SENRAN KAGURA Peach Beach Splash – Recensione

Se dovessimo dare una definizione univoca di estate ci troveremmo in difficoltà poichè, a ragione, ciascuno di noi ama vivere questa stagione nei modi più disparati possibili. Che si amino il mare o la montagna c’è sempre modo di divertirsi d’estate: partite a pallone, beach volley, giochi di carte di vario genere e, soprattutto, guerre a suon di gavettoni e pistole ad acqua.

Nel mondo videoludico è raro incontrare titoli fortemente incentrati su Super Liquidator e derivati ed è per questo che Senran Kagura Peach Beach Splash ha subito catturato la mia attenzione. Problemi di natura sconosciuta hanno lentamente rimandato la versione europea del gioco al 22 settembre (ultimo giorno d’estate), ma Senran Kagura è finalmente tra noi e non vedo l’ora di condividere con voi le mie impressioni.

Siamo in piena estate e le ragazze dei vari clan shinobi, probabilmente in procinto di godersi l’estate dopo gli eventi occorsi in Senran Kagura Estival Versus, si ritrovano all’improvviso all’interno di un programma trasmesso su “New Tube”, il cui fine ultimo è apparentemente quello di far scontrare le protagoniste in battaglie a colpi di pistole ad acqua per intrattenere il pubblico da casa ed arrivare a livelli clamorosi di audience, ma ben presto si scoprirà che il torneo Peach Beach Splash ha ben altre finalità. La premessa narrativa, per quanto banale, è capace di incuriosire l’utente per tutta la sua durata e non mancheranno siparietti comici di vario genere in linea con l’atmosfera allegra e leggera che permea la produzione Tamsoft; per chi non ne avesse abbastanza, il gioco propone una serie di missioni bonus da sbloccare andando avanti con la storia ed una modalità in cui formare un nostro personale Dream Team, per cercare di vincere quattro diversi tornei con succose ricompense.

Iniziando una nuova partita potremo scegliere da quale dei quattro archi narrativi iniziare e cominciare fin da subito a personalizzare il nostro avatar; il roster è molto ampio essendo presenti tutte le ragazze già incontrate nei precedenti episodi, ognuna caratterizzata dal proprio arsenale offensivo e da abilità di varia natura. Potremo scegliere tra pistole, fucili di precisione, lanciarazzi, lanciagranate, mitragliatori pesanti e fucili d’assalto, ma non manca la possibilità di usare un’arma bianca per il combattimento ravvicinato o nel caso in cui venga a mancare la riserva d’acqua; quest’ultima difatti non è utile solo sotto forma di munizioni, ma serve anche ad alimentare il jetpack in dotazione alle nostre eroine, il quale permetterà di muoverci in verticale o di scattare nelle varie direzioni per evitare attacchi avversari o proteggersi, dovendo quindi sfruttare le nostre riserve per molteplici attività è consigliabile giocare in modo pulito e senza troppi sprechi oltre ad abituarsi a ricaricare manualmente poichè la ricarica automatica, per alcuni, potrebbe sembrare un pò troppo lenta.

Una delle peculiarità dell’ultimo arrivato in casa Tamsoft è la percezione della barra della vita, come in altri episodi più le ragazze saranno svestite più si avvicina il momento critico; una volta che l’avversario sarà a terra potremo effettuare una Finisher con la quale… spruzzeremo acqua sulle mutandine o sul reggiseno con tanto di zoom man mano che aumenterà il numero di colpi!

Il gameplay di Senran Kagura Peach Beach Splash non si limita ai canonici elementi TPS, ma si regge su un sistema di carte collezionabili di tre tipologie: Weapon Cards, Skill Cards e Companion Cards. Le Weapon Cards ci permettono di ottenere varianti sempre più forti delle tipologie di armi sopracitate, le Skill Cards (fino a sei per volta) conferiscono abilità attive e passive di varia natura come maggiore velocità, mira più difficile per gli avversari, maggiore forza temporanea e quant’altro, le Companion Cards infine sono dei veri e propri alleati evocabili per fornirci supporto. Soddisfando determinati requisiti, completando un livello o comprando dal negozio otterremo pacchetti con 10 carte di diversa rarità (da comune a Ultra Rara), stesse carte di stessa rarità possono essere fuse per ottenere una carta di rarità superiore e così via. Il numero di carte è molto elevato e ciò permette uno stile di gioco fortemente personalizzabile e dinamico, potremo provare un alto numero di combinazioni possibili, grazie ciò sia sarà difficile trovare avversari in carne ed ossa con il medesimo set sia potremo divertirci, nel corso della modalità Storia, a sperimentare senza troppi patemi.

