For Honor – Recensione

Finalmente il titolo tanto atteso è arrivato, For Honor è qui, pronto a catapultarci in un epoca di guerra e sangue, in cui solo il più forte può spuntarla. Dopo una serie di Closed ed Open beta effettuate da Ubisoft per far provare il titolo a più gente possibile, oltre a correggere le piccole peculiarità che potevano affliggerlo, sembrano aver trovato il giusto mix per il salto di qualità definitivo. For Honor riesce ad affascinare il pubblico amante dei Cavalieri, Vichinghi e Samurai, un trio “romantico” di eroismo, onore e violenza, andando a colpire il cuore di ogni amante della storia e di queste figure ormai leggendarie, che verranno sempre e comunque ricordate negli anni a venire. Ma perché solo ricordarli, quando possiamo anche impersonarli? Il titolo ci aiuta proprio ad effettuare quest’ultimo passaggio, diventare noi stessi i guerrieri che tanto ammiriamo, per spazzare via ogni nemico sul campo di battaglia.

Siete pronti a scatenare l’inferno?

Per l’onore

Il titolo ci pone davanti ad un bivio, dopo un breve tutorial iniziale per prendere confidenza con le sue meccaniche: andare online nel comparto multi giocatore, oppure “offline” con la modalità storia (giocabile eventualmente anche in due giocatori online). Quello che consiglio personalmente è prima completare la storia poiché, come capitava in passato nei titoli in cui il multiplayer competitivo rappresentavano la loro vera anima, funge da mega tutorial di circa 6-7 ore, in cui tutte le meccaniche di ogni singolo personaggio ci viene esplicata al meglio e fidatevi, al termine sarete veramente pronti a solcare i campi di battaglia.

Questa si suddivide in tre capitoli ben distinti: Cavalieri, Vichinghi e Samurai; in questo rigoroso ordine, ognuno ha dalla sua la presenza di sei stage da completare in cui useremo un guerriero e verremo accompagnati, quasi inaspettatamente, da una trama di tutto rispetto. Altro fatto da lodare e considerare è il collegamento tra i tre capitoli, seppur all’inizio si poteva pensare fossero tre campagne distinte, invece risulta essere un’unica trama con diversi protagonisti, dove al termine di ognuna vi è un passaggio di consegne totalmente sensato e ben realizzato.

Il tutto gira attorno all’istinto più naturale dell’uomo: la guerra; il desiderio di conquistare, razziare e schiacciare ogni altro individuo, mediante un astuto stratagemma per interrompere ogni trattativa di pace e scatenare una grande guerra.

Oltre a queste due modalità vi è il classico allenamento, fortunatamente presente, permettendoci di prendere dimestichezza con le varie meccaniche complesse del titolo, tramite scontri totalmente personalizzabili da noi contro i Bot, con una difficoltà variabile anch’essa modificabile dall’utente.

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Sfoderiamo le lame!

For Honor si pone come titolo assai complesso nella sua realizzazione, con un gameplay che tenta di creare un connubio tra casual ed hardcore gamer; questo tramite una grande immediatezza per cui è facile iniziare a lottare in maniera soddisfacente, oltre ad una masterizzazione dei personaggi molto lunga e complessa, tale da richiedere ore ed ore per imparare alla perfezione tutte le combo, insieme alle tempistiche per le parate e tutte le varie contromosse, per creare match d’alto livello e spettacolare.

La struttura del combat system è studiata principalmente per lo scontro uno contro uno, con una certa fluidità anche negli scontri in mischia contro i minion nella modalità dominio, oppure contro altri guerrieri. Il tutto parte dall’entrare in modalità guardia, per poi poter parare attacchi oppure lanciarsi in offensiva con tre destinazioni possibili: sinistra, destra ed in alto; muovendo la levetta destra,  o il mouse, in una di quelle direzioni è possibile parare un attacco in arrivo, oppure appunto sferrare un colpo leggero o pesante. Sembra tutto molto semplice detto così, ma qui arriva la complessità ed il dover studiare accuratamente il sistema di combattimento; infatti con una certa tempistica è possibile parare l’attacco per crearsi una finestra di contrattacco, oppure schivare il colpo per poi infilare un assalto imparabile, insieme a combo diverse per ogni personaggio e la possibilità di rompere la guardia avversario, seguite eventualmente da una proiezione per ribaltare o volgere al termine lo scontro. Quindi un insieme considerevole di variabili per rendere la battaglia complessa e duratura, anche se nell’insieme sono tutte abbastanza simili tra loro, ma dove solo il più forte, senza l’esistenza di alcuna variabile legata al caso, può portare a casa la vittoria, oppure chi ha interpretato meglio sia il proprio guerriero, che le mosse dell’avversario.

