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WWE 2K17 – Recensione

Non siamo più negli anni in cui il Wrestling aveva un successo incontrollato in Italia, quando nei lontani anni 2000 Smackdown! Imperversava su Italia 1 ed un orda di ragazzi, non solo, si riversavano davanti alla TV per seguire le gesta dei loro atleti preferiti; parallelamente anche i videogiochi su questo show aumentavano a vista d’occhio e l’ex THQ sfornava titoli d’alto livello uno dietro l’altro, come non citare i famosi Here comes the Pain e Smackdown! Vs Raw. Dopo la chiusura dello studio, il brand è passato sotto le sapienti mani di 2K affiancati dai Yuke’s Future Media Creators, sviluppatori della serie da tantissimi anni, con l’intento di farla sopravvivere portandola nuovamente in auge nel mondo video ludico. Con queste premesse da qualche anno arriva nelle nostre case WWE 2K, questa edizione 2K17 si porta dietro un carico enorme di aspettative e speranze da parte dei fan; abbiamo nuovamente davanti un titolo d’alto livello?

Il Wrestling secondo 2K

Accedendo al menu di gioco possiamo già notare uno stile particolare: uno sfondo ricco di fumo ed i wrestler, che uno alla volta, passano da una parte all’altra dello schermo con il loro classico atteggiamento da camminata sullo stage, molto scenico ed interessante rispetto ad una schermata statica; ma anche un’altra cosa salta all’occhio, la presenza di poche modalità e soprattutto l’assenza del Showcase, una delle più apprezzate del comparto single player, andando invece a puntare forte sulla carriera personale, come accade anche in NBA2K17, ma con una qualità sicuramente inferiore, a causa anche della mancanza di un audio vero e proprio del nostro protagonista, limitato ad annuire o aprire la bocca senza proferire verbo.

Per il resto è sempre possibile costruire il nostro palinsesto tramite WWE Universe, in modo tale da creare noi stessi eventuali faide e lotte per il titolo, una riproposizione più completa di quella che anni fa era la modalità GM, molto divertente, ma fino ad un certo punto.

Mentre andando ad osservare le singole modalità di gioco singolo troviamo: 1vs1, 2vs2, Triple Threat, Fatal 4-Way, 6-man, Handicap, Royal Rumble (una delle più amate in assoluto) e Torneo; mentre per quanto riguarda le tipologie di scontro abbiamo: Normale, Falls Count Anywhere, Backstage Brawl, Extreme Rules, Ladder, Table, TLC, Hell in a Cell, Steel Cage, Iron Man, Last Man Standing, No Holds Barred, Submission, Elimination Tag, Elimination Tornado Tag, Battle Royal e Elimination Chamber. Una massiccia possibilità di scontro, con la mancanza solo di poche tipologie ormai non più utilizzate nello show americano, come per esempio l’Inferno Match.

Ultima menzione va fatta per il multiplayer, da sempre punto debole dei titoli 2K e non solo, anche le precedenti produzioni THQ soffrivano di server instabili e non propriamente d’alto livello, in questo titolo possiamo notare dei leggeri miglioramenti nei giorni successivi al lancio, specialmente nelle modalità 1v1, anche se il lento matchmaking ed una latenza talvolta eccessiva contro giocatori fuori regione, può risultare fortemente penalizzante.

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Saliamo sul ring!

Siamo passati da una struttura prettamente arcade, dedita soltanto all’intrattenimento del videogiocatore, ad una invece molto più realistica ed a volte legnosa, non è propriamente un male questo, però non sarà facile per i fan di vecchia data affacciarsi in maniera efficace sul titolo nelle prime battute, ma il risultato finale, o per lo meno il suo tentativo, è sicuramente da elogiare. Prima lo scontro si basava tutto su prese prolungate in mezzo al ring che scaturivano in una delle quattro mosse disponibili per posizione, ora invece ogni comando sin da subito è collegato ad una mossa prestabilita e cambia a seconda della pressione, più o meno mantenuta, del tasto, per differenziare maggiormente i colpi pesanti da quelli leggeri.

Queste rende tutto più naturale a colpo d’occhio, nonostante la presenza ancora d’imprecisione che ci porteranno talvolta ad azioni imprecise e goffe, richiedendo molta pratica prima di padroneggiarla al meglio e qui sorge un po’ il dubbio: per il mondo del wrestling è meglio un approccio simulativo, basato sul ricreare fedelmente ogni situazione finendo a volte nel legnoso, oppure arcade fondato interamente sul divertimento? È un fattore totalmente soggettivo per chi prende il mano il gioco, è impossibile dare una risposta oggettiva su quale possa essere meglio dei due poiché entrambi hanno i loro lati positivi e negativi, spetta quindi al singolo individuo valutare attentamente e dare una risposta a questa domanda, ma l’estrema differenza tra i due opposti porta il titolo ad essere amato o odiato senza via di mezzo.