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Riguardo al multigiocatore Tamsoft si è voluta concentrare sul rendere questo spinoff appetibile per chi gioca in team, si gioca principalmente in 5vs5 nel classico deathmatch a squadre o in modalità Dominio (conquista e controllo di punti sulla mappa), mentre il comparto cooperativo propone una modalità Sopravvivenza in cui affrontare ondate di nemici senza morire; a mio avviso sarebbe calzata a pennello anche una modalità cooperativa in cui completare diversi obiettivi coop come accade per alcuni stage della trama (in uno, ad esempio, bisognerà spegnere oggetti in fiamme sparsi per la mappa). Per un gioco basato sul multiplayer mi sarei aspettato più modalità di gioco, la speranza è che qualche aggiornamento migliori la situazione. Ho giocato per diverso tempo con un amico online, nei giorni di test il gioco non era ufficialmente uscito sugli scaffali europei, per cui non abbiamo trovato nessuno con cui giocare, diversamente da quanto potessimo aspettarsi il codice di rete è molto pulito e sia in cooperativa, che in competitiva e sia giocando in team assieme che contro (abbiamo potuto provare il 5vs5 grazie alla possibilità di inserire bot negli slot vuoti) non abbiamo notato la minima traccia di lag.
A corredo del comparto prevalentemente giocoso è presente una sezione in cui ammirare i modelli poligonali delle ragazze e usare gli analogici per toccare i loro colpi, schiaffeggiare i seni o il sedere, spruzzare addosso dell’acqua con tanto di reazioni annesse mediante espressioni o lamenti! Ammetto di essermi fatto un sacco di risate per almeno un’ora tanto era assurda la situazione, a mente fredda credo che la saga abbia raggiunto un livello inedito di fanservice (non che prima ne fosse priva)!

La longevità si attesta sulle 10 ore per completare la modalità principale, naturalmente Senran Kagura Peach Beach Splash è pensato per garantire una forte longevità in multiplayer, ma la cosa è fortemente dipendente sia dal gusto degli utenti, sia dall’effettivo popolamento dei server su cui, al momento, non abbiamo certezze. L’engine grafico usato è quello di Estival Versus, niente di clamoroso, ma abbiamo scenari e mappe sufficientemente dettagliati e caratterizzati, mentre un ottimo lavoro è stato svolto sui modelli poligonali delle ragazze e sulla fisica applicata ai loro corpi; quello che lascia perplessi è il framerate poichè dai 60 FPS fissi di Estival Versus si è scesi a 30 FPS non sempre stabili, una scelta francamente incomprensibile. Il comparto audiovisivo è graziato da un doppiaggio giapponese di buon livello e una colonna sonora la quale ben accompagna l’atmosfera generale del gioco pur non essendo indimenticabile.

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Commento Finale

Possiamo considerare riuscito l’esperimento di Tamsoft? In linea di massima si, Senran Kagura Peach Beach Splash ha delle solide basi e degli ottimi accorgimenti lato gameplay, ma si sarebbe potuto fare di più con la modalità Storia e per il comparto multigiocatore, troppe poche modalità. Alcuni potrebbero trovare eccessivo il fanservice essendo a mio avviso ben più accentuato rispetto ad altri episodi, ma, alla fine della fiera, è un titolo originale e capace di divertire in modo spensierato senza troppi tecnicismi, è un gioco che consiglierei per gli amanti delle esperienze di nicchia, ma ad un prezzo magari più contenuto rispetto ai 50 Euro richiesti al lancio.

Avatar

Tante le cose che lo appassionano: i videogiochi, la musica, l’informatica, il calcio, il basket… Cerca sempre di valorizzare i prodotti meno in vista e di analizzare ciò che lo circonda in maniera da avere sempre nuovi punti di vista e nuove idee.

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