Real Account volume 1 – Recensione

Una nuova opera arriva questo mese nelle fumetterie italiane grazie a Star Comics, stiamo parlando di Real Account, manga disegnato da Shizumu Watanabe con la collaborazione di Okushou per quanto riguarda il lato narrativo, dalle grandi prospettive. Si tratta di un mix vincente di tematiche già visto nel corso degli anni, capace di coinvolgere il lettore, con la possibilità di creare un filone che potrà essere sicuramente perseguito in futuro. In uno scenario in cui il social network di maggior diffusione può diventare una trappola mortale cosa succederà? Le crudeli regole per la sopravvivenza tramuteranno la delicata sanità di queste persone?

Come sempre ringraziamo Edizione Star Comics per averci fornito i volumi in modo da poterli analizzare.

RealAccount1Titolo: Real Account
Editore IT: Star Comics
Autore: Shizumu Watanabe
Volumi: 1 (in corso)
Prezzo: 4,30€ (Cad.uno)

 

 

 

Nel mondo dei social

Ataru Kashiwagi è un liceale non propriamente popolare, tende infatti ad estraniarsi tanto da evitare qualsiasi contatto con le persone vicino a lui, nonostante a volte il loro tentativo di renderlo partecipe, ma nella sua testa vi sono solo due cose: la propria famiglia, rappresentata dalle sorellina Yuri visto la morte dei loro genitori e Real Account. Quest’ultimo è il social network più in voga nella città, dove tutti tentano in qualsiasi modo di diventare popolari a suon di followers, confrontandosi continuamente per chi ne ha di più. Ataru nasconde il suo essere iscritto a questo social ai suoi compagni di classe, nonostante a livello di numeri sia tra i più influenti, utilizzando questo una volta tornato a casa per passare il tempo e rimanere in contatto con i tanti “amici virtuali”, sfogandosi e raccontando le proprie giornate.

Una sera mentre era in procinto di far vedere alla sorella un gioco presente in Real Account, chiamato No Answer, accade un qualcosa di insolito e si ritrova in un mondo particolare. Questo non è altro che Real Account stesso, dove lui ed altre migliaia di persone sono state imprigionate dall’entità chiamata Marble; qui vige la crudeltà e le persone presenti dovranno superare una serie di prove, ispirate ai giochi presenti nel social, per riuscire a sopravvivere, questo perché vi è una cosa fondamentale da tenere a mente: se si muore sul gioco, si muore anche nella realtà. Oltre a questo vi sono altre due regole chiave di questo mondo: se si arriva a 0 followers si muore e se un giocatore muore, muoiono anche i suoi followers.

Da qui parte questo folle gioco al massacro, come andrà a finire?

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Da escluso a eroe

Nonostante la trama giri attorno all’avvenimento terribile che ha trascinato migliaia di “social stars” dentro a questo crudele gioco al massacro, possiamo identificare nella persona di Ataru Kashiwagi, di cui abbiamo parlato in precedenza, la figura del protagonista, poiché lo vediamo spesso e volentieri coinvolto nelle varie vignette del manga, oltre ad essere il fulcro dei pensieri rispetto alle varie prove che si susseguono incessantemente. Di conseguenza gli altri personaggi presenti si comportano, per il momento, quasi come comparse, tranne quelle che si avvicinano a lui, piombando di conseguenza nel focus principale della vicenda, essendo sempre nei pensieri del nostro eroe.

Nel complesso possiamo definire l’idea della trama non molto originale, ma efficacie; sicuramente siamo in un periodo dove la vera originalità manca nel paese del sol levante, sono molte le opere che in tanti dettagli si assomigliano oppure provano a raccogliere spunti dove gli capita per costruire un prodotto qualitativamente importante, questo è anche il caso di Real Account. Per il momento si intravedono una miriade di richiami ad altre opere importanti, dall’essere intrappolati in una realtà alternativa, come visto in Sword Art Online (in cui si condivide la morte definitiva) e .Hack per esempio, al susseguirsi di prove ad alto rischio per la sopravvivenza, in questo caso possiamo citare parzialmente As the Gods Will e via discorrendo. Si vuole precisare che questo non rende il manga banale o scontato, anzi è molto piacevole alla lettura e vi è sempre curiosità nello scoprire quale terribile prova spetta a questi poveri ragazzi, unita ad una cattiveria molto marcata capace di fondere diverse opere in una sola, creando un mix molto interessante.

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Sangue ovunque

A livello di disegno siamo ad ottimi livelli, sia i personaggi che le scene più d’azione, contraddistinti per di più fenomeni di genere splatter, sono riprodotti ad alti livelli, nonostante per esempio il protagonista sia per tanti aspetti, sia caratteriali che come tratti somatici, molto simile ad altri “eroi” degli ultimi anni, uno su tutti Kirito di Sword Art Online, la differenza è veramente notevole. Ma se questa unione di già visto, assieme a qualche spunto nuovo, riesce a creare un armonia capace di rendere piacevole la lettura ben venga; insomma possiamo promuovere a pieni voti l’opera sotto questo punto di vista, seppure certamente non abbiamo davanti qualcosa di sconvolgente, ma a volte basta questo a soddisfare abbondantemente. Per quanto riguarda l’edizione Star Comics non c’è nulla da ridire, come siamo abituati da ormai tanto tempo, la qualità è ad alti livelli, sia per il tipo di stampa, sia per la poca dose d’inchiostro sulle dita, fattore sempre molto importante quando si va a discutere di un opera cartacea.

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In conclusione possiamo definire Real Account un opera molto interessare da osservare con attenzione, ovviamente siamo ancora all’inizio e le molteplici similitudini con altre opere si contano a profusione, però notare quella vena splatter e cruenta a far da contorno ad essi, ci fa ben sperare in un esito molto differente dagli altri. Il protagonista inoltre risulta discretamente interessante, nel suo essere sia emarginato nella vita reale, quanto spinto da buoni propositi e disposto a tutto per la propria famiglia, capace anche di dare insegnamenti molto interessanti al lettore. A tutto questo ci aggiungiamo una serie di mini giochi che possiamo eventualmente ritenere anche divertenti, nonostante l’atmosfera, oltre ad una fine del volume carico di curiosità per quelli successivi. Quindi se questo articolo vi ha incuriosito almeno in parte, andatevelo a comprare immediatamente, è una lettura piacevole che non vi deluderà.

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Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po’ di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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