Molti di noi ricordano Dragon Quest intonando la carissima sigla d’apertura dei Cavalieri del Drago di Giorgio Vanni, ricordo che riporta a memorie molto piacevoli e purtroppo molto distanti. In origine il settimo capitolo nacque su PlayStation, come di consueto per i tempi, Dragon Quest uscì prima in Giappone – precisamente anticipò la release europea di ben un anno e due mesi – spopolando nei più illustri negozi del territorio del sol levante. Il titolo originario del settimo capitolo è Dragon Quest VII: I guerrieri dell’Eden che per l’occasione del remake in 3D per Nintendo 3DS è stato rinominato in Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato. Se ai tempi Dragon Quest VII fu un capolavoro, ora con la grafica tridimensionale il titolo ha raggiunto vette molto più alte, donando alla console di Nintendo un titolo unico e epico allo stesso tempo. Questo remake ha da offrire tantissimi contenuti come potete ben intuire dalla recensione, quindi, vi lasciamo scoprire passo per passo in questo viaggio letterario che cos’ha proposto Nintendo insieme a ArtePiazza.

La storia prende inizio con il nostro piccolo eroe che insieme al principe di Estard sono alla ricerca di un tesoro all’interno di una torre perduta. Dopo un breve dialogo capiremo che i due vogliono dimostrare che l’isola in cui si trovano non è l’unica in tutto il mondo ma che esistono tantissimi altri continenti nel mondo che aspettano solamente di essere scoperti. La volontà della scoperta è forte nei nostri eroi tanto che si spingono fino a un antico tempio misterioso, nel quale vi è una statua che dovrebbe – all’apparenza – servire ad aprire la via per il sacro tempio. Tra una cosa e l’altra, i due riescono grazie all’aiuto di uno scriba del villaggio che traduce una antica profezia e la volontà dei nostri piccoli protagonisti.

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Proprio in questa fase inizierà il vero viaggio del gioco, dopo aver risolto un enigma molto semplice, scopriremo che attraverso delle tavole sarà possibile viaggiare nel tempo, ma le tavole non sono complete, infatti bisognerà trovare dei frammenti e posizionarli in questi piedistalli. Rispetto al capitolo dq7pic1_111512originale qui sarà possibile visionare la presenza dei frammenti nella mappa di gioco, quindi avremo un minimo suggerimento e aiuto per trovarli, senza dover stare ore a esplorare un luogo che può rivelarsi futile ai fini della narrazione. I viaggi porteranno ai nostri eroi a vivere delle esperienze diverse e uniche, scoprendo diverse cose che possono cambiare il destino dell’intera umanità. Come prima vi accennavamo, entreremo in diverse realtà attraverso le tavole, attenzione saranno anche presenti però delle tavole secondarie che sbloccheranno nuove sfide come dungeon tosti, che metteranno a dura prova l’abilità di ogni giocatore, facendo tesoro in queste situazione di tutto ciò che è stato appreso lungo il corso dell’avventura.

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Lo sviluppo delle classi in questo capitolo avviene in maniera differente, sarà possibile aumentare le nostre potenziali classi attraverso dei dungeon secondari, dove solitamente è probabile trovare dei pezzi d’armatura per la nostra specializzazione. Una feature che sicuramente c’ha colpito è che al cambiare della nostra classe muterà anche il nostro aspetto, quindi, ogni classe avrà un look differente che varierà così la monotonia dei colori dei personaggi. Siete affezionati all’aspetto di un mostro? Niente paura, sarà possibile assumerne anche l’aspetto una volta sviluppati i giusti parametri, quindi girovagando non più sotto forma di un essere umano ma di un mostro vero e proprio. A venire in soccorso al gameplay arriva lo StreetPass che servirà a mandare in una sorta di spedizione i nostri mostri, alla ricerca di equipaggiamento o altri oggetti utili dispersi per il mondo.

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Questo remake tecnicamente brilla da tutti punti, specialmente per quanto riguarda il comparto grafico che finalmente è in tridimensionale con tanto di modelli poligonali ben curati con lo stile sempre al classico per la prima PlayStation. A condire il tutto vi è una narrazione ben strutturata, resa molto più scorrevole dal remake senza far pesare una lentezza immane come faceva il capitolo originale, proponendo già fin dall’inizio degli scontri con nemici di livello basso mantenendo così il giocatore attivo nel gioco e senza dover eseguire solo un via e vai di missioni. Una piccola pecca purtroppo c’è, quella della telecamera, non completamente gestibile in maniera ottimale per chi non possiede un Nintendo 3DS con un Circle Pro, usando i macchinosi R e L per raddrizzare nelle situazioni più critiche la telecamera. Il remake tende la mano anche a chi di giochi di ruolo alla giapponese non ne vuol sentire parlare nemmeno sottovoce, visto che propone una sfida molto calibrata e meno pressante del titolo originale, mantenendo comunque attiva il senso di difficoltà, anche quando si è alla ricerca con l’indicatore che ci indica dove si trovano i frammenti, mettendo così in ogni caso in primo piano il nostro senso di scoperta. Se un capolavoro può essere espresso solo dalla melodie allora Dragon Quest VII: Frammenti di un Ricordo Dimenticato è quello che adempie meglio a questo compito. Le musiche sono perfette in ogni situazioni, donando vecchie e nuove melodie sempre coerenti e dinamiche. Si comporta altrettanto bene pure gli effetti sonori, tipici della saga per alcuni e nuovi ma interessanti altri.

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Commento Finale

Il settimo capitolo di Dragon Quest è riuscito perfettamente nella sua impresa, è riuscito a catturare l’attenzione e guadagnarsi un voto più che eccellente proponendo sulla console di Nintendo un titolo molto longevolo ma sopratutto interessante e accessibile a una grande fetta di giocatori. Sebbene la saga non è mai stata tra le più vendute da noi occidentali, Dragon Quest VII: Frammenti di un Mondo Dimenticato ha le carte in tavola per essere uno dei titoli di punta e più rilevanti della console portatile di Nintendo. In conclusione, questo remake è un must have per tutti coloro che amano la saga o i JRPG, ma può essere anche un ottima scoperta per chi non si è mai approcciato a questa saga.

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