La saga di Final Fantasy, lungo il corso degli anni, ha avuto a che fare con numerosi Spin-Off, da quelli più blasonati come quello del settimo capitoli, a quelli stand alone che volevano raccontare una storia originale distaccata dal filone principale. In questo World of Final Fantasy si vuole far riferimento ad un capitolo principale della saga, ma allo stesso tempo raccontare una storia nuova, dando una spolverata al genere JRPG proponendolo in una pasta pressocchè classica, con un pizzico di modernità. Inutile nasconderlo, questo nuovo Spin-Off sulla saga della fantasia finale ha attirato a se non solo l’attenzione di chi ha seguito parzialmente la saga, ma anche chi ha amato e tutt’oggi supportato questa fantasia di Hironobu Sakaguchi. Pad alla mano ci siamo resi conto che World of Final Fantasy strizza leggermente l’occhio a quel che abbiamo visto qualche mese fa con Digimon Cyber Sleuth, principalmente per la possibilità di poter catturare ed evolvere i mostri. E’ anche vero che questa formula di catturarli è possibile ricollegarla ai titoli di Pokémon sviluppati da Game Freak, ma per il sistema che propone sembra più accostarsi alla produzione di Namco Bandai Games. Sebbene il riferimento con quelle due produzioni è tastabile, questa targata Square Enix assume una sua identità offrendo, non solo tantissime ore di gioco, ma anche un esperienza unica nel suo genere che soddisfa pienamente le aspettative di chi apprezza questo brand.

Siamo stati da sempre soli?

La storia parte con una breve sequenza che vede Lann e Reynn, protagonisti delle vicende di World of Final Fantasy, in un sogno, all’apparenza un banale incubo di Lann durante il sonno. Al suo risveglio noteremo che in testa ha uno strano essere, non curante dei dettagli, Lann si dirige verso il bar dove lavora. Nonostante il gioco ancora non ne ha fatto cenno, è facilmente intuibile che qualcosa di strano è accaduto nella ridente cittadina di Nine Woodhills; il primo avvenimento strano è una cliente che non si era mai vista, la quale chiede a Lann di portargli un caffè ed una ventina di zollette di zucchero – eh si, la ragazza non soffre assolutamente di diabete -. Nel mentre che Enna Kross, la cliente del locale, sta gustando il suo caffè, ecco che entra in scena in maniera agitata Reynn, che ci chiederà se non abbiamo notato nulla di strano in città, soffermandosi sullo strano essere che abbiamo sulla testa. A quanto pare nella cittadina non vi sono più abitanti, gli unici a viverci sono solo Lann e sua sorella.

Di questo brutto avvenimento ne sa qualcosa Enna Kross, la quale ci spiega che noi abbiamo perso la memoria e che in realtà abbiamo da sempre vissuto da soli in questa cittadina, oltre ad aver affrontato molte altre avventure nel mondo del Grymoire. Quella non sarà l’unica rivelazione, infatti scopriremo che siamo dei prescelti a governare il mondo, usufruendo del potere dei mirage ovvero dei mostri che eseguiranno ogni nostro ordine. Per dar prova pratica di ciò che dice, Enna Kross chiama a suo soccorso Tama, l’esserino che si era posizionato fin dall’inizio sopra la testa di Lann. Il gioco ci offrirà una breve introduzione al sistema di combattimento e ai mirage, ma questo verrà approfondito successivamente. A seguito di tutte queste rivelazioni, i due decidono di entrare in questo vasto mondo chiamato Grymoire, mondo popolato da altri esseri umani e mirage, i quali possono aiutare a recuperare la memoria ai nostri giovani protagonisti. La storia è strutturata per fasi: all’inizio assisteremo a tantissimi filmati che ci introdurranno al meglio la storia, per poi ingranare man mano che si raggiungono le diverse location. L’unica pecca della narrazione è che inizialmente parte in maniera molto pacata, dando un idea abbastanza errata di quello che poi in realtà offrirà la storia. Lungo il nostro soggiorno a Grymoire avremo la possibilità di incontrare diversi personaggi storici della saga principale, che ricopriranno un ruolo fondamentale all’interno della narrazione di World of Final Fantasy.

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Catturali tutti… o quasi?