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Non c’è limite alla fantasia

L’editor è una delle modalità fondamentali del titolo, capace di ricreare qualsiasi cosa con la massima fedeltà; prima di partire con gli elogi per l’eccelso lavoro mi sento di criticare, solo parzialmente, l’assenza di una feature presente anni or sono, ossia l’editor delle mosse. Era stata inserita a grande richiesta con la gioia incontrastata dei fan all’epoca, per la prima volta era possibile pensare e creare una propria mossa finale da assegnare al proprio wrestler, una personalizzazione a 360°, per cui non vederla da qualche anni può solo che far dispiacere, anche se probabilmente è comprensibile.

Ed ora dopo questa breve parentesi passiamo a quello che possiamo effettivamente fare ossia: creazione dei Wrestler, dello stage, delle entrate e delle cinture; ognuna di queste è realizzata divinamente, consentendoci una personalizzazione precisa in ogni suo punto, quella dei wrestler addirittura, mediante anche la possibilità di inviare e scaricare materiale alla community online, ci permette di utilizzare lottatori non presenti nel gioco, ma realizzati con una qualità tale da sembrare quasi parte integrante del titolo. Questo perché l’editor permettere una personalizzazione quasi surreale di ogni singolo dettaglio facciale e non, per cui i più smanettoni possono letteralmente sbizzarrirsi nel ricreare i loro wrestler preferiti del passato, oltre anche a personaggi totalmente inventati o non inerenti a questo mondo (basti pensare che uno dei lottatori più scaricati dalla community è Harambe).

Ognuno di loro può essere personalizzato anche nel moveset, in maniera abbastanza dettagliata come accade sempre nella saga, potendone scegliere le mosse in ogni frangente possibile, da quelle di fronte fino a quelle in coppia, finendo ovviamente per le mosse speciali e finali, insomma un modo completo per realizzare ad hoc il nostro stile di combattimento.

Molto particolare anche poter creare, a nostro piacimento, l’areno in cui potremo poi combattere, dalla struttura dei titantron, alla composizione del ring, tutto è modificabile per ricreare un qualcuno di unico e totalmente personale, adatto agli amanti della personalizzazione. Come potete vedere la possibilità di creare è il punto cardine del titolo, rappresentando per i più smanettoni un elemento in grado di incollarli allo schermo per ore, regalando ben più di una misera soddisfazione.

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Riproduzione fedele

Uno dei grandi difetti delle vecchie produzioni era la mancanza di fedeltà nei dettagli di wrestler ed arena, in questo capitolo queste sono rese alla perfezione, specialmente i lottatori in ogni loro piccolo dettaglio sono praticamente perfetti, è difficile trovare qualcuno mal riprodotto. In aggiunta è da lodare il fatto che la loro caratterizzazione non si limita all’aspetto, ma ogni loro movimento è incredibilmente realistico, come per esempio le pieghe sul corpo a seconda dell’azione che svolgono.

La fisicità inoltre è realizzata alla perfezione, era uno dei più grandi desideri dei fan nei precedenti capitoli, la possibilità di vedere la proiezione variare a seconda della superficie d’impatto ed eventuali ostacoli che si va a colpire, che possono eventualmente interrompere l’animazione.

Il reparto sonoro è ottimo per quanto riguarda la presenza di tantissime musiche, di wrestler e non, con un coinvolgimento dello stage notevolmente migliore da parte del pubblico in seguito a ciò che accade sul ring; non è tutto oro ciò che luccica, infatti nonostante il miglioramento del commento rispetto all’anno scorso, ancora non siamo a livelli propriamente accettabili, molto passivi e poco propositivi tanto da risultare quasi estranei rispetto al contesto in cui ci troviamo.

Negativi anche i duelli al microfono, dove il doppiaggio audio non viene catturato, per cui vedremo parlare i lottatori a vuoto senza il minimo riscontro sonoro, un vero peccato.

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In Conclusione

WWE2K17 è un titolo molto godibile tutto sommato, la nuova via di 2K dopo aver acquisito i diritti dalla defunta THQ comincia ad intravedersi, anche se non ancora abbastanza visto quello che sono in grado di fare, un esempio su tutti è NBA2K17; c’è ancora molto da fare ed alcune scelte possono far storcere il naso, come descritto durante l’articolo. Però il tentativo di portare qualcosa di diverso dal solito copia ed incolla nelle case dei fan del grande Wrestling è sicuramente da apprezzare, con la speranza che nelle prossime edizioni si possa azzardare ancora di più per raggiungere vette più elevate.

Per cui mi sento di consigliare il gioco ai fan della serie, difficilmente vi potrà deludere, anche se magari quel pizzico di amaro in bocca potrà presentarsi, in ogni caso è capace di divertire per molte ore senza particolari problemi.

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Emanuele Cevoli

Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po' di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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