The Binding of Isaac: Afterbirth+ – Recensione (Nintendo Switch)

The Binding of Isaac nasce nel lontano 2011 dalle geniali menti di Edmund McMillen e Florian Himsl, pubblicato sulla piattaforma Steam e capace di guadagnare un successo inimmaginabile. Nel corso degli anni si sono susseguite versioni, aggiornamenti, mod e chi più che ha più ne metta, fino ad arrivare ad oggi, dove con la versione Afterbirth+ approda sulla nuova console di casa Nintendo. Un arrivo che tanti stavano aspettando, per il connubio ideale che avrebbe potuto realizzare un titolo del genere con una console sia portatile, che fissa ed ora eccoci qua, a gustarci tutto ciò e noi abbiamo avuto la fortuna di metterci le mani sopra, divertirci, frustrarci e dopo un numero considerevole di ore, possiamo finalmente dire cosa ne pensiamo. Che l’incubo di Isaac cominci! (nuovamente)

Isaac approda su Switch

Come accennato pocanzi, questo porting su Switch era veramente atteso, anche noi al momento della sua uscita concordavamo che un titolo del calibro di Isaac avrebbe potuto fare la fortuna di entrambi le parti in causa ed è stato così. Sin dalle prime ore possiamo notare quando “stiano bene assieme”, una console fatta principalmente per essere portatile, con una grande comodità una volta presa in mano, oltre ad avere la possibilità di trasformarsi comodamente in fissa, assieme ad uno dei giochi Roguelike per eccellenza; per godersi costantemente ed in qualunque momento, sessioni di gioco mediamente brevi, che si ripetono incessantemente per scoprire ogni volta qualcosa di nuovo.

Questa è la forza di questa unione, la portabilità di un titolo potenzialmente infinito, che però non toglie troppo tempo al videogiocatore, potendo in comodità, ovunque egli sia, iniziare e finire tranquillamente una run. Quanti altri possono dire di avere la stessa portabilità?

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Una miriade di contenuti

The Binding of Isaac si è costantemente evoluto nel tempo, fino a diventare quello che è oggi, passando per espansioni, nuove edizioni (come ad esempio la Rebirth) ed anche tantissime mod fatte da fan amanti del titolo, per renderlo, se possibile, ancora più completo. Con Afterbirth+ tante cose sono state aggiunte, tale da differenziare sostanzialmente il gioco rispetto alle sue prime versioni, rendendolo più vario e divertente, includendo anche le più famose modifiche dei fan.

Ma cosa c’è effettivamente di nuovo? Innanzitutto abbiamo un HUD migliorato, tale da poter analizzare nello specifico le nostre caratteristiche, mediante un classico sistema numerico di classificazione; inoltre vi è anche la possibilità di utilizzare, dopo aver portato a termine la Dark Room, gli item finali di cui disponevamo nelle run successiva, però non consentendoci di sbloccare in quel caso achievements di alcun tipo. Oltre a questo abbiamo tantissimi oggetti, sia istantanei che caricabili, Apollyon come nuovo personaggio giocabile, trasformazioni, mostri e collezionabili. Insomma, come avete potuto notare, siamo davanti ad una versione carica di contenuti nuovi, in grado di divertire anche chi in passato ha avuto modo di provare il gioco nelle sue edizioni precedenti.

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Comandi rapidi ed immediati

Il punto di forza è sempre stato il gameplay, che grazie alla sua immediatezza e semplicità, è sempre stato il grado di garantire ore ed ore di divertimento, aiutando quello che è il concept del gioco. Con Switch, sia utilizzandolo in modalità Dock, che portatile, abbiamo constatato una grandissima comodità del giocarlo, confermando ancora di più quello che era il nostro pensiero prima di testarlo ed abbiamo esposto pocanzi, grazie in ogni caso anche ad una qualità di realizzazione della console di tutto rispetto.

Sin dalle prime ore di gioco ci è decisamente chiaro quello che dobbiamo fare, con la possibilità muoverci e sparare sia con le levette, che con i pulsanti, a seconda di come siamo comodi e degli oggetti che troveremo lungo il tragitto, quindi ce n’è per tutti i gusti.

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Un porting di qualità

Passiamo ora ad una discussione abbastanza superflua visto il titolo, ma siamo contenti di aver constatato un livello paritario alle versioni uscite sulle altre console concorrenti, con ottimi dettagli, senza l’eccessiva presenza extra di aliasing, dato lo stile minimal con cui è realizzato, oltre ad un framerate stabile senza alcun rallentamento, grazie anche ad il numero contenuto di nemici su schermo il più delle volte.

L’audio come sempre è molto “inquietante”, una cosa decisamente positiva visto il titolo di cui stiamo parlando, per cui tra musiche ed effetti sonori, possiamo promuoverlo senza alcuna riserva.

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In conclusione

The Binding of Isaac: Afterbirth+ è un porting con i fiocchi, un titolo di cui Switch, nel suo primo anno di vita, aveva bisogno per fare vedere al grande pubblico ciò che è in grado di fare e quanto può divertire in qualsiasi situazioni noi siamo, passando da titolo “più complessi”, come abbiamo visto in questi mesi, fino ad arrivare ad Indie di altissimo livello come Isaac. Sia a livello di contenuti, che divertimento, aggiungendo anche di una stabilità invidiabile, fanno di questo titolo un must have di tutti gli amanti dei Roguelike che dispongono della console di casa Nintendo, ma anche coloro che non hanno mai avuto la fortuna di giocarci possono rimediare, non ve ne pentirete!

Avatar

Amante di videogiochi e non solo, tutto quello che è informatico attira la sua attenzione, ma anche Anime e Manga non sono da meno. Sin da piccolo è abituato a giocare un po’ di tutto, ma gli action-adventure la fanno da padrone.

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