Ghost Blade HD – Recensione

Il Dreamcast è forse il rimpianto più grande per la scena videoludica e per l’utenza, una console decisamente avanti per i suoi tempi, ma non valorizzata da Sega come avrebbe meritato in termini di pubblicità e, per questo, schiacciata dall’imponente macchina pubblicitaria messa in moto da Sony per la PlayStation 2, oltre che per la base installata di quest’ultima. L’ultimo lascito di Sega al mondo console è ancora oggi vivo nel cuore di molti appassionati, grazie alla disponibilità di documentazioni e tool di sviluppo la scena indipendente del Dreamcast è viva e vegeta; abbiamo già avuto casi di conversioni da Dreamcast a Xbox Live o PlayStation Store con Trigger Heart Exelica o Under Defeat, Ghost Blade non fa eccezione per cui possiamo goderne anche sulle moderne console e PC.

 

Ghost Blade HD, sviluppato da Hucast Games, è quindi il porting della versione originale uscita nel 2015 per Dreamcast e che qui si presenta in una veste fedele per contenuti, ma ripulita sotto l’aspetto tecnico, ma andiamo per gradi.
Il pacchetto si presenta fin da subito in modo accattivante, dal punto di vista delle modalità accanto all’Arcade Mode avremo: lo Score Attack nel quale fare più punti possibili prima di perdere tutte le vite, il Practice Mode utile a ripassare un singolo stage perfezionando il nostro stile di gioco e applicando i nuovi movimenti nell’Arcade vero e proprio. Buone notizie arrivano anche dalle opzioni di visualizzazione, poichè potremo selezionare il TATE MODE e, potendo mettere il monitor in verticale, potremo godere di Ghost Blade HD nel pieno della sua essenza da shoot’em up verticale, senza l’ingombro delle bande laterali normalmente previste ma necessarie per mantenere un aspect ratio degno.
L’Arcade Mode conta di cinque livelli di difficoltà crescente affrontabili scegliendo una delle tre ragazze le cui navicelle differiscono per tipologia di proiettili e modalità di sparo, potremo scegliere se uccidere i nemici con uno sparo più lento, ma più ad ampio raggio oppure se usare uno sparo più concentrato e letale, il cui raggio d’azione è più ristretto e non ci permette movimenti rapidi. Nel primo caso i nemici abbattuti rilasciano stelle d’oro atte ad aumentare il punteggio, nel secondo caso caricheremo una barra la quale al suo livello massimo rilascia una Smart Bomb capace di distruggere tutti i nemici a schermo, a sua volta continuando a uccidere navicelle ostili senza perdere vite il moltiplicatore continuerà a salire. Le diverse meccaniche di gameplay qui elencate costringono dunque il giocatore ad alternare sapientemente le modalità di sparo al fine di ottenere punteggi sempre più alti, ma, allo stesso tempo, per essere pronti a ripulire lo schermo in situazioni critiche.

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Hucast Games per Ghost Blade ha quindi puntato sulla tradizione rielaborando quanto di buono ha proposto negli anni la scuola sparante giapponese, ma quello che potrebbe essere un punto di forza è, allo stesso tempo, il tallone d’Achille della produzione: Ghost Blade pecca in personalità, non mi aspetto scenografie potenti quanto quelle di un Battle Garegga o di un Radiant Silvergun, nè tantomeno un sistema di punteggio raffinato quanto quello dei DoDonPachi o di Ketsui. Gli sviluppatori però potevano e dovevano osare di più per offrire una esperienza che potesse dare quel “quid” in più che differenzia un gioco capace di incuriosire tutti gli appassionati da un gioco il quale, per i veterani del genere, possa considerarsi lo shoot’em up da giocare quando si è già giocato tutto il resto; non avrebbe fatto male vedere qualche extra sbloccabile sotto forma di stage o boss segreti per ricompensare i giocatori più bravi, oppure un gameplay maggiormente ricco di variabili, una occasione un pò sprecata…

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Tecnicamente ci siamo, il motore grafico fonde saggiamente sfondi bidimensionali con modelli poligonali in 3D nella forma della nostra navicella e dei nemici spingendo il tutto a 60 FPS costanti, con una maggiore ricercatezza stilistica il risultato finale sarebbe stato ancora migliore. Buonissime notizie per la colonna sonora composta da pezzi prevalentemente elettronici e ben adatti alle situazioni rappresentate a schermo. La longevità è commisurata alla vostra voglia di scalare le classifiche mondiali e ottenere punteggi sempre più alti, come per ogni altra produzione di matrice arcade non è possibile valutare in modo preciso un quantitativo di ore medio.

 

Sempre un grande piacere osservare la scena Dreamcast ed è ancora meglio quando queste produzioni indipendenti approdano su altri lidi, Ghost Blade HD è certamente un buon sparatutto a scorrimento verticale, ma Hucast Games poteva fare di più, sarebbe bastato poco a renderlo interessante anche per gli onnivori del genere. Considerato il basso prezzo di vendita (8,99 Euro normalmente ma, fino al 17 agosto, sul PlayStation Store è scontato a 3,99) è una ottimo acquisto per chiunque voglia avvicinarsi al genere, ma davvero, è un compito ben svolto e nulla più.

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Tante le cose che lo appassionano: i videogiochi, la musica, l’informatica, il calcio, il basket… Cerca sempre di valorizzare i prodotti meno in vista e di analizzare ciò che lo circonda in maniera da avere sempre nuovi punti di vista e nuove idee.

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