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Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 ReMIX – Recensione

Un’altra collection è arrivata nelle nostre case, si tratta di Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 ReMIX, un’edizione che raccoglie ben sei titoli sui nove usciti nel corso degli anni, il tutto in attesa del terzo ed ultimo capitolo di questa incredibile saga. Questa permette a tutti i possessori di una PlayStation 4 di mettere le mani, grazie anche alla HD 2.8 uscita durante il mese di Febbraio, su tutti i capitoli di Kingdom Hearts, per gustarsi tutta la sua complessa trama, che è andata via via negli anni a complicarsi sempre di più, mostrandoci un mondo che inizialmente non potevamo lontanamente immaginarci. Un’opera imperdibile per i fan della serie e per chi, per un motivo o per un altro, non sono riusciti a giocarli in passato.

Siete pronti ad aiutare Sora ed amici, oltre agli altri eroi del Keyblade, a sconfiggere l’oscurità che alberga in ogni mondo e cuore?

L’eterna lotta del Keyblade

La trama può risultare banale ad occhi inesperti, oppure vedendo i titoli dall’esterno senza addentrarcisi, ma l’opera di Tetsuya Nomura è di una grandissima complessità, ricca di colpi di scena e misteri che vengono via via svelati, altri invece rimangono nell’ombra in attesa di una risoluzione. Questo grazie all’aver suddiviso passato e presente in una serie quasi interminabile di titoli, sparsi per le varie console che hanno calcato il panorama video ludico. In questa riedizione, vedremo ben sei titoli dei nove usciti, rappresentando un ulteriore raccolta delle collection uscite su PlayStation 3, ossia la HD 1.5 e HD 2.5, andando ad inserire in un solo Blu-Ray i seguenti giochi: Kingdom Hearts Final Mix, Kingdom Hearts 2 Final Mix, Birth By Sleep, Chain of Memories, 358/2 Days e Re:Coded sotto forma di filmati rimasterizzati.

Un’edizione che mette tanta carne al fuoco, potendo garantire all’utente centinaia di ore in compagnia di Sora, colui che all’inizio del tutto veniva definito come l’eroe del Keyblade, oltre ai tanti altri personaggi che abbiamo imparato a conoscere ed amare, di cui non conoscevamo inizialmente nemmeno l’esistenza, come il trio Terra, Ventus ed Aqua, assieme alla temibile Organizzazione XIII.

Tutto ruota attorno al Keyblade, un arma, una chiave in grado di aprire ogni serratura, che sia di un mondo nascosto oppure il cuore di una persona, uno strumento notevolmente potente che non tutti possono utilizzare, ma solo coloro che vengono scelti. All’inizio del nostro viaggio tutto quello che si nasconde dietro questa figura ci risulterà semplice, andando poi nel susseguirsi dei capitoli a diventare sempre più complesso, fino a sviare totalmente l’attenzione verso un obiettivo molto più grande, andando a rendere come protagonista il regno di Kingdom Hearts: un luogo dove sia oscurità che luce vivono in un precario equilibrio e la cui conquista da parte del male potrebbe rappresentare una catastrofe inimmaginabile.

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Un gameplay solido come non mai

Come abbiamo potuto constatare con il susseguirsi degli anni e dei capitoli, Kingdom Hearts rappresenta un’eccellenza nell’ambio dei JRPG anche per quanto riguarda il sistema di gioco. Ora non staremo più a discuterne più di tanto nel dettaglio, è un sistema che ognuno conosce ed è stato già analizzato più e più volte nel corso degli anni, ma quali sono i suoi punti cardine? In primis sicuramente il suo essere molto più vicine allo stile di gioco Action rispetto al classico sistema a turni che eravamo abituati a vedere nei titoli dell’epoca, il tutto accompagnato da una componente ruolistica data dalle skill e selezione delle azioni in tempo reale. Infatti ogni singola azione in combattimento andrà selezionata per utilizzarla, che si tratti di un attacco, una magia oppure l’utilizzo di un oggetto; se riflettiamo su questa cosa possiamo dire che non vi siano così tante differenze da un classico JRPG a turni, ma la semplicità e celerità con la quale è possibile utilizzare queste, lo rende notevolmente intuitivo e spettacolare, soprattutto con il proseguimento dell’avventura, con l’aumento dei livelli e l’acquisizione di mosse finali o abilità di vario genere, sarà possibile eseguire combattimenti assai divertenti, da effettuare e vedere.