La profondità del titolo è tutta racchiusa nel suo sistema di combattimento, il che lo rende sia un pregio che un difetto; è positivo perché “obbliga” il giocatore ad imparare tutta la sua complessa struttura per padroneggiarla al meglio, facendo risaltare sopra la massa chi è veramente forte, mentre è negativo perché non c’è altro, il gioco è tutto qui, racchiuso in un insieme di duelli con uno o più giocatori che può portare i non appassionati a stancarsi dopo poco. Questo era intuibile sin da subito obiettivamente parlando, ma c’era dei dubbi: nonostante il titolo non può in alcun modo avere una grande varietà, se non con aggiunte future di modalità ed eroi per dare una boccata d’aria fresca, quello che c’è è realizzato nel miglior modo possibile? La risposta è si, almeno in parte, visto che il gameplay è ottimo sotto ogni punto di vista, ma è anche criticabile, in maniera soggettiva da persona a persona, la presenza di un cerchio in mezzo allo schermo per evidenziare dove l’avversario da parando ed attaccando, non facendoci osservare bene le movenze dell’avversario, in modo da semplificare abbondantemente lo scontro. Però è anche da affermare che la mancanza di questo “aiuto”, avrebbe complicato in maniera esponenziale tutto il titolo, rendendolo forse fin troppo hardcore, visto lo stile di gioco adottato dagli sviluppatori.

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Perché contro altri umani è sempre meglio

Il multiplayer è l’anima del gioco, la vera natura dell’opera di casa Ubisoft, studiato in ogni sua fibra per l’online competitivo tra persone sparse per il mondo. Per garantirci il massimo divertimento possibile abbiamo a disposizione diverse modalità di gioco: Eliminazione, in cui dovremo uccidere gli avversari per fare punti in 1v1, 2v2 e 4v4, Dominio, strutturato in 4v4 dove dovremo conquistare delle aree ben delineate nella mappa e tenerle per più tempo possibile anche grazie ai nostri minion ed infine Schermaglia, molto simile ad Eliminazione con la sola differenza della presenza dei minion come accade in Dominio.

Possiamo intraprendere queste battaglie, come ben sapete, con tre fazioni di guerrieri ben distinte, il trio delle meraviglie Cavalieri-Vichinghi-Samurai, ognuna delle quali composte da quattro guerrieri che condividono le stesse caratteristiche: Avanguardia, guerriero bilanciato di facile utilizzo dotato di arma grande a due mani senza scudi, gli Assassini, guerrieri agili e letali abili nel contrattacco, Pesante, sono dei colossi lenti e letali, infine gli Ibridi, personaggi particolari che vantano un ottima portata ed in questo caso ogni classe presenta caratteristiche quasi completamente differenti.

Tornando alla struttura del multiplayer, al primo avvio ci viene chiesto che fazione rappresentare tra le tre presenti per un motivo ben preciso: la guerra tra fazioni; nella sezione multigiocatore possiamo subito vedere il motivo, ossia la presenza di una mappa divisa in colori. Questi rappresentano le fazioni  ed il nostro scopo è quello di impiegare risorse per conquistare quanti più territori possibili, oltre a difendere i nostri possedimenti a suon di vittorie. Questa particolare struttura è cross-gen, quindi condivisa a livello globale per tutti i giocatori di For Honor, qualsiasi sia la piattaforma, ma qual è lo scopo di tutto ciò? La gloria, far vincere alla propria fazione la guerra ad ogni singola stagione, o almeno portarla più in alto possibile, in modo tale da ricevere al termine una ricompensa degna di essere chiamata tale.

Ogni singolo dettaglio di questo comparto è studiato alla perfezione e non dubitiamo che in futuro arriveranno altre mappe, oltre le dodici presenti attualmente con la variabilità del meteo, modalità ed eroi in grado di far rifiatare il titolo a lungo andare, ma un fattore negativo affligge questo gioco: l’assenza dei server. Per quanto il gioco possa andare bene a livello di giocabilità online, nonostante i problemi nei primi giorni di gioco, si sente la presenza di una connessione peer-to-peer con l’host della sessione rispetto a dei server dedicati, che avrebbero potuto garantire una maggior stabilità e rendimento alle singole sessioni; solo il matchmaking ha un proprio server per lo smistamento dei giocatori, un vero peccato visto che la situazione poteva essere migliore con veramente poco.

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Che stile scelgo?

Un aspetto sempre molto importante è la personalizzazione del personaggio, specialmente in titoli di questo tipo in cui si ha un singolo personaggio come “protagonista” e fortunatamente non veniamo delusi. Abbiamo a disposizioni personalizzazioni di tipo puramente estetico ed anche alcuni che influiscono sulla struttura del guerriero; le prime consistono nello stemma che ci contraddistingue, sui colori del nostro guerriero nelle battaglie non a squadre, incisioni e decalcomanie sulle parti dell’armatura modificabili (spallacci, elmo, schiena e gambali), oltre al sesso del personaggio, tranne per alcuni guerrieri dove non è possibile modificarlo. In secondo luogo abbiamo quegli oggetti che, oltre a cambiare l’aspetto del personaggio, ne modificano abbondantemente la struttura, una vera e propria build studiata ad hoc per noi; questi sono i vari pezzi dell’armatura oltre ai componenti dell’arma, nel caso della spada per esempio potremo cambiare: elsa, manico e lama.

