Earthlock: Festival of Magic – Recensione

Avreste mai pensato, un giorno, di giocare ad un gioco di ruolo dallo stile marcatamente giapponese, ma sviluppato da norvegesi? Se la risposta è si, Snowcastle Games ha realizzato il vostro sogno; dopo una campagna Kickstarter piuttosto impegnativa l’anno scorso, in anteprima per il servizio Games With Gold di Xbox One, è finalmente approdato sulle nostre console Earthlock: Festival of Magic. Solo a fine gennaio il titolo è stato rilasciato su PlayStation 4, forte di pareri mediamente positivi alle spalle, non perdiamo altro tempo ed iniziamo a giocare.

Il festival della magia

Fin dalle prime battute possiamo osservare come Earthlock: Festival of Magic sembri essere un gigantesco tributo alla tradizione dei giochi di ruolo, tutto ciò è ravvisabile tanto nella narrativa, quanto nel gameplay, ma andiamo per ordine.
La trama vede protagonisti una giovane pilota di aerei vogliosa di dimostrare al padre le proprie abilità ed un ragazzo che, assieme al proprio zio, si diletta alla ricerca di tesori preziosi; è proprio il ritrovamento di un cimelio di inestimabile valore a dare il via alle vicende, oltre all’incrocio dei destini dei due protagonisti e dei loro compagni nel tentativo di salvare lo zio Benjo dai suoi rapitori, cercando di prevenire la fine del mondo di gioco di Umbra. Nonostante la storia non spicchi per originalità, le vicende sono raccontate in modo piacevole e scorrevole con dialoghi scritti con buona cura.
In generale possiamo notare come Snowcastle Games si sia ispirata alla tradizione dei JRPG del periodo ’80-’90, a partire dai tipi incarnati dai protagonisti fino alle ambientazioni ed al gameplay a turni sembra veramente di essere davanti ad una piacevolissima operazione nostalgia! I giocatori più giovani potrebbero rimanere perplessi dinanzi a tutto ciò, gli appassionati più anziani troveranno pane per i loro denti.

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Pad alla mano

Riguardo al gameplay la base è quella classica a turni come già detto, ma ci sono delle novità importanti: innanzitutto i nemici saranno perfettamente visibili a schermo, avvicinandoci a quest’ultimi partirà un timer entro il quale attirare a noi più nemici possibili da combattere, nel caso in cui riuscissimo a premere X in tempo per iniziare il combattimento avremo la possibilità di attaccare per primi. Come già spiegato i combattimenti sono a turni, ma l’aspetto più interessante è la possibilità di usare un turno per cambiare postura al personaggio e, conseguentemente, cambiare il set di abilità a nostra disposizione; ad esempio in una posa potremo sfruttare abilità da combattimento ravvicinato mentre cambiando posizione saremo efficaci dalla distanza, tutto ciò contribuisce a rendere più variegati gli scontri sia casuali che contro i boss di turno.
La seconda novità è costituita dalla tabella dei Talenti tramite la quale potremo ottenere potenziamenti e skill per il nostro party, differentemente da quanto accade in altri giochi di ruolo lo sblocco degli upgrades non sarà vincolato ad una rigida successione, ma noi stessi dovremo “creare” il percorso migliore per raggiungere i potenziamenti desiderati.
Nessuna grossa innovazione da segnalare sul fronte dei dungeon, interessante la possibilità di cambiare personaggio in ogni momento al fine di superare ostacoli di varia fattura, ma il design delle mappe appare molto banale e alcune location possono risultare fin troppo lineari e noiose; per spezzare il ritmo è presente la possibilità di partecipare ad un Torneo in cui dovremo affrontare avversari di livello sempre crescere e specie verso la fine sarà necessario potenziare adeguatamente il nostro personaggio.
In quanto a longevità Earthlock: Festival of Magic non si perde in chiacchere inutili, un 15-20 ore saranno più che sufficienti per concludere l’avventura.

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Unity rimane un punto interrogativo

Tecnicamente parlando c’è da fare una dolorosa premessa: se su Xbox One e PC l’impatto visivo, pur non stupendo, è molto piacevole e il motore grafico procede a 60 FPS fissi, mentre su PlayStation 4 la storia è ben diversa; è noto che Unity sia ostile all’architettura della console di casa Sony, il risultato è la presenza di rallentamenti inspiegabili e di un framerate ballerino che oscilla tra i 15 e i 25 FPS per toccare i 60 solo in rari momenti nei dungeon o durante l’esplorazione, non il massimo della godibilità. Per il resto i modelli poligonali di personaggi e strutture sono piuttosto semplicistici, si poteva certamente fare meglio.
Sul fronte sonoro è totalmente assente qualsivoglia tipo di doppiaggio in puro stile JRPG degli anni ’90, discreta la colonna sonora e gli effetti ambientali.

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In Conclusione

Consigliare Earthlock: Festival of Magic risulta complesso, la buona qualità del gioco non si discute, ma specialmente i giocatori più giovani potrebbero dover scendere a compromessi per apprezzare un prodotto, il quale sembra davvero provenire dalla Golden Age dei ruolistici giapponesi, scelte come l’assenza del doppiaggio o il classico gameplay a turni potrebbero scoraggiare i novizi.
L’obiettivo di Snowcastle è sostanzialmente centrato, per quanto Earthlock non sia un capolavoro regala al giocatore un’esperienza piacevole e molto divertente; a mio avviso comunque meglio aspettare un calo di prezzo dato che i 30 Euro richiesti potrebbero sembrare troppi.

 

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