Ma non tutti i Kingdom Hearts sono uguali, anzi, a seconda della sua piattaforma, ogni titolo è stato realizzato per essere il più particolare e fruibile possibile per essa. Per esempio su console fissa, ossia il filone numerato della serie, vediamo una struttura con magie inserite nel proprio menù ed una barra del mana a limitarne l’utilizzo; mentre nelle varie versioni portatili questa tenderà a scomparire per uno stile differente, sostanzialmente semplificato in abilità utilizzabili all’infinito, con la presenza del cooldown per limitarne l’utilizzo frenetico. Oltre a questo poi vi sono pure ulteriori differenze, come una componente tattica maggiore, visto che è possibile inserire più volte una stessa abilità nella nostra console dei comandi, permettendoci di adottare uno stile di combattimento personalizzato adatto al nostro modo di giocare, oltre che soprattutto alla situazione che andremo ad affrontare.

Alla fine della fiera, passano gli anni, si susseguono titoli di vario tipo riguardanti questo vastissimo genere video ludico, ma Kingdom Hearts rimane sempre lì, nelle vette a mostrare quanto il suo stile possa essere ancora oggi tremendamente divertente ed attuale.

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Sei grandi titoli in HD

Uno degli aspetti più graditi di questa collection è rappresentato da una rimasterizzazione in alta definizione coi fiocchi, ogni titolo giocabile è stato ritoccato al meglio per non sfigurare troppo con l’attuale generazione, con gli ovvi limiti del caso, risultando assai gradevole all’occhio, specialmente i titoli delle console portatili. Un grandissimo lavoro che ha dato sicuramente i suoi frutti, permettendo a chi magari non ama molto affacciarsi sul “retro gaming” di usufruire di titoli con un design accattivante senza l’eccessiva presenza di poligoni in bassa risoluzione su schermo, mantenendo stabile anche il frame rate, sempre fluido in ogni fase del gioco, anche la più concitata. In questo modo è possibile godersi mondi fantastici, dai più conosciuti come quelli Disney, a quelli creati per l’occasione, oltre ad una miriade di personaggi curati nel dettaglio dal grande carisma.

Per il lato sonoro c’è veramente poco da dire, stiamo parlando di uno dei migliori esponenti di quello che Square Enix è in grado di fare, grazie al lavoro tra tutti di Yoko Shimomura, autore della maggior parte delle tracce presenti e Utada Hikaru, le cui canzoni appaiono nella sigla iniziale e finale, capaci sempre di incantare il video giocatore in una marea incontrastabile di emozioni rievocative del passato.

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In Conclusione

Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 ReMIX rappresenta un must have non solo per i fan della serie che, durante la sua lunga vita, si sono persi qualche titolo per strada a causa della loro suddivisione per un innumerevole serie di console, da portatili a fisse, ma anche per quelli che sono stati sempre incuriositi e per un motivo o per un altro, non sono mai riusciti a giocarseli. Kingdom Hearts rappresenta in assoluto uno dei maggiori esponenti del genere J-RPG, con uno stile che ai tempi risultò innovativo ed ancora ora riesce ad intrattenere, oltre a tratti pure sorprendere visto la “concorrenza” degli ultimi anni. Insomma, possiamo definirlo un sempreverde, in grado di divertire ed insegnare ad anni di distanza, con una trama profonda, anche se all’apparenza banale visto il contesto, oltre ad essere tremendamente articolata, ma con questa collection, oltre alla HD 2.8 uscita qualche mese fa, sarete in grado di comprendere appieno l’opera di Tetsuya Nomura in ogni suo dettaglio, pronti per questo agognato terzo capitolo finale che prima o poi dovrà pur uscire, almeno i fan lo sperano fortemente.

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Emanuele Cevoli

Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po' di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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