Sono passati oltre 12 anni da quando Dragon Quest VIII: L’odissea del Re maledetto è stato rilasciato per PlayStation 2; ora è arrivato il momento per tante persone che, per un motivo o per un altro, non hanno potuto giocarlo, di viverlo sulla console portatile di casa Nintendo. Dragon Quest rappresenta un brand d’eccellenza su tutti i fronti, uno dei pilastri del mondo JRPG di puro stampo giapponese, rimanendo sempre attaccato alla struttura classica del genere, affiancandola con una narrazione di livello ed un design di tutto rispetto, questo grazie anche al lavoro ed alla trasposizione dello stile di Akira Toriyama, maestro e creatore dell’intramontabile Dragon Ball, di cui i personaggi vengono spesso richiamati stilisticamente nei giochi della saga.

Siete pronti ad aiutare Re Trode nella ricerca del malvagio Dhoulmagus, nel tentativo di recuperare la forma umana per lui e la figlia?

Che il viaggio abbia inizio

Il titolo narra le vicende di Re Trode e della figlia Medea nel tentativo di riacquisire la forma umana, dopo essere stati maledetti dal malvagio giullare Dhoulmagus durante il furto del leggendario bastone magico nel castello di Trodain, nel suo intendo di diventare il più forte mago al mondo e rivalersi su coloro che in passato si presero gioco di lui; per questo chiederanno aiuto a noi per accompagnarli in questo lungo viaggio, ricco di sorprese ed avventure. La trama è ricca di flashback, in cui andremo ad osservare il regno com’era in precedenza e la storia dei nostri alleati, tra questi vedremo anche come noi facemmo conoscenza con il ladro Yangus, sin da subito presente assieme a noi all’inizio dell’avventura, oltre al vedere tutti gli avvenimenti causati da Dhoulmagus, tale da comprendere al meglio la trama del gioco in seguito.

Durante il nostro viaggio incontreremo altre persone devastate dalla malvagità del giullare, che in seguito si uniranno a noi in cerca di vendetta; tra questi abbiamo la maga Jessica, intenta a vendicare la morte del fratello ed il templare Angelo, eccentrico personaggio anche lui in cerca di vendetta per gli avvenimenti che accadranno nelle prime ore di gioco.

Il tutto scorre fluido senza intoppi, tra nemici potenti e pericolosi, a personaggi secondari ben caratterizzati pronti ad aiutarci nel nostro viaggio; il tutto condito con una narrazione di livello senza una particolare difficoltà a tenerne il passo, visto che, come dicevo pocanzi, i flashback ci danno un infarinatura generale su tutto quello che è successo e sta accadendo nel mondo, non lasciando nulla al caso, impedendo al videogiocatore di rimanere anche solo minimamente spaesato in alcuni frangenti.

dragon quest 8 2

Una cara vecchia avventura

La struttura del gioco è molto semplice in se, ossia una successione di quest accompagnate da un open world tutto da esplorare per scoprirne segreti e luoghi nascosti; il tutto ricco di quest secondarie come caccia al tesoro e sessioni di caccia per eliminare mostri rari sparsi per il mondo. Ogni zona che andremo ad esplorare, a piedi o via nave, ha un livello di mostri ben definito, per cui bisogna essere sempre pronti prima di accedervi; questo rappresenta una struttura ben definita che ci permette di organizzare il nostro itinerario senza la presenza di variabili casuali, come mostri di livello randomico all’interno delle zone, per cui possiamo sempre sapere dove è meglio fermarsi per livellare e dove no.

Le quest si sviluppano in questo modo: si va dal NPC di turno, dopo il dialogo ci viene detto cosa fare, anche se senza schermate d’aiuto per le location alla quale siamo ultimamente abituati, andiamo a svolgerle e torniamo per ottenere la ricompensa. Tutto molto semplice e minimale, come tutte quelle presenti, dedite al completamento del filone principale, oppure per ottenere oggetti rari.

