Dark Souls 3: The Ringed City – Recensione

La fine del Mondo, la Fiamma che si spegne, il Ciclo che si conclude. E’ passato quasi un anno dall’avvento di Dark Souls 3 nelle nostre case ed in questi giorni abbiamo vissuto un ultimo travagliato viaggio all’interno dell’Universo sapientemente ricamato da Hidetaka Miyazaki. Dopo il controverso e discusso DLC “Ashes of Ariandel”, From Software conclude la Saga che ha cambiato il mercato recente dei videogiochi, iconizzato un Autore e dato vita ad un nuovo sottogenere nell’Industria: i Soulslike.

The Ringed City ha quindi l’arduo compito di chiudere un Cerchio, dare un senso al Prezzo di € 24.99 del Season Pass e fornire delle risposte concrete ai propri Fan che da anni speculano sulle più disparate teorie riguardanti la “Lore” della Trilogia e del suo fantastico quanto misterioso Universo.

 

Un Cumulo di Rifiuti

Teniamo a precisare fin da subito che in questa Recensione vi saranno degli Spoiler su alcuni aspetti del titolo che sono necessari per poter analizzare a fondo la validità dell’Opera; niente, comunque, che possa minare la sorpresa e la godibilità di questo Contenuto Aggiuntivo.

Per poter accedere a The Ringed City ci sono due modi: uno è aver completato “Ashes of Ariandel” e l’altro è raggiungere il Falò antecedente al Boss Finale. Partendo da queste premesse, From Software mette subito le cose in chiaro: conviene essere all’End Game per affrontare questo contenuto. Infatti il DLC è brutale, difficile, quasi una vera e propria sfida sopratutto nei confronti dei veterani dei Souls, rei di aver definito l’ultimo capitolo della Saga più facile di quanto ci si potesse attendere.

La prima Area di gioco mette immediatamente a dura prova il Giocatore. Vi sono degli Angeli, già incontrati nella versione Vanilla del titolo, che lanciano incantesimi ad ogni passo rendendo difficilissima l’esplorazione della mappa; una meccanica molto simile a quanto visto in BloodBorne, con l’Ex Cacciatore Djura che spara con un Gatling dalla Torre di Old Yarnham, ma che in questo caso risulta essere molto più frustrante, diventando quasi un “Trial and Error”. Pertanto e’ proprio il “Cumulo di Rifiuti” (nome della prima zona del DLC) ad essere la parte meno riuscita dell’intera Espansione che, essendo troppo lineare e poco ispirata a livello di Design, può risultare a tratti frustrante anche agli esperti dei lavori di From Software.

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La fine di un Ciclo

Arrivati alla “Città ad Anelli” tutto cambia ed il Level Design, che ha fatto innamorare milioni di giocatori, si mostra in tutto il suo splendore. Una Mappa aperta che si sviluppa in verticale ed orizzontale, ricca di segreti e “Shortcut”, come la Serie ci ha ben abituato. Non mancano le citazioni alla Trilogia di Dark Souls, con riferimenti in particolar modo ai primi due Capitoli, che faranno la gioia degli speculatori più accaniti. C’è da dire che in alcuni punti il posizionamento dei Nemici ci è sembrato mal calibrato, così come spesso accadeva in Dark Souls 2, con conseguente difficoltà nell’arrivare dal Falò ad un punto preciso (Rushando), essendo quasi costretti a dover abbattere tutti per farsi strada.

La trama, purtroppo, tende più a chiudere l’arco narrativo apertosi con “Ashes of Ariandel”, piuttosto che rispondere a tutte le questioni irrisolte e lasciate in sospeso fin dal primo Dark Souls, di questo un pò ce ne rammarichiamo. Ci saremmo poi aspettati quantomeno una Cut-scene finale, che potesse mettere un punto alla Narrazione, o almeno colmare alcune lacune procrastinate in questi anni.

Ma la qualità di “The Ringed City” riesce in buona parte a soprassedere alla mancanza di risposte con contenuti di qualità, nuovi Equipaggiamenti, nuove Covenant, delle Quest interessanti; in particolar modo quella di Lapp, smemorato non-morto vicino alla vacuità, che sfocerà in un colpo di scena notevole e sicuramente apprezzabile per i Fan di vecchia data.

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4 Boss E più di un Funerale

Il DLC si presenta nella sua interezza con Quattro nuove Boss Fight, tutte ottimamente realizzate e variegate, di cui una Opzionale, che siamo convinti sarà di gradimento per gli appassionati delle Opere di Miyazaki. Abbiamo terminato The Ringed City in poco più di 10 ore, spulciando ogni segreto, sviscerando ogni piccolo anfratto delle Aree di Gioco e battendo tutti i Boss a disposizione. Inoltre, va aggiunto che il DLC propone nuovi contenuti anche per il PVP, con nuove Mappe e Incontri dedicati, con la possibilità di sfidare altri giocatori fino ad un massimo di 4 vs 4.

Un’ultima nota la dedichiamo al finale(?) che, per poter essere goduto(?) nella sua interezza, necessita del primo DLC, scelta che a nostro parere è poco apprezzabile, specialmente per coloro che hanno voluto o potuto acquistare solo questo Contenuto Aggiuntivo.

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Commento Finale

The Ringed City propone un contenuto di qualità, vasto ed impegnativo, un’esperienza che segna la Fine di una Saga che è entrata di diritto nell’Olimpo dei Videogiochi. Avrebbe potuto farlo meglio, concludendo un “Ciclo” narrativo con risposte che i Fan attendono da anni, ma che Miyazaki, forse, non è mai stato interessato a dare. Probabilmente, se i due DLC fossero usciti come un unico pacchetto, avrebbe certamente superato le vette qualitative raggiunte da “The Old Hunters” e regalato una conclusione indimenticabile a questa magnifica Trilogia. Un Ciclo è finito, la Fiamma è sopita, rimane solo la Cenere.

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Avventuriero nostalgico ed appassionato di Cinema e Serie TV. Amo i Videogames a 360°, con una spiccata predilezione per le trame articolate e i dialoghi ben scritti.

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