Duke Nukem 3D: 20th Anniversary World Tour – Recensione

Un ritorno alle origini per nostalgici e fan accaniti della saga di Duke Nukem. Dopo 20 anni, Gearbox Studio ripropone questa pietra miliare degli sparatutto firmata in origine da 3D Realms, storico marchio degli anni 90. Grazie a questo titolo, leggermente migliorato sotto piccoli aspetti, possiamo ripercorrere l’assurda e violenta avventura del nostro caro Duke, l’eroe più sessista, egocentrico e sgarbato del mondo videoludico che dovrà nuovamente cimentarsi in imprese eroiche e difendere la razza umana.

UN PO’ DI TRAMA NON GUASTA MAI

Gli avvenimenti di questo super-titolo della saga si sviluppano dopo il secondo capitolo in 2D. Il nostro protagonista, impegnato in altre avventure interplanetarie, è ignaro di quello che sta accadendo sul nostro pianeta. Nel XXI secolo, gli alieni conquistano il pianeta Terra approfittando dell’assenza del nostro biondo “Schwarzenegger” il quale è stato imprigionato dai Rigelatin, razza aliena interessata alle capacità distruttive del Duca (Duke Nukem II). Fortunatamente Duke, dopo aver superato l’ennesima fatica, riesce a far ritorno sul nostro pianeta, pronto a dare una lezione agli invasori armandosi di qualsiasi arma a sua disposizione, ironia e calci inclusi. Inutile dirvi chi la spunterà.

Duke Nukem - Screenshot

LE NOVITÀ ALL’INTERNO DEL GIOCO

Siamo abituati alle rimasterizzazioni che prevedono solo migliorie grafiche e qualche piccolissimo extra non sempre essenziale. Gearbox, in questo caso, ha deciso di fare più del dovuto riuscendo perfettamente nell’impresa.
Allen H. Blum III e Richard “Levelord” Gray, storici sviluppatori di Duke Nukem, tornano in campo regalando molto di più che un semplice remaster. All’interno del gioco possiamo trovare un quinto episodio con atmosfera in perfetto stile Duke Nukem 3D. Ma un nuovo episodio con qualche livello in più forse è poco. Perché non aggiungere qualche alieno in più, una nuova soundtrack, una manciata di nuove battute scurrili e magari un po’ di… fiamme? Detto fatto!
Jon St. John, storico doppiatore del Duca, è stato ingaggiato nuovamente per registrare nuove divertenti battute che ci accompagneranno durante le innumerevoli sparatorie. Situazione analoga anche per la nuova colonna sonora con Lee Jackson alla composizione.
Altra piccola chicca è la nuova arma introdotta nel capitolo aggiuntivo, ovvero l’inceneritore con il quale possiamo divertirci ad arrostire gli alieni.
Ultima, ma non meno importante, è la possibilità di effettuare il render-switch in realtime con la semplice pressione di un tasto, passando così dal sistema di renderizzazione classico al Tru3D con environment più luminosi e smussati, texture migliorate e frame rate stabile.

Duke Nukem - Episode 1-1

HANDS ON

Chi ha giocato alla Megaton Edition, primo remaster di Duke Nukem 3D, ricorda sicuramente che il motore grafico era stato ritoccato in modo da ottenere un effetto levigato su tutte le superfici. Invece, in questa ultima versione gli sviluppatori hanno deciso bene di regalare le stesse sensazioni del titolo originale mantenendo quasi inalterati tutti i pixel che compongono il videogioco, attivando anche il Tru3D.
L’avventura si apre sempre dal solito tetto dove, dopo aver fatto esplodere delle bombole di gas per aprire un varco, ci caleremo da questo per iniziare la nostra avventura, ammazzando i nemici alieni a colpi di pistola e fucile a pompa, ed andando avanti si potranno ottenere armi più potenti e interessanti, come il tanto amato Devastator o lo Shrinker per rimpicciolire e calpestare alcuni dei nemici.
Non mancano nemmeno le scenette epiche di Duke che dona il denaro alle lap-dancer, che esprimere la sua “gioia” nell’usare il gabinetto o del suo forte ego che lo spinge persino a fare i propri bisogni sul cadavere di un boss, con tanto di lettura di una rivista.
Nel nuovo episodio ci si diverte esattamente come nei precedenti. Amsterdam, Londra, Hollywood, sono alcune delle mete che il nostro protagonista dovrà difendere e ripulire dall’invasione aliena. E anche in questo caso non mancano gli easter-egg, come il Tardis di Doctor Who che funge da portale da attraversare obbligatoriamente per continuare la missione di Londra, oppure Serious Sam che si trova ai piedi di una piramide con il quale il nostro protagonista interagirà parafrasando la ormai celebre frase del Joker di Heath Ledger in “Why so serious, Sam?”.
Un episodio che diverte come i precedenti e che non delude le aspettative, fatta eccezione per un boss finale facilmente raggiungibile e molto simile per modalità di combattimento al precedente mostro che incontriamo nello stadio del capitolo finale del terzo episodio – jetpack e dirigibile pieno di armi -.

Duke Nukem Tardis
Un Tardis un po’ sbiadito fa la sua comparsa in Duke Nukem

TIRIAMO LE SOMME

“Duke Nukem 3D: 20th Anniversary World Tour”: un videogioco che ha lo stesso sapore di un buon vino pregiato. Godibile sotto tutti gli aspetti, gli sforzi degli sviluppatori di mantenere tutto come l’originale sono completamente apprezzati sia sui vecchi episodi che sul nuovo. Titolo multipiattaforma, per PC, PS4 e XBOX ONE. Con mouse e tastiera ci si sentirà quasi sicuramente a proprio agio, mentre chi usa il joypad dovrà avere un occhio di riguardo sulla sensibilità degli analogici, facilmente regolabili nel menù delle impostazioni. Il nuovo capitolo presenta piccolissimi bug. Uno di questi lo si può trovare in un ascensore che potrebbe non partire immediatamente ma basta ritentare una seconda volta o ricaricare dal punto di salvataggio più recente e il gioco è fatto. Per chi è già un veterano dei retrò game sarà un piacevole ritorno al passato con un pizzico di novità in più mentre per i novizi sarà come leggere un divertente libro di storia dei videogiochi.

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Phenom, all’anagrafe Davide, classe 1990.
Designer, tecnico informatico, nerd, pianista, YouTuber ma soprattutto gamer.
Si autoproclamò “Re dei Videogiochi” dopo aver distrutto rispettivamente una PSX e una PS2 per le troppe ore di gioco. Tale menzogna servì a controllare lo sconforto legato alla perdita delle sue amate console.
Attualmente si chiede perché questa presentazione è in terza persona.

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