Nuova stagione invernale, nuovo Call of Duty; uno dei titoli più importanti di Activision è tornato nelle sapienti mani di Infinity Ward, nel tentativo di riportare la saga ai fasti di un tempo. Questa volta non siamo durante la guerra moderna o negli anni ‘40, ma in un’ambientazione molto futuristica, tematica ormai abusata negli ultimi anni, con qualche aggiunta interessante ed un cast d’eccezione, su tutti Kit Harington, conosciuto per il ruolo di Jon Snow in Game of Thrones e David Harewood.

Come sempre la schiera di amanti e non della serie torna a scontrarsi, tra chi ritiene che questa ormai continui a ripetersi in un circolo vizioso di copia – incolla, mentre i fan continuano ad avere fiducia in quegli sviluppatori che quasi 8 anni fa diedero alla luce una serie, Modern Warfare, di enorme successo sotto ogni punto di vista. Infinite Warfare è un passo avanti oppure “l’ennesimo Call of Duty”? Scopriamolo assieme!

Siamo nello spazio!

Siamo passati dalla guerra moderna a quella futuristica, dove i viaggi nello spazio sono consuetudine e la “conquista” dell’universo da parte dell’uomo prende piede. Come ogni Call of Duty che si rispetti abbiamo una suddivisione netta in fazioni, la UNSA, i “buoni” possiamo dire, che governano nell’interessa dei cittadini, a loro dire e la SDF, un’organizzazione che mira a distruggere completamente l’altro schieramento con attacchi mirati come scorribande, rapimenti e via dicendo.

Si arriva in un punto in cui tutto questo non è abbastanza, non si mira solo alla propria libertà, ma bensì alla conquista, per cui la guerra lampo ha inizio dopo l’attacco a Ginevra durante la parata della flotta UNSA. Noi, dopo un breve prologo in cui impersoniamo un ufficiale durante l’attacco presso una base nemica nel tentativo di recuperare una pericolosa arma, vestiamo i panni di Nick Reyes, un tenente sin da subito favorevole alla contro-offensiva verso la pericolosa organizzazione. Da lì a poco diverremo capitano ed avremo il controllo completo delle operazioni, ma soprattutto della Retribution, nave da guerra fiore all’occhiello dell’esercito; nella quale per l’appunto gestiremo il nostro armamentario, consulteremo i fascicoli e sceglieremo le missioni da effettuale, alcune di queste sotto forma di secondarie per eliminare degli obiettivi pericolosi.

Questa è la differenza sostanziale rispetto alle precedenti campagne, da soldato sotto ordini altrui a comandante, nonostante in ogni caso si prenda ordini da superiori, ma il carisma del protagonista lo porterà egli stesso a scegliere di testa propria durante il corso della storia. Il protagonista, oltre alla spettacolarità degli avvenimenti ed una regia d’alto livello, portano la trama ad essere coinvolgente e ben realizzata, sicuramene una delle migliori degli ultimi anni, anche se i problemi non mancano: nello specifico è da notare in maniera assai negativa l’esigua longevità di essa, tra le 4 e le 5 ore di gioco. Decisamente troppo poco, nonostante non vi siano tempi morti e tutto sia compresso per garantire un carico adrenalinico notevole, la pochezza di contenuti che ne deriva lascia l’amaro in bocca; determinate situazioni o personaggi, come il nostro antagonista che tanto bene prometteva a livello di parole, alla fine viene quasi lasciato spesso in disparte senza un accurato approfondimento e presenza sul campo di battaglia.

Con qualche ora in più poteva essere sicuramente una campagna ai livelli di mostri sacri come Modern Warfare 1 e 3, ma sfortunatamente si assesta su un buon prodotto migliorabile sotto molti aspetti, un vero peccato dato le basi solide ed un cast di tutto rispetto.

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Zombies in the 80s

Modalità che piace non si cambia, o quasi. Siamo negli anni in cui gli Zombie sono tornati in auge, grazie anche alla serie Tv The Walking Dead, quindi non è strano vederli inseriti in una schiera di giochi infinita; questo era avvenuto anche con Call of Duty, integrandoli in una modalità ad orda dove l’unico scopo è resistere con l’armamentario a disposizione. Da quel momento quasi ogni capitolo ha visto il suo utilizzo, con più o meno modifiche per quanto concerne soprattutto la location; in questo caso, nonostante il mondo sci-fi, veniamo catapultati negli anni ’80, con il suo humor, vestiti, clichè e mappe a richiamare un’era nostalgica per molti, che obiettivamente non veniva trattata da molto, se non in qualche corto trash uscito di recente.

Per il resto, escluse le tematiche di cui ho trattato poco fa, rimane ancorata sui soliti punti cardine, ossia: un team cerca di sopravvivere ad ondate di zombie famelici, per farlo usa ciò che trova attorno a loro, cercano di riparare e formare barricate per rallentarne l’avanzata, si guadagnano soldi ad ogni uccisione da poter spendere e via discorrendo. Nessuna vera novità sostanziale, non che tecnicamente ne avesse bisogno, ma qualche aggiunta succosa non avrebbe sicuramente fatto male ad una modalità che va avanti allo stesso modo da anni.

