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Uno sguardo a Hearthstone: Mean Streets of Gadgetzan

Qualche giorno è passato dal rilascio dell’ultima espansione di buste per Hearthstone intitolata “I Bassifondi di Meccania”, Mean Streets of Gadgetzan in lingua originale e noi siamo qua per un breve articolo in cui andremo a sviscerarla, giudicandone l’impatto in una locanda che aveva un serio bisogno di cambiamento.

Il fulcro di quest’espansione, composta da 132 carte, è la suddivisione in tre clan ben distinti: Goons, Kabal e Jade Lotus. I Goons, rappresentati dalle classi Warrior, Paladin e Hunter, sono gli sgherri della città e la loro caratteristica principale è quella di buffare considerevolmente le creature che abbiamo in mano, trasformando così delle piccole creature innocenti, in bestioni temibili ed assolutamente da considerare. I Kabal invece si affacciano più verso il lato control del gioco per le classi Mage, Priest e Warlock; affidandosi molto alla meccanica Reno, ossia la presenza di carte in mono copia nel mazzo, oltre all’utilizzo di varie pozioni per gestire meglio il campo di battaglia e magie speciali; li possiamo definire i maghi di questa città, che dopo la sua nascita come fulcro della tecnologia mech, si ritrova ad esplodere finanziariamente come una classica cittadina americana negli anni del proibizionismo, tra mafia e modi loschi per guadagnare. Infine abbiamo i Jade Lotus, rappresentati da Shaman, Druid e Rogue; la loro meccanica è la più particolare, con un forte tinta ninja e pandaria, ossia quella di generare dei Jade Golem tramite abilità o magie, che si andranno via via a potenziare ogni volta che verranno evocati, partendo da dei miseri 1/1, fino ad arrivare a bestie immense oltre il 10/10 con discreta facilità.

Oltre a queste vi sono anche tantissime altre carte in gradi di supportare degnamente archetipi già esistenti e di crearne di nuovi anche oltre questo tema dei clan, anche se questi porteranno sicuramente un impatto considerevolmente maggiore, almeno nei primi tempi di ladder e tornei. Fortunatamente, almeno per ora, non sembra ci siano categorie predominanti, ma ogni clan è debole verso un altro, tendendo così a generare un certo equilibrio formato da una catena di mazzi counter uno dell’altro.

dragonfire-potionAndando invece a discutere del lato puramente estetico, si sa l’occhio vuole la sua parte, siamo davanti, sia per golden che non, ad un edizione ricca di art work accattivanti ed ottimamente realizzati. Ci sono pochissime carte da definire obiettivamente brutte, anche se come da tradizione lo sono alcune delle più interessanti a livello di meccaniche, oltre ad avere in se un power level molto bilanciato, rendendo difficile avere tra le mani il famigerato Tier 0 di cui tanto si è discusso negli scorsi mesi.

 

 

 

Finalmente vediamo la rinascita del Priest, una classe che stava praticamente per scomparire negli scorsi mesi dopo aver perso la sua LightBomb e che ora sta tornando finalmente a calcare costantemente la locanda, con carte dal power level elevato e mazzi sia forti che divertenti

Ovviamente per queste considerazioni, come facilmente intuibile, è ancora molto presto, alla fine dei conti sono passati solo pochissimi giorni dall’uscita dell’espansione e tantissime potenziali combo non sono state ancora scoperte, oltre alla presenza di liste acerbe che puntano soprattutto a testare le nuove carte rilasciate. Proprio per questo siamo in un buon momento per Hearthstone; questi giorni di test rappresentano divertimento puro, in cui la gente si spinge a provare qualcosa di diverso, nel tentativo magari di creare il nuovo “Secredin” o “Midrange Shaman” del momento, sicuramente ci riusciranno in futuro, ma nel mentre è bello godersi questo susseguirsi di mazzi differenti con carte improbabili al loro interno.

Questo è uno dei motivi che mi spinge a definire quest’espansione una boccata d’aria fresca per il gioco, in grado di stravolgere totalmente gli equilibri fin qui creati, sia come meta che soprattutto per il ritmo di gioco. Stiamo vedendo una sfilza di aggro, capitanati da quello che pare la bestia nera del momento ossia il Pirate Warrior con Patches the Pirate, ma anche di mazzi midrange (con la meccanica Jade Golem) e soprattutto control con Reno, in cui spicca il RenoLock tornato prepotentemente alla ribalta. È anche un buon momento per cominciare a giocare, nonostante la serie infinita di carte da possedere ad alti livelli, dato che vi sono molti mazzi a basso budget in grado di far divertire non poco, oltre ad avere un discreto livello per scalare la ladder.

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Per concludere questo breve articolo, senza stare a guardare nello specifico le singole carte come fatto in altre occasioni, Mean Streets of Gadgetzan è un ottima espansione sotto tutti i punti di vista. Sta collezionando consensi dai migliori giocatori pro della scena internazionale, oltre che dalle varie community; finalmente c’è un buon varietà senza un power level che grida al disastro, anche per quanto riguarda la modalità Arena, nonostante il dubbio verso la rarità selezionata per alcune carte, sta vivendo un buon cambiamento, seppur momentaneo. Se siete giocatori di Hearthstone correte a sbustare, create mazzi particolari o sbirciate le liste dei pro e divertitevi, se non lo siete magari è un buon momento per cominciare, dato anche le sei buste gratis ottenibili molto facilmente; da precisare che queste considerazioni sono fatte tutto sommato a caldo, per giudicarla appieno ci vorranno molti mesi, forse fino a poco prima della rotazione del formato standard, dove usciranno assieme League of Explorer-Blackrock Mountain-The Grand Tournament, che avverrà verso Marzo-Aprile, ma per ora siamo molto felici di quello che sta accadendo nella locanda!

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Emanuele Cevoli

Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po' di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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