Dishonored: La Morte dell’Esterno – Recensione

Billie Lurk è una donna dal passato misterioso e difficile. Notizie che per metà ci arrivano dalla serie principale, metà dal nuovo capitolo “la morte dell’esterno”: la donna è a conoscenza della durezza della vita di strada, in un mondo che appare per metà alla deriva. Perché se c’è un filo conduttore in Dishonored questo sarà sempre la disperazione da una parte e il lusso spregevole dall’altro, due contrapposti che si intersecano perfettamente in uno stile steampunk.

A parlare dello stile, non ci sarebbe che da meravigliarsi di continuo: esso si configura come uno steampunk disinvolto, ben adattato in tutti e tre i capitoli presenti ad oggi e i particolari meriti vanno alla ricchezza incastonata in ogni piccola via o angolo delle case e luoghi pubblici, la ricchezza dei particolari non si smentisce né per luoghi ricchi, malfamati, all’aperto o surreali. Ogni dettaglio inoltre, sarà funzionale al piacere della vista ma anche a quello pratico in game: se ci sarà un appiglio, sicuramente ci sarà la possibilità di esplorare quella porzione piccola o grande disponibile nel gioco. Dishonored, offre da sempre varie vie per arrivare ad un determinato punto, principale o secondario, aggirare gli ostacoli in più varianti concatenati ad uno stile di gioco scelto individualmente, stealth, approccio diretto, un miscuglio di entrambi o evitare qualsiasi incontro.

 

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Quest’ultimo è probabilmente il più complesso soprattutto se si vuole affrontare la via del collezionismo o scoprire tutti quei particolari della storia di gioco, tra vicende di una semplice guardia, un qualunque personaggio, credenze, storie antiche o elementi che approfondiscono la stessa storia principale, quale diari, note, libri e molto altro. Allo stesso tempo, avremo altri oggetti collezionabili che per le più si tradurranno in monete di gioco spendibili da un “mercante nero” sparso in un punto del capitolo di gioco solo fino ad un determinato momento. Gli oggetti acquistabili dal mercante al solito saranno migliorie alle capacità della protagonista, possibilità di acquistare alcune munizioni secondarie, che si trovano però anche sparse nei capitoli in quantità limitata, oltre quelle che costituiscono le munizioni principale; mine di vario tipo, granate, medicine e altro tra cui gli amuleti d’osso.

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Questi ultimi risultano particolarmente costosi se acquistati, ma è possibile trovarne, a volte anche più di uno, in ogni capitolo di gioco. Essi ci daranno, così come in passato, delle capacità particolari, potenziando o introducendone delle altre. Billie, dal canto suo, avrà la possibilità di avere poteri da quasi subito, tra i quali: la dislocazione per gli spostamenti rapidi, la preveggenza con la possibilità di dare un occhio veloce al mondo circostante, altri che si creeranno durante il gioco e il sussurro dei ratti, i quali ci daranno ricche informazioni, un po’ come avveniva con il “cuore” nei precedenti capitoli, questa volta però grazie ad un talismano donato molti anni prima a Billie dall’amato Deirdre. Chiaramente i ratti ci saranno amici in questa avventura, così da non preoccuparci di eventuali assalti nocivi dagli stessi, né sarà possibile manipolarli. L’equipaggiamento, oltre il talismano, è costituito dal braccio del frammento nero, l’arma celata che sparerà vari tipi di dardi, la scheggia dell’occhio tramite il quale si userà preveggenza, e il pugnale a doppia lama; nulla sarà oggetto di modifiche. Tutto ciò sarà presente nel menù più vasto dove verrà ricapitolato in modo ordinato ciò che è successo in ogni capitolo, l’obiettivo principale nel capitolo attuale o un obiettivo momentaneo riferito all’avanzamento, i poteri, l’equipaggiamento e i contratti che saranno piccole missioni secondarie da scoprire nel corso dei capitoli.

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Abbastanza palese che nell’espansione, a differenza delle precedenti avventure dei capitoli ordinari, non ci troveremo di fronte il protagonista per eccellenza Corvo o Emily, bensì Billie Lurk, volto sicuramente familiare avendo approcciato almeno il secondo capitolo. Inizialmente anche in “la morte dell’esterno” viene specificato essere Meagan Foster, colei che abbracciò la causa di Emily, per vederla trionfare contro gli usurpatori. Questi ricordi perdurano in senso limitato come da introduzione all’inizio di “la morte dell’esterno”. Dunque, la vecchia Meagan, o qualunque nome potrà assumere durante la sua vita, come ci spiega Daud, dopo le vicende del secondo capitolo, ora vuole rivelare l’identità dell’oscura presenza celata in ogni vicenda della trama di fondo in Dishonored, quasi a voler entrare – metaforicamente e nella pratica – nell’essenza di ciò che può rendere disonore, dunque, essere disonorevoli.

