Eravamo nel 2007 quando quel genio di Kevin Levine con Irrational Games rilasciò quel che fu Bioshock, sparatutto in prima persona con una componente narrativa possente e originale in un distorto mondo subacqueo. Parliamoci chiaro, i fan chiedevano a gran voce un seguito di questa saga ma dopo Bioshock Infinite il caro Kevin Levine ha lasciato 2K Games e nel mentre Take-Two ha pensato bene di chiudere la barracca a Irrational Games; insomma le speranze di un seguito erano e sono ancor tutt’oggi flebili, invece di dar vita a un seguito 2K Boston ha pubblicato “The Collection”, che include tutti i capitoli di Bioshock con i relativi contenuti aggiuntivi. Nonostante non si tratti di un capitolo inedito, quel che porta questa rimasterizzazione in alta definizione è un prodotto di ottima fattura, che può attrarre a sé chi non ha mai conosciuto a fondo questa produzione, in modo da ammaliare quest’ultimi in una narrazione profondamente distorta, ma allo stesso tempo incantevole con le sue note macabre e dolci allo stesso tempo; diciamolo Bioshock è da sempre una produzione particolarmente originale e unica che difficilmente si può replicare. Il nostro viaggio è stato molto piacevole – ma anche nostalgico -, non vi anticipiamo i dettagli quindi vi auguriamo una buona lettura.

“Un uomo sceglie, uno schiavo obbedisce.”

Durante il suo viaggio in aereo Jack – protagonista del gioco – viene coinvolto in un incidente aereo finendo così in acqua senza alcun grave lesione. Una volta approdato in mare l’unica cosa che i suoi occhi vedono a parte l’aereo schiantato è un faro, luminoso e appariscente che sembra quasi segnalare un punto di salvataggio. L’interno di questo faro è molto cupo e al suo interno vi è solo una batisfera che lo trascinerà in fondo al mar in una città sconosciuta, il cui apparente nome – stando a quanto detto da una voce – è Rapture. Il suo burrascoso arrivo sarà caratterizzato da psicopatici che tenteranno di ucciderlo, ma fortuna vuole riesce ad evitare grazie a un losco figuro ma buono di nome Atlas, che ci contatterà tramite radio e ci aiuterà lungo il nostro viaggio.

Il viaggio è molto turbolento e burrascoso in tutti i sensi, visto che i ricombinanti, persone ormai afflitte dalla dipendenza di Adam e i Big Daddy con le sorelline sono ovunque, pronti a scagliarsi contro di noi. Lo scopo dei Big Daddy è proteggere le sorelline durante la loro “fase lavorativa”, dove rubano il sangue nonché Adam dalle vittime di turno, scena molto macabra, ma che allo stesso tempo rende speciale questo titolo. Il primo Bioshock ci mette nelle condizioni di scegliere, o meglio scegliere il destino delle sorelline se ucciderle e ottenere più potere o esorcizzarle per trarne vantaggio in seguito. La storia del primissimo Bioshock è ottima, piena di sfumature poetiche e originali, che riesce a tenere incollato e sorprendere il giocatore in maniera incisiva, per poi concludersi con un finale che farà conto di tutte le nostre azioni che abbiamo intrapreso lungo il nostro viaggio portando così a finali multipli.

bio1

“Noi siamo l’utopia, padre.”

Il secondo capitolo di BioShock inizia qualche anno prima del primo, precisamente nel 1958 dove un Big Daddy chiamato Soggetto Delta viene costretto a spararsi in testa dalla ricercatrice Sofia Lamb, abbandonando così la sua adorata sorellina che stava scortando ovvero Eleanor Lamb. Dopo quasi dieci anni il Soggetto Delta riprende conoscenza all’interno dell’Adonis Luxury Resort, qui ci ritroveremo dopo gli avvenimenti di Rapture, senza anticiparvi nulla, ci ritroveremo all’interno di una città ormai corrotta, dominata dal caos e da persone che cercano di conquistare più territori possibili. Il nostro primo obiettivo sarà quello di ritrovare la nostra sorellina Eleanor Lamb, sebbene quest’ultima con molta probabilità avrà cambiato aspetto visto che dopotutto sono passati ben dieci anni da quello spiacevole evento.

Nelle prime ore faremo una spiacevolissima scoperta, visto l’assenza delle sorelline e la scarsità di Adam, scopriremo che quest’ultime sono diventate delle Big Sister, ovvero simili ai Big Daddy ma in versione femminile e più agile. Il risultato delle Big Sister è un nemico molto agile e scaltro, allo stesso tempo dalla potenza fisica inumana quasi superiore da quel che abbiamo visto con i prototipi maschili. A fare la sua apparizione e accorrere in nostro aiuto vi sarà la Dottoressa Brigid Tenenbaum, che dopo aver sentito che a Rapture si stavano effettuando alcuni esperimenti sulle sorelline è accorsa in loro aiuto per evitare questo orribile scenario. Quella di BioShock 2 è una storia un po’ meno complessa rispetto a quella che abbiamo visto nel primo capitolo, ma nonostante tutto resta toccante e molto delicata e per certi versi meno macabra del primo, probabilmente dovuto all’assenza delle sorelline che qui si presentano in forma Big Sister. A nostro avviso resta un capitolo abbastanza godibile sebbene non sia ai livelli del suo predecessore.

bio2

“Booker… hai paura di Dio? – No, ma ho paura di te.”

