Quando parliamo di remaster indichiamo uno dei protagonisti di questa generazione. Non è una novità, nella storia videoludica ci sono sempre stati, ma forse su Xbox One e PlayStation 4 si è sforato un po’ il limite. Le rimasterizzazioni hanno raggiunto una percentuale molto alta come disponibilità, e ormai vige il pensiero sul prossimo futuro. Ne abbiamo viste di tutti i colori e oggi ne trattiamo proprio una – tra le tante – che riprende in mano una delle serie Capcom più apprezzate. Perché se i Resident Evil non funzionano più e altri titoli non spiccano di certo nel mercato, Dead Rising ha sempre avuto un tocco di propria personalità. Non si tratta di certo di capolavori, ma sicuramente di giochi validi e più che degni di essere chiamati tali.

Su Xbox 360, all’inizio del proprio ciclo vitale, fu annunciato proprio Dead Rising, un titolo zombie che faceva della potenza di Xbox 360 il proprio punto di forza. Eh sì, perché tutti quei zombi a schermo erano una novità per l’epoca e i tanti, diversi modi per ucciderli sembravano un miracolo. La critica di certo non lo portò sull’olimpo dei migliori titoli disponibili, ma come di cui sopra, la serie ha sempre avuto un suo particolare tocco, con una community e una schiera di fan molto elevata. Dead Rising 2 migliorò ancora di più l’offerta, portando diverse novità nel gameplay e le meccaniche di gioco. Dead Rising 3, uscito su Xbox One al lancio cambiava un po’ nelle profondità alcuni schemi di gioco, facendosi apprezzare ancora di più per certi aspetti legati al timer, che in seguito vedremo. E ora, la stessa Microsoft, ha annunciato l’arrivo di un pazzo e scatenato Dead Rising 4, ancora più divertente, più folle e sicuramente più splatter.

Quella di oggi che andremo a valutare, però, è la remaster dei primi due capitoli e uno spin-off. Si tratta di Dead Rising, Dead Rising 2 e Dead Rising 2: Off the Records. Tre titoli che hanno sul groppone un bel po’ di anni, ma che il sottoscritto è pronto a darvi un giudizio critico sulla collection, chiamata per l’occasione Dead Rising Triple Pack.

Ciao Frank!

Ciao Frank!

Dead Rising ci mette nei panni di Frank West, un fotoreporter che si trova nella cittadina di Willamette, dove è in corso un’epidemia che sta trasformando tutti le persone del posto in zombie. Il gioco ci offre ben 72 ore per decidere il da farsi. Possiamo stare tranquillamente fermi e non fare niente per aspettare i soccorsi in elicottero, oppure buttarsi nella mischia e uccidere quanti più nemici possiamo. Durante le 72 ore avremo modo di conoscere nuovi personaggi che vanno salvati e difesi, così da portarli con noi alla fine del countdown che abbiamo. Sia chiaro che una volta che uno di loro muore, non ci sarà nessun modo per salvarlo, tranne che ricominciare il gioco dall’inizio. La storia quindi è legata ad alcune missioni che si possono svolgere durante le 72 ore, ma nulla di tutto ciò è obbligatorio.

L’uccisione degli zombie è la parte più bella dell’intera esperienza. Sarà possibile utilizzare sia armi bianche che armi da fuoco. Divertente è quando si riesce ad uccidere zombie proprio le loro stesse braccia raccolte da terra, o anche altre armi come lattine, panchine, dischi e tanti altri. Sì, perché in termini di numeri parliamo di circa 25.000 oggetti da raccogliere per ucciderli uno ad uno, con oltre 500 di loro sparsi su schermo. I modi sono quindi incredibilmente vari e simpatici, di certo non vi mancherà la creatività di adoperare diverse armi come lattine, dischi, spade laser giocattolo, motoseghe, coltelli e altri oggetti disponibili nei negozi del centro commerciale.

Ciao Chuck!

Ciao Chuck!