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Alcuni uomini, desiderano stringere patti con l’entità malefica di cui l’oscura presenza stessa, “l’esterno”, è entrato a conoscenza e ne è in contatto. Sarà compito del giocatore comprendere se egli stesso viene soggiogato da un mondo più grande di lui o se ne è partecipe in egual misura: dall’idea che ci faremo cambieranno alcuni elementi della storia. La protagonista così come suggerisce il titolo dell’espansione, sarà determinata nel perseguire il suo obiettivo, ma il giocatore potrà cambiare qualcosa.

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Il primo compito sarà quello di recuperare Daud, in una nuova città, piena di vita e di attività. Altro personaggio perno delle vicende per la vita di Billie e nella trama del gioco nello specifico, sarà proprio il vecchio uomo rapito e tratto in sortilegio da uno strano gruppo di individui: gli “Orbi”. Essi oltre a giocare di inganno in una società che per certi versi rimane corrotta, utilizzano, come tutti gli antagonisti presenti, strane scritture per riportare in vita qualcosa o sperare di riceverne parte delle ricchezze. Personaggi per lo più mentalmente deviati che utilizzano bevande alcoliche estratte dai ratti, convinti di trarne particolari privilegi e offrirli sottobanco, mentre danno spettacolo della loro forza bruta. Essi, come accennato, non saranno gli unici gruppi di individui riuniti in sette, ne saranno presenti altre e con qualcuno durante alcuni capitoli avremo a che fare. Alcuni di loro compiono dei veri studi approfonditi, sono come fraternità e compiono riti “religiosi”. Interessante notare qualche volta i resti di alcune streghe, elemento che richiama al passato dei Dishonored, ormai eliminato.

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Si discuterà a lungo con Daud su come recuperare l’unica arma che potrà fermare “l’esterno” dal perseguire la corruzione. Essa sarà ben custodita in un capitolo piuttosto vasto della storia e ben curato nei dettagli e nelle specifiche meccaniche di gameplay. Una volta recuperata e individuato il posto in un’altra zona di gioco, tenendo presente lo svolgersi di vari capitoli, sarà presto facile individuare la principale setta di persone che già ha stretto alcuni patti e non si nega qualunque oltraggio alla dignità umana, uccidendo chiunque dia fastidio. Così a poco a poco ci si avvierà all’incontro finale, tuttavia l’esterno appare diverse volte, così da dare anche la sua posizione in merito, oltre che facendoci un’idea durante il gioco. Nella parte finale si arriverà ad entrare in un punto quasi surreale, a metà tra sogno e reale: arriveranno le scelte più importanti e qui cambierà tutto, molti saranno i ripensamenti della protagonista come a volerci dire di pensare con attenzione a come precedere e ciò che la decisione comporterà.

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Il gioco nel complesso si avvale di poteri limitati ma di gran lunga potenziati rispetto al passato, elementi che possono far storcere un po’ il naso ai più, ma coerenti con la trama. Così come qualche scontro dove si sarebbe previsto qualcosa di più impegnativo, si risolve per motivi di trama in qualcosa di più semplicistico. Tuttavia il plauso va in ogni caso alla varietà di equipaggiamento per quanto riguarda le armi, che si mantiene nella media, pur possedendo una sola arma da lancio. Inoltre, il gioco stesso con una “nuova partita +” ci darà la possibilità di utilizzare i poteri presenti in Dishonored 2.  Altro elemento che aggiunge valore è Billie stessa, ben caratterizzata ed è esattamente come ci si aspetterebbe da Dishonored 2, ma con qualche elemento in più, che ce la fa adorare maggiormente.

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Le missioni, per quanto siano dimezzate, essendo la forma di questo capitolo un’espansione stand alone, rimangono degne di nota per vastità e cura ambientale, particolari, possibilità, elementi di pericolo, pari ai precedenti della serie. Nota dolente potrebbero essere le texture: se tutto graficamente e nello stile steampunk, che unisce qualcosa di futuristico ad elementi del passato, può andare e si mantiene nella media del secondo capitolo, quando ci si avvicina troppo ad un elemento questo spesso viene sgranato. Per il resto tutto viene armonizzato perfettamente, come un orologio che si trova entro lo stesso di Dishonored pronto a scandire i minuti e i secondi, in un gioco di movimenti ambientali lenti, molto lenti, quasi a voler restare ad osservare le foglie di un albero su una panca, o la vita di alcuni lavoratori o semplici civili, richiamandoci però alla realtà contro cui combattere: gli eventi più immediati e violenti contro le guardie, altre creature, robot meccanici, nel caso in cui si decida di seguire questa via.

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Commento Finale

In conclusione, seppur qualche scontro principale o qualche elemento di equipaggiamento, poteri e non, può lasciare un po’ a desiderare, non bisogna dimenticare che nonostante le scelte limitanti nei fatti, non si svia e non si limita la traiettoria di un tipico Dishonored. In tutto questo non si può che apprezzare il lavoro svolto dai produttori nello svolgere una storia che poteva incuriosire gli amanti della serie, dagli elementi alle piccolezze di Dishonored, si mantiene alta la qualità del titolo ancora oggi, soprattutto se considerato un buon impegno messo per un capitolo non principale.

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