Questi NPC si suddividono in: negozianti e persone comuni; le seconde possono rilasciarci informazioni utili e darci quest, mentre i primi ovviamente sono coloro da cui è possibile comprare equipaggiamento ed oggetti di prima necessità. Vi è una cosa interessante riguardo a questi: visto che il titolo dispone di un ciclo giorno-notte che influenza la presenza o meno di alcune aree segrete, di giorno li vedremo alle loro bancarelle pronti a lavorare, mentre quando calerà la notte saranno o al bar oppure a casa loro; sarà sempre possibile interagire con loro, ma con l’impossibilità d’acquistare un qualsiasi tipo di oggetto, per quello ci sarà da aspettare il mattino seguente. Questo ciclo può essere velocizzato grazie alle locande in cui sarà possibile pernottare, ristabilendo sa salute dei membri vivi del party, oltre al passare dalla notte al giorno; in alternativa è possibile riposare fino alla sera qualora ci serva per una determinata quest.

Un altro metodo di ottimizzazione sono le abilità dei singoli eroi utilizzabili al di fuori della battaglia, come cure prima di affrontare difficili dungeon, oppure il teletrasporto; questo in particolare risulta fondamentale per non perdere ore ed ore a camminare per le lunghe lande della regione, andando direttamente al sono in ogni luogo visitato in cui è presente una chiesa, queste location sono rappresentate sulla mappa con un pallino azzurro, che diventa rossastro se è la nostra ultima area visitata.

dragon quest 8 3

Vecchie meccaniche, sempre di gran classe

È innegabile considerare il gameplay del gioco “arcaico”, in fin dei conti stiamo parlando di una “rimasterizzazione” 12 anni dopo, ma come è invecchiato il sistema di gioco rispetto alla concorrenza attuale? Benissimo. Sono tanti i fan del sistema JRPG, me compreso, che provano nostalgia per i classici orientali, con la loro struttura granitica, impegnativa ed incredibilmente divertente visto il suo livello di sfida continua, dove la morte dell’intero party (la possibilità di usare una squadra a nostro piacimento non è una cosa da sottovalutare) è assurdamente facile.

Grazie alla sua interfaccia molto minimale, è intuitivo comprenderne le meccaniche, anche per i neofiti del genere, visto che ogni mossa è ben descritta ed i vari valori, come velocità, i debuff causati da noi o dai nemici, danni ecc sono tutti in bella mostra, non lasciando nulla al caso e permettendo uno studio molto approfondito di ogni singolo scontro, oltre all’obbligo quasi sempre di elaborare delle strategie vincenti per affrontare le battaglie più ardue. Anche l’alchimia è un aspetto molto interessante del titolo, con ricette da apprendere tramite NPC oppure analizzando le librerie sparse per il mondo, oppure semplicemente usando il “caso”, altrimenti comunemente chiamato “guide su internet”, per generare armi potentissime, oggetti chiave e molto altro; un motivo in più per rompere ogni vaso, parlare con ogni venditore ed esplorare quanto più possibile la mappa.

In aggiunta è sempre bello cambiare visivamente i personaggi in seguito ad uno specifico equipaggiamento; seppur non verranno sempre stravolti negli abiti, rappresenta un cambiamento, un evoluzione visiva dei nostri eroi, una cosa anche questa tralasciata parzialmente negli anni, ma che regala un sacco di emozioni e stimola immensamente il videogiocatore. Altro aspetto da sottolineare dei personaggi è il loro sviluppo, infatti le statistiche di base salgono automaticamente ad ogni livello superiore, mentre a noi verrà data la scelta di specializzare il personaggio per un determinato tipo di arma, dove ad ogni traguardo di punti impareremo una nuova abilità oppure ne potenzieremo i danni.

Ritorniamo sulla struttura del gioco in se, dove il termine “Impegnativo” è più che azzeccato per descriverla; certamente non stiamo parlando di un “impossible game”, dove è obbligatoria una masterizzazione quasi eccessiva delle meccaniche per portarlo a termine, ma ci viene quasi imposto di passare ore ed ore a livellare i nostri eroi per non rimanere intrappolati nel proseguo della storia. Ormai siamo abituati a titoli dove il proseguimento della trama principale avviene quasi in automatico, senza intoppi o particolari sfide da affrontare; ecco, quando prenderete in mano Dragon Quest VIII dimenticatevi di quelle sensazioni. Quasi ogni scontro è una battaglia per la sopravvivenza del party, quando i personaggi muoiono devono essere resuscitati con magie oppure pagando in chiesa, bisogna sempre tenere d’occhio il proprio equipaggiamento per avere il migliore disponibile e molto altro; tante cose che negli ultimi anni non consideriamo quasi per niente, quando invece ai tempi era la consuetudine e questo, detto a livello strettamente personale, è un fattore presente all’epoche che ora manca veramente molto.

dragon quest 8 1

Un mondo nuovo?

