Dopo l’arrivo su PC e iOS, lo zeldiano Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas è giunto anche su Xbox One e PS4. Il titolo ci ha colpito? scopritelo nella nostra recensione!

Titolo: Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas
Genere: RPG
Piattaforma: Xbox One (Versione testata) – disponibile anche per PS4, PC e iOS
Data d’uscita: 07/09/16
Sviluppatore: Cornfox & Bros.
Publisher: FDG Entertainment

Ad un primo sguardo, la somiglianza tra Oceanhorn e Zelda è estremamente palpabile. Nonostante tutto, dopo alcune ore di gioco, non credo sia esattamente come quanto si dice. Quello che infatti volevano comunicare gli sviluppatori non era altro che una lettera d’amore ad una serie con cui sono probabilmente cresciuti e amano tutt’ora, non una brutta copia venuta male. Una serie di titoli che stravolsero gli standard dell’epoca, concedendo al giocatore una straordinaria libertà di movimento, un mondo completamente esplorabile di grandi dimensioni ed una caratteristica formula a “dungeon” basata su chiavi e oggetti necessari per sconfiggere il boss. Ciò che ha reso famoso la saga The Legend of Zelda, in parte lo troveremo anche in Oceanhorn: Monster of Uncharted Seas.

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La trama del titolo ruota inizialmente attorno al padre del protagonista, che lascia da solo suo figlio – già orfano della madre – per andare ad affrontare un pericoloso mostro: l’Oceanhorn, ovvero una creatura marina che ha un certo “legame” con la famiglia del protagonista. Poco tempo dopo, la responsabilità sarà tramandata al figlio, chiamato ad imbarcarsi in un viaggio attraverso il cosiddetto “Mare Inesplorato”, con l’obiettivo di trovare e sconfiggere il mostro, riportando la pace e serenità nel mondo.

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A causa della sua natura mobile, non è possibile aspettarsi una grande profondità di gioco. Il gameplay, più precisamente nelle fasi di combattimento, è piuttosto scarno, basato sull’uso di pochi tasti, mentre i puzzle sono fin troppo semplici da risolvere, tanto da essere spesso basati esclusivamente sullo spostamento di cubi sulle relative zone a pressione, per attivare successivamente un meccanismo che ci permetterà di proseguire nel luogo in cui ci troviamo. Certo, rimane sempre la stessa interessante struttura di Zelda, ma nel momento in cui per ottenere una chiave per accedere al boss bisognerà ripetere ancora una volta un puzzle di leve o scatole, è normale che ci si possa stufare abbastanza velocemente dopo poco.

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Se quindi il gameplay ne ha leggermente risentito dalla natura mobile, sulla grafica davvero non si può aprire bocca. Il titolo eccelle nel suo lato artistico, poiché mostra un mondo colorato ed estremamente curato, soprattutto quando siamo in mare sulla barca. Il lato artistico è quindi di grosso spessore, ed il tutto è accompagnato anche da musiche degne di nota. L’autore dell’OST principale è il buon vecchio Nobuo Uematsu, autore di moltissime colonne sonore, tra cui diversi capitoli della serie Final Fantasy.

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Commento Finale

In conclusione, credo che Oceanhorn: Monster of Uncharted sia un titolo piuttosto riuscito. Gli sviluppatori hanno sì preso parecchio spunto dalla saga di The Legend of Zelda, ma hanno saputo creare abilmente un prodotto godibile in termini di storia, gameplay, grafica e sonoro. Promosso a pieni voti.

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