LEVIUS – Recensione

Quello di cui andremo a parlare oggi è un manga dal gusto particolare, che fonde degli elementi atipici per un’opera nipponica. L’opera di Haruhisa Nakata, Levius, che miscela diversi generi partendo da una base Steampunk con degli elementi molto anacronistici, fuso alla drammaticità del protagonista e dei personaggi che lo circondano. Sebbene sia composto da soli tre volumi, l’opera riesce a soddisfare i lettori in maniera completa, spronandoli a continuare la storia di Levius Cromwell con Levius Est, diretto sequel di quest’opera che andremo ad analizzare.

Un ringraziamento speciale all’editore Edizioni Star Comics per averci fornito i volumi per questa recensione.

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Sangue e Dolore

Il filone narrativo parte una serie di tavole a colori – quest’ultime sempre presenti ad inizio di ogni volume –, dove il protagonista Levius Cromwell sta effettuando la manutenzione ordinaria del suo braccio meccanico all’ingegnere Bill Winberg. Il primo volume, dopo questa breve scena colorata, ci porta indietro nel tempo, a quando Zack Cromwell – lo Zio del protagonista che vive con la madre – riceve una lettera dove preannuncia l’arrivo del giovane Levius. Il ragazzo durante la guerra appena terminata perse il padre, mentre la madre riportò delle gravi ferite da cui non si è ancora ripresa, nonostante il giovane tentò di salvarla sacrificando il proprio braccio che in seguito fu rimpiazzato da uno meccanico di tipo medico. Dopo una serie di eventi, il giovane Cromwell decide di combattere nella boxe meccanica, uno “sport” che ormai è diventato in voga nell’epoca attuale, dove il perdente perde la propria vita e il vincitore viene acclamato come un idolo.

La Boxe Meccanica è divisa in gradi, ma quelli più importanti e temerari sono della “Grade I”, rango composto da tredici formidabili e spietati combattenti. Il ragazzo si fa strada grazie al suo talento nella Boxe Meccanica, aiutato dallo Zio che gli fa da allenatore e con il supporto dell’ingegnere Bill Winberg, che provvede alla manutenzione del braccio. Un aspetto che viene curato all’interno della narrazione sono le emozioni dei singoli personaggi, basti vedere il motivo per cui il protagonista combatte, ricco di pathos e significati – che ovviamente non vi anticipiamo per evitare di rovinarvi la sorpresa -, inoltre, anche i personaggi che accompagnano la vicenda sono ben realizzati, nulla viene lasciato al caso e questo va sicuramente detto.

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Qualità e quantità

Come vi abbiamo anticipato nella prefazione, il manga è composto da solo tre volumi – nonostante ora vi è una seconda serie in corso che è il diretto sequel ed è chiamato Levius/Est -, ma nonostante ciò l’opera non lascia l’amaro in bocca grazie al suo racconto fluido e dettagliato. La cosa che salta subito all’occhio è come il character design sia curato, le espressioni che il mangaka Haruhisa Nakata ha fatto dono ai personaggi sono da ammirare, chiaro segnale che l’autore non vuole soltanto comunicare con il lettore attraverso i testi, ma anche con le emozioni che i personaggi stanno provando in quell’esatto momento. Anche i luoghi dove si svolgono le vicende sono caratterizzate da un tratto unico, ma affascinante, forse l’unico neo risiede nella “poca varietà” visto che il più delle scene sono sull’arena dove Levius combatte. All’interno della storia è presente una morale di fondo, dove il mondo ormai evoluto nonostante abbia portato delle migliorie nella vita quotidiana, ha strappato l’umanità di molti, rendendo tutti solo dei cyborg schiavi della violenza, quest’ultima mascherata sotto forma di sport come la Boxe Meccanica.

La sovraccopertina che caratterizza ogni singolo volume è ornata nella parte frontale da un Artwork che rappresenta perfettamente ciò che accadrà in quel volume, inoltre sul retro sono presente alcuni frammenti delle tavole del volume. La qualità della carta è come al solito ottima, come sempre Edizioni Star Comics è maestra nell’offrire un prodotto confezionato bene, altresì della localizzazione italiana, perfetta in ogni frangente, noi non abbiamo trovato alcun difetto da segnalare. Per quel che offre e costa ogni singolo tankobon, dovrebbe essere un’opera che non dovrebbe assolutamente mancare se si amano i Seinen ricchi di particolari e che riescono a intrattenere. Acquisto caldamente consigliato anche a chi sta ricercando un opera diversa dalla massa.

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Commento Finale

Con grande soddisfazione possiamo dire che siamo rimasti positivamente colpiti da quello che Haruhisa Nakata è riuscito a costruire con il suo Levius. Un’opera che si discosta dal coro, ma che allo stesso tempo riesce a intrattenere il lettore con delle forti emozioni e scene maniacalmente curate nei minimi dettagli. Il design particolare e ricercato fa sì che l’opera spicchi nella massa, inoltre l’offerta è appetitosa anche dal prezzo al quale viene venduto ogni singolo tankobon. In conclusione per noi è un opera promossa senza sé e senza ma.

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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