Boku dake ga inai machi o meglio conosciuto con il nome nostrano Erased – La città in cui io non ci sono è un manga ma sopratutto un anime che ha riscosso un particolare successo grazie al rilascio di VVVID negli scorsi mesi. Anche qui – come moltissimi altri anime – si parla di mutazioni temporali, con un potere chiamato Revival, il protagonista avrà la possibilità di alterare il tempo e rivivere una situazione di pericolo. Il potere del Revival è lungi da quello che è il paradosso temporale di Steins;Gate, visto che qui non si muta una realtà, ma bensì si basa solamente sull’alteramento di pochi secondi di quella stessa realtà. Tralasciando la tematica “fulcro” siamo rimasti sorpresi da quanto l’opera sia stata ben curata nei minimi dettagli, specialmente graficamente e nel comparto sonoro, ma per ora, evitiamo di anticiparvi altro e vi auguriamo una buona lettura della nostra recensione dedicata a Erased.

La storia gira attorno a Satoru Fujinuma, un giovane come tanti che ha la passione di diventare un apprendista mangaka, e come vi abbiamo anticipato poc’anzi possiede un potere particolare che lo trasporta in situazioni di pericoli prima dell’accaduto, in modo da prevenire quest’ultimo. L’anime senza troppi giri, comincia a partire in quinta non appena Satoru una volta ritornato a casa, trova la madre stesa in un bagno di sangue nella sua casa, e una volta rinvenuto lui insieme al cadavere della madre, gli viene addossato l’omicidio rendendolo così un criminale. Il Revival però lo salva per un periodo di tempo, infatti, il ragazzo si troverà catapultato dal 2006 al 1988, quando ai tempi era ancora un giovane bambinello che frequentava le elementari. Da qui partirà una serie di indagini, visto che il tutto è scaturito dal fatto che la madre aveva capito chi fosse il colpevole della sparizione di alcuni bambini che ai tempi – nel 1988 -, furono ritrovati dopo diverso tempo senza vita, e appunto per questo, il criminale l’ha levata di mezzo. Nel passato, Satoru dovrà scovare il criminale, ma per farlo, deve cambiare la storia, infatti si impunterà a salvare la vita di una delle vittime il cui nome è Kayo Hinazuki. La storia inserisce lo spettatore in uno status emotivo fortemente alterato, ma che spinge quest’ultimo alla visione fino alla fine, creando una sorta di hype disumano, dove ogni episodio è una lunga ricerca a delle risposte che sembrano non arrivare mai, ma che nonostante ciò, lascia sulle spine in una maniera quasi “piacevole”. Narrativamente parlando è raccontata veramente bene la storia di Erased, forse per certi versi, il finale parte subito in quinta e affretta un po’ le cose, ma nonostante ciò, resta comunque un opera con una storia da premiare, visto che fino alla fine, è difficile capire chi è il vero colpevole della vicenda.

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Come prima vi dicevamo, la colonna sonora dell’anime è ben strutturata oltre che ben curata, il tutto ornato da un doppiaggio di eccellenza, il caro Shinnosuke Mitsushima e Aoi Yuki hanno svolto un buon lavoro nei due ruoli fulcro, rispettivamente Satoru e Kayo. Probabilmente anche la cura per le animazioni e per i disegni funge da booster per quest’opera, donandogli ulteriore splendore. Lo studio di A-1 Pictures ha svolto un lavoro degno di nota, nulla da invidiare ai disegni dei blasonati Ufotable. Altro fattore positivo è la cura del background di ogni personaggio, mai tralasciato, e ne viene svelato l’aspetto positvo e negativo man mano che la narrazione lo richiede, senza lasciar troppo trasparire il vero colpevole della vicenda, donando così un colpo di scena finale che lascia spiazzati.

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Commento Finale

Boku dake ga inai machi o meglio Erased – La città in cui io non ci sono più, è un opera che non va assolutamente persa, visto che riesce a intrattenere per tutti i sui dodici episodi senza annoiare mai una volta, donando allo spettatore un opera degna di nota. Però c’è da dire che l’anime si discosta molto dalla storia del manga, visto che in certe fasi prende una piega leggermente diversa, e pure nel finale ne altera il risultato. Quindi, se vedete Erased sappiate che è un opera quasi a se stante, distante da quel che è la sua controparte cartacea.

Erased - La città in cui io non ci sono

Erased - La città in cui io non ci sono
9

Voto

9.0 /10

Pros

  • Storia imponente
  • Soundtrack d'eccellenza
  • Colpi di scena a non finire
  • Disegni ottimi

Cons

  • Vicende leggermente diverse dalla sua controparte cartacea
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