Insomma una personalizzazione molto vasta, tale da rendere unici i nostri guerrieri, ognuno di essi inoltre può vedere variate le proprie skill, esultanze ed esecuzioni, acquistabili con la moneta di gioco oppure man mano che saliamo di livello.

Ora passiamo invece alle noti forse dolenti per molti di quelli che staranno leggendo, ossia il negozio: luogo in cui possiamo comprare skin, pacchetti che contengono oggetti per i nostri guerrieri, boost di esperienza, moneta di gioco, season pass ecc; il tutto acquistabile a soldi veri, un modo facile e veloce per “arrotondare”, a discapito di coloro che non si fanno problemi ad aprire il portafoglio per avere un qualcosa in più, nonostante l’ingente somma elargita al dayone per acquistare il gioco. Possiamo quindi definire il gioco un pay-to-win? Fortunatamente no, i boost permettono a chi spende di ottenere prima delle skin, livellare prima di personaggi per sbloccarne le incisioni e decalcomanie, niente insomma che possa variare in maniera eccessiva gli equilibri di gioco rispetto a chi non vuole investire altre somme di denaro, visto che bene o male tutto è ottenibile con il tempo.

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Armature mozzafiato

Basta osservare l’azione in gioco anche solo per pochi istanti, questi basteranno farci rimanere a bocca aperta; una grafica letteralmente mozzafiato, con armature lucenti ed ambientazioni bellissime da vedere, seppur senza una grande interazione, capace di immedesimare il giocatore in una ambientazione che suscita una miriade di sensazioni, specialmente per i fan dell’epoca medievale e non solo. Siamo molto vicini al foto realismo e vedere il campo di battaglia animarsi in un caos, controllato, non ha prezzo se ben realizzato, soprattutto se il frame rate non soffre, regalandoci un esperienza semplicemente perfetta.

È difficile trovare titoli che riescono a realizzare un insieme di così grande impatto senza concedere qualcosa, anche sfortunatamente For Honor fa parte di questa categoria, con un interazione ambientale ridotta all’osso, se non per il poter far carambolare giù per ponti o voragini i nostri malcapitati avversari; però è da sottolineare quanto lavoro sia stato fatto per rendere il tutto così reale, con una fisica dei personaggi perfetta, una pesantezza che contraddistingue ogni guerriero e rende ogni singolo attacco veritiero, poter sentire il peso di ogni sferzata, leggera o pesante che sia, riesce a condire un comparto tecnico di livelli mastodontici.

Il comparto sonoro ha uno scopo puramente di contorno, cercando tramite i rumori di fondo come le grida dei soldati, gli scontri di spade e tutto il resto, di creare un atmosfera realistica e pronta a trasmettere adrenalina al giocatore, quella insana voglia di scendere nella mischia a dimostrare la propria abilità. In questo ci riesce benissimo, anche se dobbiamo constatare l’assenza quasi totale di una soundtrack di sottofondo, ma per un gioco di questo tipo può anche andare bene così, la scelta degli sviluppatori si può ritenere sotto un certo punto di vista azzeccata per l’occasione.

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In Conclusione

For Honor aveva destato sin da subito una grande curiosità riguardo a quello che Ubisoft sarebbe stata in grado di fare, visto anche la diversità rispetto agli altri titoli di cui il colosso francese di aveva abituato negli anni, ma questa curiosità ed attesa non è stata tradita, con un prodotto di alta qualità sotto tutti i fronti, o quasi. A livello grafico rappresenta una delle vette assolutamente per quanto riguarda questa ultima generazione video ludica, senza problemi di frame rate, cosa inaspettata visto la grande mole di persone su schermo intente a colpirsi senza pietà, oltre ad un dettaglio incredibile; in aggiunta uniamo a questo un sistema di gioco assolutamente difficilissimo da programmare per renderlo anche solo parzialmente pulito ed equilibrato, missione compiuta anche in questo senso per i ragazzi di Ubisoft, nonostante si possa rimanere non propriamente soddisfatti per alcune piccolezze di cui si è parlato in precedenza, è stato fatto un lavoro da applausi per costruire un gioco tecnico e basato quasi interamente sulla bravura del giocatore. Ovviamente come siamo abituati, nulla è perfetto ed i difetti ci sono, soprattutto per la questione dell’assenza dei server dedicati se non per il matchmaking, portando a volte dei problemi di disconnessione e tutti i problemi classici del peer-to-peer, ci fossero state delle strutture solide a sostenere questo progetto online, ne avrebbe sicuramente solo che giovato. Detto questo consiglio caldamente l’acquisto del titolo a tutti coloro che amano le schermaglie ed uno stile molto vicino al picchiaduro, con tanta volta d’imparare e cimentarsi nello studio delle varie combo dei personaggi, con un margine di miglioramento notevole. Se non vi da noia la “ripetitività” delle interazioni possibili, per voi sarà una autentica gemma che aspettavate da tempo.

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Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po’ di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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