E dopo aver discusso di paradossi temporali su Erased – La città in cui io non ci sono è giunto il momento di riparlarne con l’uscita di Steins;Gate su Steam. Il titolo – per chi non lo sapesse – è approdato circa un anno fa in Europa sulla console portatile di Sony. I pareri su questo progetto sono tanti, ma per lo più si dividono in: chi idolatra l’opera e chi la definisce una Visual Novel come altre, che non porta nessuna novità. Noi da buoni critici ci siamo fiondati nuovamente a ri-testare la Novel di Steins;Gate, seppure già quest’ultima l’abbiamo giocata su PSVita, ma non possiamo nascondere che l’emozione di rivivere quel tripudio di sensazioni non fa che innalzare il nostro hype. Purtroppo anche su Steins;Gate gioca un fattore negativo che si porta qualunque Visual Novel, ovvero, il problema di dover leggere wall of text completamente in inglese, cosa che può far storcere il naso a chi è affezionato alla localizzazione nostrana – o a chi non mastica bene la lingua della regina -. Armati di mouse e tastiera ci siamo fiondati in questa indimenticabile esperienza.

“Steins;Gate. Per alcuni è il Destino, per altri la Volontà di Dio”

Il gioco ci trasporta direttamente in una sequenza introduttiva, dove un incipit ci discute di come nel mondo esiste sia un inizio che una fine, ma allo stesso tempo si può discutere di infiniti che non hanno fine. Passato questo velocissimo incipit, ci ritroveremo ad Akihabara dove Rintaro Okabe insieme a Mayuri Shiina si dirigono verso Radio Kaikan per una conferenza sulla macchina del tempo. All’interno di questo edificio il nostro protagonista farà conoscenza di una ricercatrice di neuroscienze di un’università americana chiamata Kurisu Makise. Dopo pochi istanti Rintaro Okabe farà una brutta scoperta, il corpo di Makise Kurisu in una pozza di sangue in fin di vita. Lo scienzato preso dal panico invia un messaggio a Itaru Hashida – chiamato dai membri della vicenda Daru – inerente all’incidente appena vissuto. Senza troppi problemi, ci ritroveremo in una situazione dove tutti non sanno nulla e dove Makise Kurisu è ancora viva e non è a terra in una pozza di sangue. Arrivato al Quartier Generale, scopriremo che il nostro SMS è arrivato nel passato e che Daru l’ha ricevuto ben una settimana prima del presunto omicidio. Sarà proprio qui che capiremo che per la prima volta siamo riusciti a viaggiare nel tempo. Ben presto scoprirà Rintaro Okabe che il micronde che ha creato per le Bananagel non è null’altro che uno strumento per poter tornare nel passato, con un invio di un email – chiamate in seguito D-Mail -. Incuriosito da questa scoperta, i giovani scienziati provano a indagare sul SERN un organizzazione che si occupava di sperimentare viaggi nel tempo, e stando a quanto scoperto da Daru, sono riusciti a mandare delle persone nel passato, ma purtroppo quest’ultimi sono stati rinvenuti morti, fallendo quindi il viaggio nel tempo. Dopo vari tentativi, dove Kurisu riesce a far mantenere lungo sti viaggi nel tempo i ricordi a Rintaro, i nostri protagonisti si troveranno nei guai, visto che il SERN manderà una pattuglia a sterminarli e sequestrargli la loro ricerca. Da qui partirà un gran tripudio di feels, che si protrarrà fino alla fine del gioco, ma attenzione però, visto che la storia permette di imboccare diverse scelte e in base a ciò che farete nel gioco sarete predestinati a seguire un percorso e il suo relativo finale.

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“Going to the past is possible right now.”

La narrazione si fionda principalmente sulle nozioni del tempo e dei viaggi, e su alcune regole di fisica. Tutta via si hanno anche rimandi alla teoria del caos, e la mutazione di diverse realtà, visto che come tutti ben sappiamo che se mutiamo una realtà ne subirà un altra le conseguenze di questa alterazione, creando uno scompiglio nello spazio – tempo. Fortunatamente il titolo non tralascia nessun personaggio, cura nel dettaglio il background di ognuno fino alla fine, soddisfacendo il giocatore in ogni suo finale, quindi, tranquilli, qualunque percorso percorrerete non rimarrete insoddisfatti, anche se il nostro consiglio è quello di tentare fino a quando non riuscirete a ottenere il vero finale del gioco ovvero il True End. Per quanto riguarda il comparto artistico non vi sono alcun problema, i personaggi e le ambientazioni sono impeccabili, curate nei minimi dettagli e ornati da una colonna sonora da premiare.

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Commento Finale

Come avevamo già accennato poco fa, per noi Steins;Gate è un opera che va vissuta visto le emozioni forti che riesce a trasmettere. Se dobbiamo appiopparci una delle categorie citate nell’incipit, noi siamo un intermezzo, siamo quelli che, si la idolatrano ma allo stesso tempo ne evidenziano i motivi giusti. Il difetto di questa Visual Novel come molte altre, è quello di una mancata localizzazione in italiano, cosa molto fastidiosa visto la sua lunga durata e la moltitudine di finali che è possibile imboccare. Se la lingua non è un vostro problema, Steins;Gate sa essere una Visual Novel piena di emozioni, che riesce notevolmente nell’intento di inserire il giocatore all’interno delle vicende spazio – temporali.

Steins;Gate

Steins;Gate
8.9

Voto

8.9 /10

Pros

  • Storia emozionante
  • Character design impeccabile
  • Molti finali a favore della rigiocabilità
  • Colonna sonora d'eccellenza

Cons

  • Requisiti stranamente altini per la versione Steam
  • Nessuna localizzazione nostrana
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