Yakuza Zero – Recensione

Vedere Yakuza Zero in Europa dopo poco tempo dalla release giapponese è sicuramente una vittoria a tutti gli effetti per noi occidentali, visto che come ben sappiamo, a causa del poco successo della serie dalle nostre parti, Sega aveva deciso di non dar più speranza a questo mercato. Finalmente siamo qui a vedere le origini di Kazuma Kiryu e Goro Majima, oltre che un piccolo approfondimento su Nishiki Akira, personaggio chiave per chi ha giocato il primissimo capitolo della serie che giocherà un ruolo molto importante anche in questo scenario. La storia di Yakuza Zero è matura ed interessante, mostra come Kazuma Kiryu e Goro Majima siano diventati dei personaggi importanti per i loschi piani della Yakuza, mostrando il loro lungo cammino prima di divenire delle leggende. Questo capitolo è importante, non solo per chi ha seguito la serie per lungo tempo, ma anche per chi vuole dare una prima opportunità a questo brand poco lodato, nonostante la sua qualità sia molto alta, grazie ad una narrazione superba e sopraffine. Dai primi istanti si può già avvertire una città viva, una storia sublime che prende vita negli anni ’80, girando tutto attorno a dei personaggi ben curati e dettagliati, un miscuglio che rende la serie di Yakuza unica nel suo genere e irreplicabile.

Il Dragone di Dojima e il Mad Dog della famiglia Shimano

La narrazione, come è solito fare la serie, inizia con una sceneggiatura epica, accompagnata da un componimento musicale che fa d’apertura alle vicende. Il nostro Kazuma Kiryu sta svolgendo un lavoro di routine, un recupero crediti da una persona a lui segnalata dai piani alti, in modo da guadagnarsi la pagnotta giornaliera. Il tutto sembra andar per il meglio, infatti il giovane membro della Yakuza va a divertirsi insieme al suo fidato compagno Nishiki Akira, passando una serata tra Karaoke e ristoranti. Mentre la serata sembra quasi arrivata alla fine, in un ristorante viene trasmesso il TG Locale che segnala un omicidio a Kamurocho, l’uomo assassinato non è altro che quello a cui è stata data una lezione da Kazuma. Da qui partiranno una serie di vicende molto complesse ed intricate, che porteranno Kiryu coinvolto in un omicidio che non ha commesso, mettendo a repentaglio la sua reputazione e quella del suo padre adottivo appartenente alla famiglia di Dojima.

La storia non ruota tutta attorno a Kazuma Kiryu, ma saremo protagonisti anche delle vicende di un giovane Majima Goro, appartenente al Tojo Clan. A causa di alcuni guai che ha causato alla famiglia è costretto a gestire un locale notturno, il Grand, per la sua famiglia, in modo da espiare le sue colpe in questa sorta di “punizione”, circondandolo di guardie a tenerlo costantemente sott’occhio. La trama di Majima è molto complessa, ma non vogliamo anticiparvi nulla visto che ogni minimo dettaglio potrebbe intaccare la vostra esperienza di gioco; possiamo solo dirvi, che la narrazione è all’altezza dei capitoli principali della serie, riesce a trasmettere tutta la sua empatia verso il giocatore senza mai stancarlo, nonostante i dialoghi molto lunghi e completamente in lingua inglese. Le vicende di Yakuza Zero ruotano più che attorno ai personaggi a delle vicende sporche tipiche della malavita giapponese: sangue, soldi e un luogo che si contendono tutte le famiglie più potenti della Yakuza, eppure nonostante ciò, riesce a conferire un hype elevatissimo per tutta la sua durata, una tipica storia che difficilmente si riesce a dimenticare. Altro aspetto fondamentale che va lodato è come la storia di Kiryu e Majima si incrociano, tutto raccontato in maniera epica per giungere a un finale che non lascia dubbi, anzi, riesce a dar più di quel che si può aspettare il giocatore. Gli scontri principali sono veramente sublimi, peccato per alcune animazioni un po’ scarne, ma per il resto, si lascia tranquillamente giocare grazie ai suoi sessanta frame per secondo.