Con Bioshock Infinite ci allontaniamo da quei luoghi cupi e macabri che erano in quel di Rapture, per spostarci in una ambientazione un po’ più colorata, saremo interamente per tutto il gioco a Columbia: una città fluttuante – l’inverso di quel che era Rapture, una città subacquea -. In tutto e per tutto Columbia si ispira a diverse città dell’America e lo dimostrano gli ideali americani. Effettivamente essa era una città degli Stati Uniti, ma dopo che il suo fondatore, Zachary Hale Comstock, bombardò Pechino senza alcuna autorizzazione dall’alto, Columbia venne ripudiata dal congresso insieme al suo profeta portando così alla città di distaccarsi quel che erano gli Stati Uniti, rifugiandosi in queste immense ed appariscenti nuvole.

In questo capitolo di Bioshock vestiremo i panni di Booker DeWitt, che dopo aver accumulato un certo debito dovrà recarsi a Columbia per saldare quest’ultimo una volta per tutte, per farlo dovrà trovare una ragazza chiamata Elizabeth e riportarla a New York, ma purtroppo è stata imprigionata da Comstock fin da quando era bambina e sorvegliata da un gran essere alato chiamato Songbird. Quindi per poter riportare questa ragazza con sé dovrà prima vedersela con questa immensa creatura oltre che con tantissime altre difficoltà che gli si pareranno lungo il suo percorso. Senza ombra di dubbio quella di Bioshock Infinite è la miglior storia della saga, ricca di colpi di scena e che si collega perfettamente alle altre due, inoltre è dotato da uno dei più forti finali a livello emotivo.

infinite

Una Rimasterizzazione con i fiocchi

Il lavoro svolto sul lato tecnico è veramente impeccabile, possiamo dire che tra le opere di rimasterizzazione questa è una delle migliori che il mercato odierno ha sfornato. Quello che ha emanato un forte impatto è sicuramente il primo capitolo, con le nuove texture è completamente rinato, ma dopotutto è anche normale si tratta del capitolo con il quale si è dato vita alla saga. La cosa che più lascia impressionati è la cura maniacale che è stata apportata con i modelli poligonali, molto più dettagliati e espressivi, adattandosi bene con le nuove texture e del sistema di illuminazione.

A beneficiare ancor più questa rimasterizzazione vi è una risoluzione a 1080p e un gameplay portato a sessanta frame per secondo per tutti i capitoli, rendendo il mondo di gioco molto più adrenalinico e movimentato, con un impatto visivo notevolmente migliorato e adattato alla nuova generazione, senza far sentire il peso degli anni a nessun capitolo. Per quanto ci dispiaccia dirlo la Collection non è priva di difetti, infatti sembra che molti dei bug storici del gioco sono ancora presenti in tutti e tre capitoli, inoltre, il framerate non è sempre molto stabile vi sono scene dove si ha un leggero calo e addirittura in alcune fasi si possono riscontrare dei freeze. A noi è capitato più volte lungo il primo capitolo di subire durante gli hackeraggi dei freeze di una trentina di secondi, per poi sbloccarsi da solo passati quei secondi. Sebbene Bioshock Infinite sia un ottimo capitolo e ancor tutt’ora lo è, lui è quello che ha avuto un minore impatto di rinnovo, proprio perché stiamo parlando di un gioco uscito non molto tempo fa, ma nonostante tutto la risoluzione e la pulizia grafica è buona. Alla fine dei conti ci ritroviamo davanti tre capitolo ben ripuliti e rimessi a nuovo per questa generazione, inoltre il succulente piatto offre tutti i contenuti aggiuntivi che ricordiamo che specialmente “Funerale in Mare” di Bioshock Infinite è tra quelli più importanti ai fini narrativi.

bioshock1

Commento Finale

Siamo giunti ormai alla fatidica fine, possiamo sicuramente dire che Bioshock The Collection è un prodotto che va promosso senza sé e senza ma, visto che l’opera di svecchiamento è stata fatta in maniera impeccabile oltre che offrire tutti i contenuti aggiuntivi in un solo pacchetto e il tutto a un prezzo budget. Il lavoro svolto dal team di 2K Boston è sicuramente da lodare, anche perché i sessanta frame per secondo e la risoluzione in full hd sono già di per se un aggiunta non poco allettante. Se non avete mai giocato a questa saga o sentite la nostalgia di quelle note uniche di Bioshock, beh, non potete farvi scappare questa rimasterizzazione visto che è perfetta sotto molti punti.

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

Leave a Reply