Quando parliamo di ninja difficilmente il pensiero non riesce a collegare quella parola con il blasonato Ryu Hayabusa della serie Ninja Gaiden. Stavolta non siamo però qui a parlare di un hack ‘n slash ma bensì di un titolo che propone delle meccaniche stealth pure, dove ogni minimo errore può costarci la vita, creando uan situazione di try and error. Siamo distanti dai movimenti militari di Solid Snake, ma Aragami ha dalla sua parte un gameplay molto solido che mettendoci nei panni di questo assassino non morto controlleremo le ombre e le sfrutteremo a nostro vantaggio. Nella fattispecie Aragami è un genere di titoli che si sta andando a estinguere man mano che il mercato evolve, ma fortunatamente grazie a produzioni come per lo appunto Aragami è possibile risentire quell’odore e quel feeling di un epoca distante. Non vogliamo anticiparvi altro, per comprendere a meglio la natura e i contenuti di questa produzione targata Lince Works vi rimandiamo alla nostra recensione quindi non ci resta che augurarvi una buona lettura.

La storia inizia con un flash back rapidissimo per poi arrivare a un filmato in gioco dove noi Aragami siamo stati evocati da una ragazza di nome Yamiko. Gli Aragami non sono altri che degli spiriti vendicativi, che solitamente vengono invocati per richiederne i servigi quasi sempre di entità negativa come assassini o altri lavori sporchi simili. La ragazza ci spiegherà che lei è bloccata in una città e per poterla liberare gli servirà il nostro aiuto, ma il nostro protagonista all’apparenza “vuoto” sembra ricordare qualcosa, ma purtroppo è afflitto da una strana amnesia e l’unica cosa che può fare è proseguire ed aiutare la ragazza.

Questa prima parte di gioco avrà la funzione di tutorial, introducendoci le abilità di ombra e altri aspetti fondamentali per il proseguimento del gioco. Il nostro protagonista usufruirà delle zone di ombra per attaccare, ma anche i suoi poteri usufruiscono di questo elemento, infatti in assenza di ombra saremo quasi inutili. La componente stealth non è l’unica pressante, il tutto è deliziato da una difficoltà sopra il normale, con delle guardie non sempre troppo stupide creando una IA ottimale per il genere. Purtroppo non lascia molto spazio a giocatori non amanti del genere, visto che ogni qualvolta che una guardia ci scoprirà sarà difficile scappare, il tutto dovuto a dei nemici molto agguerriti che avranno la possibilità di oneshottarci con un singolo colpo e quasi sempre con un attacco molto teleguidato. Un po’ come accadeva in Metal Gear Solid, anche qui i cadaveri lasciati in giro possono destare i sospetti dei nemici, mettendoli così in allerta. Altro aspetto particolare è che i nemici imparano dai nostri errori, quindi, se riusciamo a fuggire da una situazione di allerta i nemici conosceranno meglio i nostri movimenti.

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E’ visivamente e artisticamente molto bello come il gioco mette in risalto la nostra ombra e la luce dei nemici, dove le luci con un singolo colpo riescono a spazzare quell’oscurità che li oppressa. Il gioco dispone anche di uno Skill Tree, dove sarà possibile apprendere tantissime abilità importanti come un kunai da gettare nelle situazioni più critiche come nelle fughe disperate alla ricerca di un ancora di salvezza. Come ogni gioco del genere che si rispetti sarà nostra scelta come affrontare gli stage di gioco, infatti avremo la possibilità di finire il gioco senza uccidere nessuno così come fare il contrario, creando una strage in ogni singolo livello di gioco. A fine di ogni missione vi sarà un resoconto, con tanto di votazione finale, ogni singolo parametro come le uccisioni o le allerte influiranno sulla nostra votazione, aggiungendo un punto in più per i giocatori più agguerriti che cercano una sfida tosta e duratura. Abbiamo tantissimo gradito il riferimento a Metal Gear Solid, infatti è presente un trofeo – con l’immagine appunto che raffigura il codec di MGS – dedicato al celebre titolo di Hideo Kojima, questo probabilmente perché entrambi i titoli appartengono allo stesso genere sebbene con meccaniche differenti.

Il sonoro di gioco è abbastanza buono, niente di eclatante nelle soundtrack di gioco e nel doppiaggio, quest’ultimo è poco apprezzabile dato che i personaggi emetteranno dei rumori più che parlare. Il comparto grafico non è eccelso ma tutto sommato è apprezzabile, la tecnica usata è molto simile a quello del cel-shading ma con un risalto al colore rosso, probabilmente dovuto al nome del gioco, risaltando la tematica di vendetta e sangue. La nostra partita è durata ben nove ore, una longevità che tutto sommato riesce a mantenersi sulla media, anche se quest’ultima effettivamente è variabile in base all’abilità del giocatore, per chi ha poca pratica col genere si troverà davanti molte più ore di gioco.

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Commento Finale

Tutto sommato Aragami è una produzione molto piacevole, anche se il titolo soffre di una difficoltà non proprio accessibile a tutti e di un posizionamento dei checkpoint un po’ sbandati. A compromettere la giocabilità sono presenti dei bug, rendendo l’esperienza leggermente frustante. Sicuramente questa è una produzione destinata a chi ama il genere stealth, quindi, ci sentiamo in dovere di consigliarlo principalmente a quest’ultimi mentre per gli altri, se sentite il bisogno di una sfida appagante potete tentare a gettarvi in questa martoriata avventura.

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