Il mondo chiamato Grymoire offrirà la possibilità di diventare dei “chibi” ai nostri personaggi, visto che la popolazione ha quell’aspetto, anche i mostri hanno la stessa forma. Come vi avevamo anticipato nella prefazione, il titolo offre un sistema di cattura e sviluppo di mostri molto simile a quella vista su Pokémon e Digimon, infatti avremo la possibilità di collezionare i mostri di questo vastissimo mondo. Le due forme Jiant e Chibi hanno una differenza, se assumeremo la versione chibi salteremo diversi scontri casuali, rinunciando al farming e proseguendo senza troppi intoppi – scelta abbastanza sconsigliata per la maggior parte delle volte -. Per ottenere i Mirage dovremo prima affrontarli ed indebolirli, una volta che la loro energia sarà al giusto livello, i nemici emetteranno un bagliore che ci permetterà di inglobarli con il nostro potere e tentare di catturarli nella speranza di non fallire. Attenzione però, lungo il corso della storia ci capiterà di imbatterci in alcuni Mirage che hanno già con sé un padrone, quindi non avremo modo di catturarli se non prima sconfiggere il padrone di quest’ultimi – come ci suggerisce un personaggio chiave lungo il corso della storia -.

Tra i vari sistemi di battaglia della saga Final Fantasy è stato scelto quello più usato: l’Active Time Battle; reso più semplice, con l’introduzione di qualche nuova meccanica, come ad esempio la possibilità di impilarsi con i Mirage ed inglobare quest’ultimi lungo la battaglia. Il menù si divide in due parti: schermata dinamica, quella con un menù a rotazione e schermata classica, che ci permetterà di vedere un menù tipico della saga sotto forma di lista comandi. Come siamo stati abituati dalla saga, solitamente per sferrare magie e abilità si fa uso di determinati punti, infatti in questo spin-off useremo gli AP, dei punti consumabili che ci permetteranno di usare tantissime tecniche devastanti, queste ultime ottenuti nell’accoppiata dei Mirage. La loro scelta è importantissima per proseguire negli scontri, infatti in base a quali sceglieremo otterremo dei bonus e delle abilità uniche, quindi, ogni qualvolta avremo dei mostri a disposizione bisognerà fare mente locale e valutare al meglio le possibilità che si hanno davanti. Un aspetto positivo dei Mirage è che hanno una sorta di albero delle abilità da sviluppare, il quale ricorda per lo più la sferografia vista su Final Fantasy X, la quale ci permetterà di apprendere nuovissime abilità utili ai fini della battaglia o che offrono certe preculiarità – solo per alcuni mostri – come evolversi in una mount per gli spostamenti. Tornando alla struttura Pokémon, anche qui i nostri mostri si evolveranno, cambiandone pure la sua taglia, passando da una M ad una L. Come avete ben capito ogni mostro ha una taglia ed è fondamentale per l’impilazione, per esempio: per creare una pila di tre mostri bisognerà mettere prima uno di stazza L, M e infine quello di stazza S, creando una sorta di piramide in base alla loro grandezza. Attenzione però, il totem dei mirage può essere abbattuto, questo comporta un disgregamento dei membri nella battaglia, creando turni multipli quanti sono i mirage, ma niente paura, sarà possibile rimpilare tutto usufruendo dei turni dei mostri o di Lann e Reynn. All’interno del mondo gioco avremo la possibilità di attraversare dei portali che ci condurranno alla nostra città di origine, in modo da riposare ed allo stesso tempo usare questa location per viaggi rapidi. Nel parco dei nove colli avremo anche la possibilità di consultare diverse enciclopedie sui mostri, depositare i Mirage in più e svolgere alcuni compiti secondari in una particolare stanza, che per motivi ben chiari non vi stiamo qui ad anticipare.

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Il sacro ATB

Il comparto tecnico è di ottima fattura, l’Active Time Battle è stato reso in maniera impeccabile nel contesto di World of Final Fantasy, con le piacevoli aggiunte dovute al sistema dei Mirage. Per quanto riguarda il comparto grafico possiamo dire che siamo rimasti soddisfatti dai modelli poligonali dei personaggi e dagli effetti luce che sono presenti nelle varie location di gioco, ma non possiamo dire altrettanto per alcune texture delle Cut-Scene che risultano veramente di bassa qualità, molto sfocate e che stonano con il contesto animato. A condire come di consueto questo brand è presente una colonna sonora soave, inoltre è possibile udire diverse Theme di capitoli precedenti riadattati per l’occasione.

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Commento Finale

Questo ennesimo Spin-Off dedicato al brand di Final Fantasy ci ha particolarmente colpito per il suo sistema peculiare, ornato da alcune dediche che strizzano l’occhio ad un pubblico un po’ più anziano che ha seguito la saga sin dagli albori. E’ innegabile, la storia di World of Final Fantasy riesce a stregare per tutto il suo corso, fino a concludersi con un degno finale, lasciando quel senso di soddisfazione. La longevità è anch’essa un punto a favore, forse l’unico neo di questa sta nel lento inizio della narrazione, ma che riesce in poche ore a sbloccarsi e donare molte emozioni. Ci sentiamo in dovere di promuovere World of Final Fantasy, ha saputo portare una ventata d’aria fresca tra gli Spin-Off del Jrpg targato Square Enix.

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