Stiamo parlando di un titolo per 3DS, per cui non possiamo aspettarci un livello grafico notevole, specialmente paragonato alle altre console sul mercato; però c’è da ammettere che i passi in avanti rispetto alla prima versione PS2 ci sono, anche se non stravolgenti. In particolare notiamo una paletta di colori molto più vivace ed accesa, capace di far risaltare maggiormente la poesia dei vari luoghi che andremo a visitare, nonostante abbiano tutti un denominatore comune, per cui non del tutto diversi tra loro.

In aggiunta anche i personaggi risultano lievemente più dettagliati, con una minor presenza di aliasing, oltre ad un interfaccia tutta nuova, studiata appositamente per la console di casa Nintendo, che regala un eccelsa comodità nella presenza della mappa (con possibile interazione grazie al touch screen) nello schermo secondario.

Come detto già nella prefazione, si vede abbondantemente la “penna” di Akira Toriyama, disegnatore dei luoghi, personaggi e mostri del gioco; come ogni opera in cui è coinvolte possiamo notare lo stesso stile, una somiglianza, quasi eccessiva a volte, dei personaggi, ma anche una classe sopraffina. Ogni suo lavoro trasmette la sua passione ed è semplicemente sublime, non è possibile trovare un qualcosa che possa obiettivamente non piacere, ma al massimo far lievemente storcere il naso ad alcuni per la somiglianza accennata in precedenza, nulla però di traumatizzante o vagamente negativo per il titolo.

Giusto pure lodare il lato sonoro del gioco, con musiche che hanno segnato la storia ed altri effetti sonori ormai cardine della serie; è impossibile non innamorarsi delle tracce che accompagneranno la nostra avventura, con i fan che al risentirle potrebbero ripiombare in un mare d’emozioni, facendosi trasportare nel passato, magari proprio quel lontano 2005 quando il titolo uscì sulla console di casa Sony.

25-minuti-gameplay-dragon-quest-8-l-odissea-del-re-maledetto-per-nintendo-3ds-v4-232009-1280x720-1

In conclusione

Non stiamo parlando di un nuovo  capitolo della saga, ma bensì di una riproposizione, su console portatile, di un vecchio classico che tanto bene aveva fatto ai tempi della PlayStation 2. Dragon Quest VIII, nonostante il trascorrere del tempo, sembra quasi non invecchiare mai, o perlomeno lo fa con stile, facendo ricordare ai tanti fan dei giochi di ruolo orientali, quale era il trend di quegli anni, con trama d’altro livello, un gameplay solido e granitico, un character design di tutto rispetto ed un fascino intramontabile che ai tempi si respirava quasi in continuazione. Essendo un titolo di un’altra generazione, si parla di meccaniche datate ed una difficoltà importante, tale da costringerci a farmare per ore ed ore prima di qualsiasi spostamento, per cui non lo consiglio ai neofiti del genere, nello specifico a quelli che cercano qualcosa di poco impegnativo. Invece per i fan, che lo hanno già giocato oppure no, lo consiglio vivamente, per quanto non sia un titolo adatto alla portabilità, per ovvi motivi di lunghezza delle singole quest ed uno “scomodo” sistema di salvataggio, è un gioco da fare almeno una volta nella vita, che non deve assolutamente mancare nelle vostre collezioni.

Dragon Quest VIII: L’odissea del Re maledetto

Dragon Quest VIII: L’odissea del Re maledetto
8.8

Voto

8.8 /10

Pros

  • Un classico che non tramonta mai
  • Ottimo battle system
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Design sempre piacevole

Cons

  • Sente ovviamente il peso degli anni
  • Non propriamente adatto per una console portatile
  • Non adatto a tutti, visto il carico di pazienza che richiede
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: