Final Fantasy XV – Recensione della versione PlayStation 4

Dopo un travagliato sviluppo durato circa dieci lunghi anni, siamo qui a parlarvi di un titolo divenuto una leggenda, quasi un mito da narrare alle generazioni future; perché parliamoci chiaro, in tutti questi anni abbiamo vissuto anche un passaggio ad una nuova generazione dove il pubblico è mutato rispetto a quello d’allora, con altri standard e con nuovi players che si approcciano a questo brand per la prima volta.

Ciò che ha voluto creare Hajime Tabata – dopo la dipartita di Tetsuya Nomura come Director del gioco – è un universo chiamato “FINAL FANTASY XV“, costellato da tanti elementi che vanno a comporre un unico grande progetto, il tutto formato da anime, film e alcuni mini giochi.

A prima vista sembra un universo molto frammentato e confusionario, ma possiamo tranquillizzarvi affermando che non è così. Il gioco è un opera completa, risulta un titolo godibile a sé stante anche se il supporto di Kingsglaive – per certi versi obbligatorio – e la storia degli angoni che risiede su di essa può essere un elemento chiave per una maggiore comprensione della narrazione.

Non vogliamo perderci in ulteriori chiacchiere sull’universo del quindicesimo capitolo in questa prefazione, appunto per questo vi invitiamo a leggere i singoli paragrafi in questa recensione dedicata all’ultima fatica di Square Enix.

L’Erede di Lucis

Il gioco riprende esattamente dalla scena After Credit di Kingsglaive: Final Fantasy XV, ovvero Noctis e compagni che vengono abbandonati – per un qualche ignoto guasto – dal fidato destriero Regalia – l’auto di Re Regis consegnata a Noctis per il suo viaggio -. Il principe è diretto verso Altissia, visto che è destinato a sposarsi con Lunafreya Nox Fleuret di Tenebrae per sancire anche l’inizio tra l’impero e Insomnia.

Purtroppo il destino è stato crudele, dopo l’attacco su Kingsglaive da parte dell’impero e la violazione dell’accordo, Noctis si ritroverà a prendersi carico delle sue responsabilità come futuro Re. Il primo passo sarà quello di scovare i mausolei per poter apprendere e ricevere il potere dei Re passati e la loro arma.

Il gruppo di amici avrà a che fare con tantissime peripezie e sfide che metteranno in risalto la volontà umana di dover compiere un determinato destino ormai quasi segnato. Il fascino della narrazione di Final Fantasy XV risiede nelle emozioni umane, ovvero, più volte capiterà di trovarsi davanti a un eroe che sebbene possegga un potere come quello dei Lucis non è privo di paura, il timore di non farcela, i pericoli che lo attendono sono tutte cose che preoccupano il nostro eroe e non solo, anche i compagni avranno delle emozioni molto forti all’interno della storia. In tutta la sua durata il gioco riesce a introdurre il giocatore nelle vicende del principe e compagni, come se noi stessi siamo lì a vivere quel lungo viaggio.

La storia è composta da quattordici capitoli di ottima fattura, dove il pericolo è dietro la porta così come il colpo di scena. La trama è articolata piuttosto bene, l’unico suo piccolo difetto è che senza l’accostamento degli elementi citati nella prefazione, risulta meno comprensibile, ma non per questo non godibile. Sin dall’inizio si può percepire il peso di questo viaggio che poi va a concludersi in una maniera impeccabile, soddisfacendo quell’attesa durata fin troppo.

Quello che contraddistingue questo quindicesimo capitolo sono le emozioni che influiscono in questo affiatato gruppo, capiterà più volte a ritrovarsi a scherzare con loro, ma allo stesso tempo non mancheranno situazioni tragiche, dove il dolore pervade i nostri personaggi – ma anche noi -. Ad accompagnare la longevità della trama principale, vengono in soccorso miriade di missioni secondarie, ma non solo, infatti capiterà più volte di trovarci davanti a eventi inaspettati come: Prompto che ci chiede di scattare una foto in un determinato luogo, Ignis che ci consiglia di accamparci o personaggi secondari che ci consigliano di andar a visitare determinati luoghi prima di andare alla destinazione del nostro obiettivo principale.