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Lo stile è tutto!

Il combattimento è rimasto immutato, anche se qui sono stati introdotti delle feature non per niente male, come ad esempio lo stile di combattimento. Ogni personaggio ha a sua disposizione tre stili di combattimento che si apprenderanno lungo il corso della Main Story Line, Kiryu e Majima hanno stili diversi, fatta eccezione da quello classico, anche se quest’ultimo è comunque differente avendo tecniche completamente diverse. E’ presente una barra che è quella dell’Heat, in pratica, più questa viene caricata e più mosse devastati riusciremo a compiere, oltre che i nostri attacchi saranno molto più potenti. Le animazioni delle mosse Heat sono molto ben curate e brutali proprio come il brand sa offrire. Dal menù di pausa avremo a disposizione un ramo delle abilità diviso in base allo stile di combattimento, questo offrirà al giocatore la possibilità di poter potenziare i nostri due protagonisti, per poter apprendere le abilità dovremo investire il denaro. Il denaro è facilmente ottenibile lungo il corso del gioco, anche gli scontri in base alle azioni che compieremo ci offriranno un quantitativo non indifferente di banconote.

Come al solito, saranno disponibili tantissime attività secondarie, dai mini-giochi alla sala giochi fino ad arrivare ad attività più osé, anche se tra questi spiccano di più le attività secondarie come le sub story. Le storie secondarie sono molto interessanti, anche se la maggior parte di queste sono demenziali e molto trash, nonostante ciò, sono tutte diverse e molto piacevoli di giocare. Il livello di difficoltà è abbastanza equilibrato, anche se non mancheranno i soliti difetti del combat system, come ad esempio: se un nemico ci mette in un angolo insieme a un gruppetto, faticheremo a rialzarci, visto che l’animazione viene interrotta di continuo, rendendo il tutto molto frustante a lungo andare. Altra opzione molto interessante che aiuta ad aumentare la longevità è la gestione dei locali, con Majima possiamo dedicarci a rendere un Cabaret il migliore della zona, mentre con Kazuma, possiamo acquistare tutte le proprietà per contrastare la concorrenza sleale che vige sopra Kamurocho

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Kamurocho e Sotenbori, due quartieri movimentati

Come vi abbiamo preannunciato qualche paragrafo fa, il gioco gira a sessanta frame per secondo, inoltre, vanta di una risoluzione in full hd. Purtroppo il motore grafico è abbastanza vecchiotto, ne risente specialmente nelle texture ambientali, anche se riesce a mostrare qualche muscoletto nei volti dei personaggi, abbastanza reali e ben dettagliati. Sia Kamurocho che Sotenbori, sono due quartieri molto vivi, pieni di personaggi e eventi secondari, questo è uno degli aspetti più fenomenali di questo Yakuza Zero, che oltre a proporre una narrazione superba, riesce a rendere vivo tutto l’ambiente circostante delle vicende narrate.

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Commento Finale

Siamo giunti al termine di questa recensione, fortunatamente l’esito è più che positivo. Il buon Yakuza Zero è riuscito a mantenere le premesse fatte ai giocatori occidentali, offrendo non solo una delle storie più belle, ma anche tantissime novità succulente con altrettante ore di gioco. Il piatto che Sega ci propone è molto appetitoso e di qualità, il gioco vi terrà incollati per almeno una trentina di ore solo per la storia principale, se a queste vengono aggiunti tutti i compiti secondari, beh, si tocca facilmente il tetto delle cento ore. Per noi è un prodotto valido, purtroppo a suo sfavore ha giocato un comparto grafico non proprio eccelso, probabilmente dovuto al cross-gen in terra orientale. Consigliamo l’acquisto a tutti i fan del brand e non, visto che si tratta di un esperienza unica nel suo genere.

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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