediante la nostra “pistola”? Il motivo è legato a quella vena di Survival presente. Il crafting degli oggetti è vitale per il proseguimento dell’avventura, poter rigenerare il nostro sistema vitale, le nostre armi, poter vendere oggetti ed avere un potere economico tale da cambiare il nostro equipaggiamento, creare nuovi accessori per l’astronave o per noi; insomma come potete notare tutto ruota attorno a questo e sprona molto il videogiocatore ad esplorare tutte le aree limitrofe alla nostra posizione per raccogliere più risorse possibili.

Come ogni Survival con tinte di gioco di ruolo che si rispetti, i materiali sono divisi in categorie e rarità: ci sono quelli consumabili per rigenerare i nostri sistemi, gli ossidi fondamentali per la costruzione di oggetti, fonti di carburante e materiale generico dedicato prettamente alla vendita come per esempio l’alluminio; a loro volta suddivisi per rarità, questa è per noi fondamentale dato che gli slot nell’inventario, specialmente all’inizio del gioco, sono miseri per cui dovremo scegliere di sacrificare qualche materiale raccolto ore prime per far spazio a qualcosa di più succulento; per rincuorare gli accumulatori di loot, sappiate che i materiali comuni sono talmente tanto diffusi da non rimanere mai senza anche se lo vorreste.

Ritornando invece all’inventario, esso è diviso in 3 zone distinte: la nostra borsa, il magazzino della nostra astronave ed i nostri tools; nel primo ovviamente oltre alle risorse immagazzinate potremo inserire dei progetti per aumentare le prestazioni del nostro personaggio, come una maggior resistenza per esempio, mentre sull’astronave abbiamo la possibilità di creare armi specifiche oppure potenziarne i motori, oltre ad una maggiore capacità di immagazzinamento. Mentre l’ultima sezione dei tools contiene le nostre armi ed accessori, come il radar, pistola raffinatrice e tutto quello che troveremo. L’unico modo per ampliare l’inventario è quello di acquistare dei lotti prestabiliti in giro per i pianeti per rimpiazzare completamente quelli posseduti, acquistandoli tramite la valuta universale, questi avranno di base un numero di slot differente, accessori o armi uniche.

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Un universo da esplorare

Eccoci al punto cruciale della recensione: cosa è realmente No Man’s Sky? Per rispondere a questo bisogna prendere in esame quello scritto nel paragrafo precedente ed aggiungerci quello che puoi fare una volta decollati con la nostra astronave, ossia viaggiare; il nostro unico scopo è quello di viaggiare per quanto più possibile all’interno di questo mastodontico universo, a caccia di qualcosa da scoprire, che sia un pianeta o anche solo una nuova forma di vita, è un sandbox free roaming al 100% senza la minima limitazione. Sicuramente è un fattore positivo, ma questo suo estremismo porta una netta spaccatura nell’esperienza di gioco di ogni persona, chi si aspetta libertà, ma anche una linea guida ed una trama di sottofondo da gustare rimarrà deluso, per meglio dire resterà letteralmente a bocca asciutta. Mentre chi non vuole vincoli e gli piace viaggiare senza meta, scoprire quanti più scorci meravigliosi possibile, provare a completare le sfide all’interno del gioco, come pure il completamento dell’atlante, allora avrà pane per i suoi denti, un titolo capace di fargli urlare al miracolo e di cullarlo per centinaia di ore minimo.

Il senso di libertà una volta usciti dall’atmosfera del pianeta appena visitato e l’aprirsi dinnanzi a noi una galassia completamente esplorabile è difficilmente raccontabile, molti hanno sognato per anni la possibilità di fare ciò, poter viaggiare liberamente per ogni pianeta sapendo di trovarci spesso e volentieri qualcosa di nuovo, senza l’esenzione di bug ovviamente, per saziare la nostra brama di conoscenza un passo alla volta, il vero appassionato di Sci-Fi ne verrà rapito quasi completamente.

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Ad ogni mondo il suo

Come ben sappiamo dopo tutto il bombardamento mediatico ricevuto in questi mesi, l’intero universo di gioco viene generato proceduralmente dal sistema, creando pianeti sempre diversi l’uno dall’altro grazie ad una miriadi di variabili possibili da intrecciare tra loro; questo porta certamente una sensazione di già visto nei luoghi visitati, ma allo stesso tempo è bello notare le sottili differenze in ognuno di esso.

La generazione è resa al meglio soprattutto, a mio modo di vedere, dal motore grafico; grazie alla sua tendenza “cartonosa” si può soprassedere ad alcuni difetti visivi, senza puntare al foto realismo, riuscendo ad incastrare alla perfezione tutte le variabili, senza la minima imprecisione per i caricamenti di sistema. È una grandissima novità per il mondo videoludico avere una tale libertà e potenza davanti agli occhi, questo considerando la superficie di ognuno di essi, anche il loro pensare a come questo sia possibile fa luccicare gli occhi di quei videogiocatori che si dilettano, oppure lavorano, nella programmazione.

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Bello ma…

Ed ora siamo giunti a discutere della realizzazione puramente tecnica; non siamo dinnanzi ad un gioco mal curato o pieno di difetti, anzi i pianeti sono ricchi di dettagli con colori talvolta veramente meravigliosi, tante cose da vedere e con cui interagire, ma non lascia quella sensazione di “Wow” tanto attesa e sperata. Probabilmente accentuato dall’effetto vagamente cartonoso del comparto grafico, che si sposa però alla perfezione con il sistema procedurale di generazione dei pianeti di cui abbiamo parlato poc’anzi, ma non è solo questo il “problema”, ho trovato poco immersivo non poter vedere il corpo del protagonista con la telecamera, andando a rovinare parzialmente l’effetto prima persona.

Per l’audio invece penso non ci sia molto da dire, dato che siamo circondati dal rumore dell’ambiente circostante, dalla fauna alle perturbazioni, con delle piacevoli note di sottofondo per accompagnarci durante l’esplorazione; insomma, niente di pessimo, ma neanche di memorabile.

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In conclusione

Stiamo parlando di un titolo con tantissime premesse e promesse che alla fine non sono state mantenute, o per meglio dire ci è stato nascosta fino all’ultimo la vera natura del titolo. No Man’s Sky è a tutto gli effetti un sandbox con tinte Survival dove il nostro unico scopo è quello di esplorare a nostro piacimento tutto quello attorno a noi e non solo, rientrando a pieni mani nella categoria del: piace o non piace; senza vie di mezzo, non è un gioco adatto a tutti, ma per i fan del genere può risultare una vera perla da godersi per centinaia di ore senza mai stancarsi, per gli altri invece sarà noia dopo qualche ora di camminata. Obiettivamente la qualità del titolo è indiscutibile, lascia un po’ l’amaro in bocca per quello che poteva essere, ma rimane ben fatto sotto ogni punto di vista, nonostante i problemi iniziali riguardanti specialmente la versione PC, un maggior testing non avrebbe sicuramente guastato.

Quindi consiglio assolutamente il gioco ai fan dell’esplorazione senza la minima riserva, per i motivi espressi poc’anzi, per gli altri invece evitatelo malgrado la curiosità dilagante in chiunque non l’abbia già provato. See you in space!

No Man's Sky

No Man's Sky
8

Voto

8.0 /10

Pros

  • Struttura mastodontica
  • La creazione procedurale dei pianeti è una chicca
  • L’El Dorado per gli amanti del mondo Sci-Fi
  • Ottimo sistema di crafting

Cons

  • Non adatto a tutti
  • Alla lunga molto ripetitivo
  • L’impatto grafico non è notevole
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