I personaggi sono più o meno tutti caratterizzati bene, anche se il focus on rimane principalmente sui quattro eroi. E’ possibile apprendere più dettagli sul passato di Regis e dei compagni di quest’ultimo affrontando diverse missioni secondarie, approfondendo ancor più la storia del padre di Noctis.

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Eos e le infinite possibilità

Il mondo di gioco è veramente immenso, non mancano aree di ristoro come i ristoranti o negozi d’armi e oggetti, offrendo al giocatore la più vasta scelta nella sua esplorazione alla scoperta di questo immenso mondo chiamato Eos. Gli ambienti sono realizzati in maniera impeccabile, ogni zona di gioco avrà un qualcosa che la contraddistinguerà dall’altra, oltre che una vasta landa di esplorazione che offre tantissime possibilità tra queste quelle di caccia.

Nel gioco, come avete ben capito, non saranno disponibili solo dei semplici compiti secondari ma avremo la possibilità di sbizzarrirci in tantissimi modi come: la pesca con Noctis, la caccia con Gladio, la cucina con Ignis e le foto automatiche che scatta il buon e solare Prompto. Le azioni come la pesca ricoprono quel ruolo da mini giochi che siamo abituati a vedere nei classici episodi della saga, a quest’ultimo svago va aggiunto la possibilità di poter giocare nelle macchinette a Justice Monsters Five.

La struttura che muove Final Fantasy XV è molto solida, specialmente negli scontri che si divide in due fasi: modalità attiva e quella riflessiva. La prima modalità è per chi si vuole gettare a capofitto nelle battaglie, costretto a prendere delle decisioni molto rapide senza aver il tempo di ragionar troppo sulle condizioni di battaglia, dove ogni singola decisione può essere cruciale.

La modalità attiva può ricordare per certi versi il titolo di Nomura ovvero Kingdom Hearts, ma possiamo affermarmi che in parte è molto diverso, il potere dei Lucis permette un azione molto più frenetica e dinamica oltre che una cooperazione impeccabile tra i vari compagni di squadra, eseguendo delle azioni di gruppo o dei contrasti letali sempre affiancati da questi ultimi.

Per quanto riguarda la modalità riflessiva, si tratta di uno stile destinato a chi magari vuole del tempo prima di agire, ma attenzione, a ogni azione vi sarà una barra che allo scadere del tempo finirà il blocco dell’azione. Un ruolo fondamentale lo gioca sicuramente la parata o anche conosciuta nel gergo videoludico anglofono come parry. Il pararsi nello giusto tempismo può essere l’azione che può salvare assolutamente una situazione critica in una battaglia quasi destinata a essere persa o semplicemente a oltrepassare dei nemici veramente forti.

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Strutturalmente divino

Ritornando ai nemici, siamo rimasti soddisfatti dall’implementazione dei Daemon, delle creature che fanno il loro debutto solo di notte, trattandosi di mostri veramente molto ma molto letali che solitamente hanno un livello molto più elevato dal nostro che con poche mosse possono portare in una situazione critica l’intero party.

Non è Final Fantasy senza le invocazioni, infatti anche in questo capitolo saranno presenti diverse evocazioni storiche che non vi accenniamo per evitare di rovinarvi la sorpresa, ma possiamo dirvi che si tratta di una struttura ben diversa rispetto a quello dei capitoli precedenti. Per poter effettuare un evocazione bisognerà soddisfare diverse condizioni, ma che purtroppo il gioco non specifica, ma possiamo dirvi che si trattano tutte di condizioni sullo stato critico dei personaggi, quindi il più delle volte faranno la loro comparsa nelle situazioni di estrema difficoltà, dove il game over è alle porte.

I nostri personaggi avranno delle armi base equipaggiate, ma fortunatamente queste possono essere cambiate o potenziate lungo il corso del gioco. Il nostro principe ha a disposizione ben quattro slot per le armi, dove vi è la possibilità anche di utilizzare delle magie. Per poter usufruire degli attacchi magici bisognerà prima distillare quest’ultime attraverso il menù di gioco usufruendo delle risorse magiche ottenibili tramite minerali – che si trovano nelle lande di gioco –.

Possiamo benissimo anche combinare più magie per ottenere risultati diversi, in base alle combinazioni possiamo anche trarre vantaggio noi, fondendo magie e oggetti. Anche gli oggetti giocano un ruolo fondamentale in questo capitolo, il più delle volte quando si è da soli e con il party completamente devastato, una pozione o una coda di fenice può fare la differenza, visto che se siamo nello stato di crisi e non abbiamo nessuno a rianimarci, l’unica possibilità di poter evitare il game over è quello di utilizzare uno degli oggetti destinati alla cura.

Gli oggetti sono fondamentali, bisogna sempre avere una scorta con sé, specialmente negli scontri più complicati, non parliamo solo delle battaglie contro i boss ma anche dei viaggi notturni con i pericoli costanti dei Daemon. Diverse righe fà vi abbiamo parlato anche della Regalia, ma non vi abbiamo ancora spiegato come funzionano i mezzi di trasporto nello specifico.

Partendo dalla Regalia, si tratta di un mezzo di trasporto standard che sarà mezzo teleguidato, ovvero, possiamo decidere di guidare noi l’auto ma quest’ultima seguirà dei binari ben stabiliti dalla programmazione di gioco, quindi niente sbandamenti o stragi lungo il corso del gioco.

Per quanto riguarda i Chocobo, anche qui fanno la loro comparsa, ma prima di ottenerli bisognerà effettuare una quest secondaria che per chi ha giocato Episode Duscae – demo di FFXV presente in Type-0 – gli sarà abbastanza famigliare. I Chocobo vanno affittati, infatti pagando 50 guil al giorno avremo la possibilità di noleggiare i pennuti.

L’accamparsi dopo lunghi viaggi e battaglie è importantissimo per poter livellare, visto che l’esperienza accumulata verrà consegnata solo dopo aver riposato in un accampamento o locale. Altrettanto importante è usufruire dei cibi di Ignis, visto che questi ultimi conferiscono dei bonus in battaglia non indifferenti, che specialmente negli scontri più difficili possono risultare veramente utili.

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Un engine molto solido accompagnato da delle noti superbe

L’Engine che muove la struttura è fenomenale, riesce a dare il massimo nelle ambientazioni ma riesce a dar ancor più nelle espressioni facciali dei filmati di gioco, riuscendo a ricreare perfettamente la situazione e l’emozione del momento di quel determinato personaggio. L’approccio molto realistico che il gioco offre è veramente unico, si discosta molto dal “Fantasy” ma non ne dimentica le origini, si può quasi dire che si una fantasia che si basa sulla realtà creando un mondo unico.

L’audio è un altro aspetto fondamentale e ben curato di questa quindicesima fantasia finale, possiamo certamente lodare il gran lavoro svolto dai doppiatori nipponici che sono riusciti a infondere il giusto carisma ai personaggi. Non possiamo dire lo stesso di quello inglese, che risulta molto sottotono e non riesce assolutamente a dare il giusto pathos come quello giapponese nelle situazioni più importanti.

A impreziosire questo gioiello vi è Yoko Shimomura, epica compositrice del celebre Kingdom Hearts, che anche questa volta è riuscita a infondere tutta la sua bravura in questa importantissima opera, donando con il suo Somnus ulteriore carisma alla produzione. Anche Florence + The Machine con il loro brano Stand By Me sono da premiare, che si adatta perfettamente alla storia di Noctis e i suoi compagni.

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Commento Finale

Siamo giunti ormai alla conclusione di questo piccolo viaggio letterale, nonostante scrivere una recensione del genere non è mai facile, si tratta di un opera che nel bene e nel male dividerà il pubblico, un po’ com’è stato con qualche altro capitolo precedente, ma intanto eccoci qui a dare le nostre conclusioni a un progetto che ha aspettato ben dieci anni per uscire nel mercato videoludico.

Siamo sicuri di poter affermare che Final Fantasy XV è riuscito a dare il meglio di sé, ha proposto una storia molto toccante e emozionante con qualche leggera sfumatura ma che comunque si riesce a digerire, il tutto accostato da un ottimo comparto tecnico che fa la sua ottima comparsa in questa generazione videoludica. Ad accompagnare la produzione vi è una colonna sonora di tutto rispetto, che riesce a infondere il giusto pathos fino alla fine della storia.

Che altro dire? Siamo al cospetto di un opera che difficilmente si riuscirà a dimenticare, rimarrà per sempre un diamante che ha fatto risplendere questa saga donandogli una luce completamente nuova e pura, visto che si tratta di un capolavoro assoluto nel suo genere.

Federico Molino

Federico Molino

http://GameIndustry.it

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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