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Un multiplayer ricco

Un altro lato invariato del titolo è sicuramente il multiplayer, che nonostante la presenza delle fazioni che andremo a supportare con i nostri rendimenti in battaglia, non regala nulla di più rispetto a Black Ops 3.

Questo è sia un bene che un male: ad avvalorare la prima tesi vi è una solidità invidiabile, oltre ad una ricchezza di contenuti incredibile, tantissime modalità giocabili (molte delle quali si interscambiano ciclicamente durante l’anno) e server dedicati d’alto livello. Mentre il lato negativo, secondo noi, è appunto la mancanza di novità; chi ha giocato lo scorso capitolo potrebbe avere pochi motivi per prendere in mano questo titolo, escluso l’essere un prodotto più nuovo di Black Ops 3, non vi sono altre ragioni.

La sua struttura rimane la solita che si ripete negli anni: crei una classe con un kit prestabilito, sblocchi e scegli le armi che più ti aggradano con i relativi accessori, valuti i migliori perk a disposizione e parti per la battaglia. Fine, niente di più niente di meno, inoltre le modalità sono praticamente le stesse senza una vera e propria novità, quasi come se mancasse la voglia o il coraggio d’azzardare per qualcosa di completamente nuovo e stravolgente, peccato.

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È CoD o qualcos’altro?

Quando prendiamo in mano il pad, o mouse e tastiera su altre piattaforme, il feeling è sempre il medesimo; non che questo sia sempre negativo, ma vedere le stesse meccaniche e sensazioni ripetute ciclicamente ogni anno può stuccare molti degli appassionati. Oltre a questo c’è anche da constatare il fatto che le “nuove” interazioni sono già viste in altri titoli del genere, per esempio in Titanfall; nello specifico sto parlando della possibilità di correre sulle pareti, insieme all’utilizzo dei propulsori. Qualcosa di simile lo si era già visto su Black Ops 3, ma la prima cosa che ci viene in mente una volta testata questa feature è la somiglianza con il titolo di Respawn.

Trattandolo come titolo a sé stante, senza considerare i capitoli precedenti, stiamo parlando di un gameplay solido e maturo, senza incertezze e pronto a far divertire grazie ai suoi scontri frenetici. Per cui lo si può definire ottimo, ma quando si parla di Call of Duty la voglia d’avere sempre un qualcosa in più emerge, si vuole ciò che nessuno ha ancora mostrato e magari il ritorno di vecchie meccaniche abbandonate negli anni. Questo, come si è precedente discusso, non avviene minimamente in Infinite Warfare, fatta eccezione per la guida dei veivoli durante la campagna, una piccola brezza capace di far divertire come non mai, nonostante si tratti di una goccia d’acqua, in un oceano di già visto.

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Panorama mozzafiato

Si può dire criticare molto di questo titolo, ma il suo comparto grafico è indubbiamente da elogiare, dato che tutto è veramente fantastico e quasi mozzafiato, specie gli scorci nei pianeti che andremo a “visitare”. Anche i personaggi solo praticamente foto realistici, sia nelle cut scene che in game, consentendo una grande immedesimazione in essi e nella trama che ci viene raccontata. Anche il frame rate non presenta tentennamenti ed in un gioco del genere questo rappresenta un fattore quasi fondamentale per l’acquisto o meno; insomma un lavoro magistrale del team di sviluppo che potete parzialmente intravedere negli screen presenti nell’articolo.

Anche il lato sonoro non è da sottovalutare; le battaglie sono ben realizzate per quanto concerne spari, esplosioni ed urla dei soldati, una riproduzione molto realistica del campo di battaglia, con anche una serie di track ben selezionate per l’occasione.

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In conclusione

Ed ora l’ardua sentenza: Call of Duty Infinite Warfare porta qualcosa di nuovo? È un titolo che merita l’acquisto? Sinceramente alla prima domanda mi sento di rispondere no. Ha qualche aspetto interessante, come per esempio gli scontri aerei, ma sa tutto di già visto, riproposto ciclicamente ogni anno con qualche aggiunta presa da altri titoli del genere. Mentre se dobbiamo parlare della sua qualità, possiamo dire che è un ottimo gioco sotto tanti aspetti; certo ha i suoi difetti, ma presenta spunti molto interessanti tra cui una trama molto ben orchestrata, nonostante la sua decisamente esigua durata che può rappresentare un forte punto negativo.

Per cui posso consigliare l’acquisto ai fan della saga, dato che apprezzeranno la campagna, solo a livello di regia, oltre che ad un multiplayer sempre solido nonostante non porti stravolgimenti a quello che siamo abituati a vedere; certamente non stiamo parlando di un titolo nuovo, ma bensì del solito Call of Duty con location nello spazio, ma ciò non toglie che possa regalare parecchie soddisfazioni.

Call of Duty: Infinite Warfare

Call of Duty: Infinite Warfare
8

Voto

8.0 /10

Pros

  • Graficamente maestoso
  • Interessante essere a capo di una nave
  • Multiplayer solido
  • Regia d'alto livello...

Cons

  • ...ma durata della campagna troppo esigua
  • Sempre il solito Call of Duty
  • Nessuna novità concreta nel Multiplayer
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