Con Dead Rising 2, invece, si è cambiato personaggio. Non solo, nel secondo capitolo hanno cambiato anche città e inserito alcune novità. Chuck Green è uno stuntman e motociclista, si trova a Fortune City alla ricerca di soldi per comprare una medicina chiamata Zombrex per la figlia, infettata dal virus. La storia si svolge ben quattro anni dopo gli eventi del primo capitolo, facendo capire che quindi Frank non era riuscito nel suo intento. L’epidemia si è sparsa ed è arrivata fino a Fortune City, dove è in atto anche un programma di reality sugli zombie. La storia vede Chuck alla ricerca di alcuni segreti durante le 72 ore disponibili, prima dell’arrivo dei soccorsi. Durante il prosieguo della storia dovremmo spesso tornare indietro da nostra figlia per somministrarvi dello Zombrex, sennò ella muore. Come il primo capitolo non mancheranno superstiti da salvare e segreti da scoprire, dando maggior enfasi alla liberà del giocatore.

Ancora con Dead Rising 2: Off the Records utilizzeremo di nuovo Frank West, in una chiave di lettura diversa dalla stessa Fortune City. C’è poco da dire su questo particolare capitolo, perché non è altri che Dead Rising 2 con Frank West. Chuck Green e sua figlia non saranno presenti, quindi sarà lo stesso West a usare la medicina Zombrex su di sé per non morire a causa dell’infezione. Come detto poc’anzi, le differenze si fermano qua, quindi inutile dilungarsi troppo inutilmente.

Testa numero 572...

Testa numero 572…

Passiamo ora alla parte importante dell’intera produzione, ovvero la qualità tecnica della remaster di questi tre capitolo. Dead Rising, Dead Rising 2 e Dead Rising 2: Off the Record sono ora disponibili su PC, dove la serie non era mai stata presente, tranne per il terzo e ultimo capitolo della saga. Sicuramente per i giocatori PC potrebbe essere un prodotto valido, visto l’assenza dei giochi fino alla recente uscita. Niente di nuovo, invece, per quanto riguarda Xbox One e PlayStation 4. L’offerta ludica è pressoché identica a quella avuta su Xbox 360 e PlayStation 3, tranne per la migliore pulizia grafica e i 60 frame per secondo leggermente instabili. Sull’aspetto puramente grafico i giochi sono sempre gli stessi. Se magari con Dead Rising 2 possiamo ritenerci quantomeno soddisfatti, perché migliora anche di poco la versione originale uscita anni fa, il primo Dead Rising invece delude. Il gioco è invecchiato malissimo, ma proprio come Dead Rising 2, offre un particolare sistema di gioco che tutto sommato si fa voler bene ancora oggi, nel 2016.

Una grave mancanza è il non aver incluso Dead Rising 2: Case Zero e Case West all’interno di questo Triple Pack. Entrambe sono piccole espansioni storia di poche ore circa l’una. Nel primo si mostra Chuck Green in una città poco prima di Fortune City. Il protagonista cerca quindi si aggiustare la motocicletta per partire e subito dopo vivere i problemi del gioco base. Case West, invece, mostra l’introduzione di Frank West come compagno, che ci sarà utile al fine di scoprire ulteriori segreti sulla questione dell’epidemia. Si tratta di una collection, quindi ancora non capiamo il motivo per cui gli sviluppatori non hanno voluto in qualche modo inserire anche i due contenuti aggiuntivi per far felici i fan e dare un’esperienza completa al 100%.

Frittata Zombie?

Frittata Zombie?

Commento Finale

Consigliare Dead Rising Triple Pack è complicato. Se da un lato possiamo consigliarlo a tutti quelli che sono interessati al titolo ma che non l’hanno mai giocato prima, dall’altro crediamo che sia poco furbo pagare ben €49,99 per un prodotto che non porta nessuna particolare novità di gioco e, cosa più importante, non introduce tutti i contenuti aggiuntivi finora usciti. L’aspetto tecnico non fa di certo emozionare, perché parliamo di un semplice porting a 1080p e 60fps, ma questi ultimi tendenzialmente sono solidi soltanto durante le fasi più tranquille. Sicuramente in vista del quarto capitolo in uscita a dicembre questa collection può dire la sua, ma che purtroppo è una voce che può essere ascoltata solo da chi non ha mai giocatori il titolo, perché in caso contrario, ci sono giochi nuovi ben più interessanti.

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