A Silent Voice – Recensione

Una tematica delicata come quella del bullismo è tutt’oggi odierna, visto che i casi sono molto frequenti ed assai noti. Un luogo come la scuola è il principale fulcro di questa tematica, così come quello su A Silent Voice, un tipo di bullismo che avviene attraverso la scuola, ma principalmente da parte dei compagni di classe. Solitamente i soggetti vengono messi nell’occhio del ciclone per via di una loro caratteristica “unica”, mirata dal cacciatore, ergo il bullo, in modo da soddisfare il suo ego personale. Però non lasciamoci ingannare della tematica apparentemente principale del manga, visto che l’autrice Yoshitoki Oima, attraverso la sua opera, riesce a infonderne un altra assai delicata, come quella della comunicazione attraverso a un linguaggio che non è quello della voce, ma quello dei sentimenti profondi degli individui, oltrepassando l’ostacolo del problema dell’essere “non udente” della protagonista. L’unica anticipazione che vi facciamo è quella che a noi l’opera è piaciuta, essendo una di quelle che va assolutamente posseduta all’interno della propria libreria personale.

Come sempre un grazie ad Edizioni Star Comics per averci concesso i volumi per poter effettuare questa recensione.

fate-vol1Titolo: A Silent Voice

Editore IT: Star Comics

Autore: Yoshitoki Oima

Volumi: 7

Prezzo: 4,90€

 

Carnefici e Vittime

La storia ruota attorno a Shoya Yoshida, Shoko Nishiyama e i loro compagni di scuola. Il protagonista maschile – Shoya Yoshida per intenderci – è il classico tipo che si mette alla prova in rischiosi test come il gettarsi da un ponte in un fiume in piena. La principale motivazione di questo continuo mettere a rischio la propria vita è quello di spezzare la monotonia, visto che ha bisogno di un qualcosa che lo elettrizzi quotidianamente e non lo faccia annoiare. La scintilla che fa scattare il fulcro della trama arriva quando a scuola si presenta una nuova compagna di classe, Shoko Nishiyama, ragazza non udente. Il manga ci mostrerà come questa presenza influirà nel mutare la classe, creando degli ostacoli per certi versi nei confronti dei compagni.

ASilentVoiceScreen

La povera Nishiyama verrà pressa di mira da Shoya, che ogni giorni la bullizza con stupidissimi atti violenti e non, come il rubargli l’apparecchietto per sentire e gettarlo chissà dove. L’opera ci mostra come atti del genere possono portare al bullo ad essere preso di mira dopo che è stato smascherato. Questo succederà dopo che la madre di Nishiyama verrà a chiedere spiegazioni alla scuola per i continui eventi brutali verso la figlia. Il “cattivo” Shoya si troverà contro l’intera classe, partendo dagli insulti scritti sul suo banco fino ad arrivare ad atti veri e propri di bullismo da parte di chi si divertiva insieme a lui a bullizzare Nishiyama. Eppure nonostante ciò, la ragazzina ogni mattina pulisce il banco del suo carnefice, per far sì che lui non passa ciò che lei ha già interiorizzato. Dopo un evento abbastanza tragico, la ragazzina viene trasferita in un altro istituto, facendoci poi vedere lungo il corso del volume come anche Shoko nel corso degli anni abbia sofferto per gli atti che ha compiuto, trovandosi solo e fuori dalla società durante la scuola media.

A Silent Voice Screen 2

Una voce silenziosa ma delicata…

La trama è un lungo mutamento dei personaggi, partendo dal protagonista, che dopo aver sofferto all’interno di sé per quello che ha fatto alla compagna di classe, va alla ricerca di perdono attraverso un viaggio di pentimento, imparando il linguaggio dei segni per poi finalmente riuscire a comunicare con la sua vecchia preda. L’incontro dopo tanti anni tra i due, porterà a una serie di eventi emozionanti, dove la psicologia e i sentimenti umani sono in primo piano. Uno degli aspetti più belli di tutto ciò è che la storia è molto scorrevole, trattando con molta calma, ma senza soffermarsi troppo argomenti difficili e complicati, rendendo la lettura più che piacevole. Sebbene il character design non sia eccelso e nemmeno alcuni disegni, il tutto viene messo in secondo piano dalle espressioni facciali e dal linguaggio che propone il manga, permettendo così all’opera di far passare via questi unici difetti. La lettura di quest’opera non è propriamente per tutti, visto che si tratta sempre di un manga destinato a una nicchia di lettori che amano questo tipo di racconti. Ma nonostante ciò, la mangaka è riuscita ad eccellere in questa tipologia di racconto, anche se il finale lascia molto spazio all’immaginazione, con un ultima tavola che lascia riflettere e interpretare una propria visione del futuro di Shoya Yoshida e Shoko Nishiyama. Come al solito, la traduzione in casa Edizioni Star Comics è di altissima fattura, oltre che ornare il volume di una sovra-copertina di una qualità più che ottima, che mostra sempre un artwork molto piacevole da vedere e ammirare.

A Silent Voice Screen 3

Commento Finale

Che altro dire sull’opera? Sicuramente è un manga che ci sentiamo di consigliare, specialmente se amate questo genere di letture. Il tema trattato è molto delicato, nemmeno troppo facile da raccontare, ma in questo caso la mangaka c’è riuscita in maniera magistrale, senza troppi ostacoli e riuscendo a intrattenere il lettore. La voce silenziosa del racconto è onnipresente, tocca l’animo ed accompagna il lettore in un viaggio emozionante e con non poche lacrime verso ad un finale unico. La casa editrice perugina fa di nuovo centro, con un opera unica e ben curata, sia nei contenuti che nei materiali dei volumi. Consigliata assolutamente.

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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