Agents of Mayhem – Recensione

Questo è stato l’anno dei videogiochi più variegati nel genere e nella tipologia. A debuttare quest’anno è Volition, che dopo Saints Row: Gat out of Hell, era rimasta un po’ in disparte dal mercato videoludico. Il caro Agents of Mayhem è una sorta di nuovo esperimento, che miscela tutto quello che gli sviluppatori hanno appreso con la saga di Saints Row, aggiungendoci delle nuove novità succulente e longeve. Noi abbiamo accettato la sfida di questa nuova produzione e ci siamo fiondati all’interno del mondo di Agents of Mayhem.

La squadra Mayhem in azione!

La storia inizia con una breve introduzione di una missione segreta che gli agenti dell’agenzia Mayhem stanno affrontando. Il loro principale obiettivo è quello di sgominare il Dottor Babylon ed il suo malefico piano, attuato con l’aiuto del ministero della Superbia Legion. Durante la missione succederà qualcosa di non molto piacevole, mettendo i nostri tre eroi nella condizione di dover porre rimedio a quello che è appena successo, cercando di sgominare tutti i membri che supportano il Dottor Babylon. All’interno della storia non c’è un vero e proprio protagonista, questo perché il gioco ci permette di personalizzare la nostra squadra con tantissimi personaggi principali. Non preoccupatevi, perché ogni personaggio ha a disposizione dei dialoghi propri e quindi sarà sempre molto attivo all’interno delle discussioni, indipendentemente dal personaggio che abbiamo scelto. Tutte le vicende narrate si svolgono attraverso delle missioni chiamate operazioni, sono molto varie e ricche di gag comiche, inoltre anche il plot di sottofondo è interessante, sebbene non sia di un’originalità unica.

A compensare il plot intervengono i personaggi delle vicende, ma principalmente i protagonisti, grazie alle personalità variegate e alle battute che costantemente leggeremo, sopratutto ascolteremo lungo il corso della nostra avventura. Gli antagonisti a loro modo sono folli ed interessanti, molti di questi sembrano la parodia di personaggi noti, oltre che comunque offrire un background di fondo valido insieme ad una boss battle – per ognuno di loro – soddisfacente. Per il cast di Agents of Mayhem c’è ben poco da criticare, ottimo sotto tutti i punti di vista. Altra nota che va assolutamente fatta notare è che il gioco ha perso quella volgarità esplicita che Saints Row aveva come marchio di fabbrica. Nonostante qui siano presenti diverse gag volgari, non si arriva mai ai livelli dell’altra opera di Volition.

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Tecnicismi nell’open-world

Con Agents of Mayhem non si può parlare di Open World nel vero senso del genere, perché è vero che abbiamo una città a disposizione, ma è molto ristretta sebbene sia possibile esplorarla. La città offre dei compiti secondari, oltre alle operazioni di cui vi parleremo dopo, tra questi vi sono quelli di conquistare gli avamposti predominati dalla LEGION, oltre che le classiche sfide a tempo in macchina. Le operazioni si dividono in principali e di reclutamento, le prime come facilmente è intuibile sono quella della storia, mentre le altre sono delle missioni secondarie che ci permetteranno di espandere la nostra squadra ed ottenere così nuovi personaggi da poter usare in battaglia. A nostro avviso le operazioni di reclutamento sono fondamentali, visto che una volta completate si sbloccheranno altre missioni che serviranno a coprire il background del personaggio che stiamo usando. Sicuramente si tratta di elementi di contorno che non guastano assolutamente, anzi, arricchiscono il piatto della longevità. I personaggi in totale sono dodici, alcuni di questi saranno obbligatoriamente sbloccati nel proseguo della trama principale, visto che giocheranno un ruolo importante in essa.

Ognuno di loro ha a disposizione delle abilità, armi e perks unici, che influiranno sulla costruzione della squadra prima di partire per la missione. Gli elementi che costituiscono l’avanzamento del personaggio è guidato da un ramo di punti dove sarà possibile apprendere dei miglioramenti. Oltre quelle poc’anzi citate, avremo a disposizione tre slot nuclei, ogni nucleo ci darà un vantaggio e per poterli attivare avremo bisogno di un Nucleo completo di materia oscura, che si ottiene raccogliendo dieci cristalli durante l’esplorazione a Seoul.

