Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di NBA Jam!
Immagino che sarebbero poche le mani alzate, giusto i più giovani potrebbero non sapere di cosa stia parlando, ma i giocatori più anziani sapranno sicuramente cosa sia il titolo appena menzionato, poichè parliamo di un classico degli anni ’90, uno dei giochi di basket arcade più famosi e divertenti di sempre assieme al bellissimo Street Hoop di Data East. Saber Interactive, tra i maggiori appassionati di quella concezione di basket videoludico, hanno deciso di far rivivere l’essenza di NBA Jam in NBA Playgrounds, cercando di rimanere il più vicini possibile ad una tipologia di divertimento immediata, ma ricca di sfumature.

 

Tre sono le modalità di gioco disponibili al momento: Esibizione in cui possiamo usare settaggi a piacimento e giocare in locale con un amico, Torneo in cui affrontare sfide di varia difficoltà e la modalità Online grazie alla quale potremo sfidare cestisti di tutto il mondo; quest’ultima non sarà subito disponibile e dovremo necessariamente completare il primo torneo per sbloccarla.
Già dal primo di essi possiamo apprezzare i principi base di NBA Playgrounds, tra la durata fulminea dei match (2.30 minuti un match classico, 5 minuti la finale), due soli giocatori a squadra e la necessità di variare continuamente il nostro stile di gioco per avere la meglio e riempire il prima possibile la barra dei bonus! Il roster di cestisti da cui attingere è sufficientemente ampio, avremo a nostra disposizione giocatori provenienti da tutte e 30 le franchigie NBA in un buon mix tra atleti contemporanei e leggende, i cui parametri e mosse a disposizione rispecchiano fedelmente le controparti reali; ci sono delle assenze eccellenti quali Michael Jordan, Kobe Bryant, Larry Bird e compagnia, ma ciò non è dovuto all’incapacità di Saber Interactive quanto nel fatto che alcuni di questi atleti abbiamo costi impegnativi per i diritti d’immagine o contratti esclusivi con 2K Games per lo sfruttamento della propria immagine. Nonostante ciò, Saber Interactive si sta impegnando a rendere il roster il più ampio possibile e con le ultime patch sono stati introdotti giocatori come Dennis Rodman, Giannis Antetokoumpo o Klay Thompson.
Il gameplay esula da qualsivoglia tipo di tecnicismo per abbracciare una filosofia basata su tiri da posizioni improbabili, schiacciate spettacolari, alley-oop da cineteca e stoppate memorabili con i bonus partita a fare da ciliegina sulla torta; non basterà fare punti su punti per riempire la barra, sarà necessario giocarsi tutte le carte possibili incidendo sia in attacco sia in difesa, ma le ricompense sono piuttosto gustose e vanno dal raddoppio dei punti ottenuti facendo canestro alla possibilità di diminuire il numero di secondi entro i quali i nostri avversari dovranno completare l’azione o, ancora meglio, andare più veloci o ottenere più punti facendo canestro da certe zone di campo. Ogni partita del Torneo avrà poi un obiettivo secondario da completare (fai 20 punti con solo tiri da 3, stoppa 5 volte l’avversario, ottieni 3 bonus…) e la cosa stimola il giocare più volte i match al fine di provare combinazioni diverse di giocatori e trovare la coppia più adatta per certi mismatch o per studiare in vista delle partite online. Ogni vittoria ci farà guadagnare punti esperienza, salendo di livello sbloccheremo nuove mosse per i nostri giocatori e sbloccheremo dei pacchetti in cui potremo trovare fino a 5 giocatori inediti o doppioni per arricchire il nostro “album”.

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Tutto rose e fiori? Purtroppo no, a fronte di un gameplay solido e coinvolgente l’offerta ludica di NBA Playgrounds è insufficiente, poichè potremo contare solo sui Tornei e sulla modalità online in cui potremo solo fare partite singole senza la minima traccia di modalità alternative, gli sviluppatori hanno promesso di star lavorando su questa componente e che presto verranno introdotti i Tornei online per garantire maggior linfa vitale ad un comparto multigiocatore piuttosto scarno. Nonostante ciò le prove sul campo ci hanno confortato, il lag non è una presenza costante e trovare uno sfidante è una questione di pochi secondi seppur, ogni tanto, il matchmaking non risponda se non prima di 1-2 minuti.
Tecnicamente parlando non siamo di fronte ad un campione di tecnica, il motore grafico è piuttosto leggero e valorizza lo stile superdeformed di atleti e campi di gioco con 60 FPS sempre costanti, di bassa qualità al contrario il sonoro per colpa di una colonna sonora piuttosto ripetitiva ed un doppiaggio inglese quasi tirato via.

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Allo stato attuale NBA Playgrounds è più una buona base piuttosto che un prodotto completo, ma è incoraggiante notare come Saber Interactive risponda positivamente ai feedback dell’utenza proponendo bilanciamenti di gameplay, nuovi giocatori e possibilmente nuove modalità. I 20 Euro richiesti potrebbero magari sembrare tanti ed il nostro consiglio, a meno che non siate fanatici di NBA Jam, è quello di aspettare un maggior numero di contenuti ed un roster ampliato al massimo delle proprie possibilità.

 

NBA Playgrounds - Recensione
Lo spirito di NBA Jam c'è tuttoImmediato e divertenteContinui aggiornamenti
Pochissime modalità di giocoTroppi pochi torneiInfrastruttura online migliorabile
7Overall Score
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