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Boom baby, boom!

Le fasi shooting sono molto esaltanti e divertenti, ma con la mancanza di un sistema di copertura, rendendo il tutto meno “tattico”. La fisica del gioco non eccelle, ma pensiamo che sia dovuto a una scelta degli sviluppatori, il gioco si muove su una base più fantascientifica e non punta assolutamente ad emulare la realtà. Una delle cose più belle è la possibilità di poter cambiare personaggio in tempo reale, ovviamente da quei tre che abbiamo scelto all’inizio della missione. Il titolo ci mette a disposizione una sorta di hub centrale dove poter sperimentare nuove tecnologie chiamate Gremlin – prendono il nome dalla sua creatrice – oppure esercitarci nella sala d’addestramento a realtà aumentata. Il principale motivo per cui torneremo nell’hub principale – nel gioco chiamato Ark – sarà per i brifieng delle missioni principali e per cambiare il veicolo che andremo a usare durante la nostra missione. La guida è molto classica, il feeling con il pad alla mano è quello di un titolo arcade, rendendo i danni all’auto quasi nulli, visto che per distruggere un veicolo ci vorrà del tempo.

I nemici che andranno a ostacolarci lungo il nostro piacevole viaggio nel nuovo titolo di Volitions, sono molto validi. Ogni qualvolta che incontreremo un nemico nuovo, apparirà una descrizione di presentazione con scheda, un po’ come accadeva su Borderlands. La difficoltà è competitiva, i nemici crescono insieme a noi e se non siamo preparati a dovere, questi riescono a buttarci a terra senza troppi problemi. A nostra disposizione avremo oltre la granata e l’abilità personale, una super mossa Mayhem, una sorta di attivatore che farà scatenare con una tecnica unica il nostro personaggio. Tra queste, quella che c’è piaciuta di più è quella di Daisy, una donna che scatena tutta la sua potenza con il suo enorme mini-gun. La barra Mayhem si riempirà attraverso le uccisioni o raccogliendo il simbolo del gioco che i nemici alle volte droppano.

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Quel pizzico di originalità

Il comparto grafico è molto genuino, presenta dei modelli poligonali molto cartoneschi, ma piacevoli da vedere, mentre per quanto riguarda l’ambiente, ci troviamo difronte a una cura non molto dettagliata, ma che tutto sommato fa il suo dovere. Non possiamo dire lo stesso per gli effetti grafici, gli shader sono ridotti all’osso e gli effetti particellari il più delle volte farà crollare totalmente il framerate – ricordiamo che noi abbiamo testato la versione per PlayStation 4, inoltre, il problema potrebbe esser risolto con una patch futura anche se attualmente la situazione è questa -. L’audio è ricco di tantissime tracce interessanti e piacevoli d’ascoltare, ma il vero protagonista è il doppiaggio, ben curato e dettagliato, con un attenta cura per gli accenti nei personaggi di nazionalità estera. Uno dei tanti esempi è Joule che è di nazionalità italiana, infatti il più delle volte la sentiremo scambiare qualche parola in italiano e quando parlerà in inglese, beh, avvertiremo quell’accento italiano nella chiusura delle frasi. Le cut-scene del gioco non sono con l’engine di gioco, ma la realizzazione è completamente in pieno stile cartoon americano, idea interessante e che riesce a caratterizzare il titolo in maniera positiva.

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Commento Finale

Che altro possiamo dire di questo Agents of Mayhem? Sicuramente è un titolo riuscito, ha portato una ventata d’aria fresca in questa estate afosa. Gli elementi che compongono questa produzione sono ricchi e vari, in alcuni frangenti non riesce ad eccellere, ma riesce a colmare il tutto con altri elementi più longevi come le missioni secondarie o la simpatia dei personaggi. Vi starete chiedendo se questo è un acquisto che ci sentiamo di consigliare. Ebbene sì, per noi Agents of Mayhem è stata un’esperienza molto interessante e piacevole, ci ha divertito nelle venti ore circa di storia ed ha saputo intrattenerci in altrettante ore per i contenuti post-endgame, quindi possiamo dirlo, è promosso!

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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